Mare/ I no green pass bloccano i porti. Ma i veri problemi sono altri

  La stramba disfida del green pass davanti ai cancelli dei nostri porti ha ricordato per un attimo agli italiani (popolo molto terragno) l’esistenza della marina mercantile, della logistica, della “Blue Economy”.  Del mare. Un comparto centrale, quanto misconosciuto, della nostra economia. Ma andiamo per ordine. Al netto delle cronache e delle opposte tifoserie, ricordiamo che l’asse dei traffici mondiali si sta spostando verso Sud e il Mediterraneo, l’ex Mare Nostrum, sta riconquistando una sua centralità, polarizzando circa un quinto dei traffici marittimi mondiali e oltre un quarto dei traffici container. Un quadro positivo che potrebbe (sempre che una minoranza […]

  

Milano, il vecchio centrodestra è naufragato. Servono nuovi mozzi, nostromi e capitani

Era già tutto previsto, come cantava Riccardo Cocciante. Il disastro di Napoli, la botta di Bologna, i duelli impari (ma ancora aperti) di Torino e Roma. Non, però, Milano. Almeno non in queste dimensioni e non in queste modalità. I numeri freddi e impietosi lasciano sgomenti. Un Pd per nulla invincibile (anzi…) che totalizza da solo più consensi di tutte le liste del centrodestra, un sindaco eletto di strettissima misura nel 2018 che chiude la partita al primo turno con un sonoro 57,37 per cento (178.818 contro 99.621). Uno schiaffone nella città che fu di Berlusconi, Albertini, Moratti, Formigoni (e […]

  

Il porto d’Amburgo diventa cinese. L’ultimo regalo di frau Merkel a Pechino

La Repubblica popolare cinese ha retto senza troppi danni (almeno apparentemente) la pandemia globale e prosegue nella sua espansione economica, politica e militare. Ovunque e comunque. Anche sui mari. Per la prima volta nella sua lunghissima storia — con l’eccezione della parentesi quattrocentesca delle spedizioni dell’ammiraglio Zheng Hen —, ha creato una grande Marina militare e mercantile, trasformandosi così in potenza marittima. Una meta ambiziosa e inedita ormai, come ricorda Edward Sing Yue Chan, «parte integrante del “sogno cinese” di rinnovamento nazionale. Si tratta di uno dei principali obiettivi del presidente fin dalla sua ascesa al potere, come ha ribadito […]

  

Istanbul, il canale della discordia

Sabato 5 luglio Recep Tayyip Erdogan ha ufficialmente inaugurato i lavori per il “Kanal Istanbul”, un’idrovia lunga 45 chilometri, larga 150 metri e profonda 25, che collegherà il Mar Nero con il Mar di Marmara. Imponente come e più di Suez e Panama, l’opera bypasserà lo Stretto del Bosforo, decongestionando l’ingorgato passaggio marittimo (una media di 48mila transiti all’anno) e trasformerà la parte europea della metropoli turca in una vera e propria città-isola. L’apertura dei cantieri, per quanto simbolica, corona l’antico sogno di Solimano il Magnifico: un’idea visionaria quanto ambiziosa che, a cinque secoli dalla dipartita del sultano, il ferrigno […]

  

L’onda turca. Il “grande gioco” geopolitico di Erdogan

«Non perdete mai di vista Cipro, perché per noi quell’isola è importante». Con queste parole negli anni Trenta del ‘900 Mustafa Kemal Ataturk indicava ai suoi soldati la direttrice di marcia della nuova Turchia laica e repubblicana. Per il Gazì il destino della Nazione era nel mare, anzi nei mari che oggi la circondano — Mediterraneo e Mar Nero — e in quelli che lambivano — Caspio, Mar Rosso, Golfo Persico, Oceano Indiano — il defunto impero ottomano. Apparentemente un paradosso per il leader che aveva spostato la capitale dal Bosforo all’arido centro dell’Anatolia preferendo alla cosmopolita (e balneare) Istanbul […]

  

Per Livio Caputo. Penna brillante, uomo libero e coraggioso

Con Livio abbiamo viaggiato molto. In Europa, in Africa, in Asia. Ma c’è un soggiorno, un itinerario in particolare che (ad ambedue) è restato piantato nel cuore, nell’anima: il Vietnam, 2014. Non a caso. Per la prima volta dopo il 1975 il Direttore tornava in uno dei Paesi che più aveva amato, nonostante la guerra e tutti gli orrori. Per anni aveva raccontato con penna sapiente il naufragio dell’esercito americano, l’avanzare inesorabile dei nord vietnamiti, il collasso del regime sudista, i massacri comunisti, le ipocrisie occidentali. Appena poteva, da vecchio granatiere, saliva in prima linea, accanto ai soldati, tra le […]

  

Da schiavo ad ammiraglio. Uccialì il corsaro, una vita tra due mondi

All’indomani della conquista dell’Egitto (1517) gli ottomani, preoccupati come (e forse più) dei veneziani, dall’intrusione dei portoghesi nell’Oceano Indiano che infrangeva il monopolio sul commercio delle spezie, le preziose “scintille d’Oriente”, decisero di riaprire l’antico Traianos potamos, il passaggio tra il Mediterraneo e il Mar Rosso già operativo in epoca faraonica, romana e bizantina. Insomma, il “nonno” dell’attuale Canale di Suez. Come riportano nei loro diari i viaggiatori (o agenti segreti veneziani? Non lo sappiamo…), tra il Cinquecento e il Seicento, i sovrani di Costantinopoli cercarono a più riprese di ripristinare l’antica idrovia. Nel 1529 Alvise Roncignotto segnalò al governo […]

  

Le forze armate e la politica italiana. Il dialogo (quasi) impossibile

Il 10 aprile 1855 Camillo Benso di Cavour — da primo ministro del regno di Sardegna che avrebbe presto allargato e ribattezzato Italia — affrontò il riottoso Parlamento subalpino per ottenere il benestare per l’intervento nella lontana guerra di Crimea. Una spedizione, nei limiti delle effettive possibilità castrensi, per nulla simbolica. Diciottomila uomini al fianco dell’armata franco-anglo-ottomana. Un azzardo che poco convinceva i molto provinciali deputati ma che ai lucidi occhi del grande conte rappresentava la cedola per poter accedere, anche da junior partner, al grande gioco mediterraneo ed europeo. Come è noto la scommessa riuscì e da allora il […]

  

Armenia, il genocidio negato e la memoria dell’Aksor, il grande male

Dopo 106 anni Parigi e la Francia ricordano il “Metz Yagern”, il “grande male”, lo sterminio degli armeni cristiani per mano dei turchi. Con una grande mostra, “Le Gènocide des arméniens de l’Empire ottoman”. Una rassegna importante. Per più motivi.  Innanzitutto per il tema e il luogo: una memoria a lungo relegata all’interno della diaspora armena — custodita dai religiosi e dagli intellettuali e rivendicata in solitudine dalla fragile repubblica di Erevan — si dispiega significativamente nel Memoriale della Shoah di Drancy, un luogo fortemente simbolico. Due terribili tragedie del Novecento, il secolo crudele, si specchiano e si integrano in […]

  

1984, il capolavoro di George Orwell ora in una graphic novel

Emilio Cecchi, grande, grandissimo critico letterario del Novecento, non ebbe dubbi. Alla sua uscita definì “1984”, «Libro memorabile. Libro di una tristezza disperata, ossessiva, che definitivamente colloca George Orwell in uno dei primissimi posti dell’odierna letteratura inglese». Un giudizio netto e fulminante che dispiacque a gran parte del panorama intellettuale dell’epoca molto invaghito del socialismo reale e per nulla entusiasta di questo capolavoro anti-utopistico che annunciava un mondo cupo, plumbeo, senza speranza. Troppe le analogie con il “paradiso sovietico”, troppe le similitudini tra l’onnipresente “Big brother” e l’onnisciente compagno Josif Stalin. Non a caso Palmiro Togliatti liquidò il romanzo orwelliano […]

  

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