Da schiavo ad ammiraglio. Uccialì il corsaro, una vita tra due mondi

All’indomani della conquista dell’Egitto (1517) gli ottomani, preoccupati come (e forse più) dei veneziani, dall’intrusione dei portoghesi nell’Oceano Indiano che infrangeva il monopolio sul commercio delle spezie, le preziose “scintille d’Oriente”, decisero di riaprire l’antico Traianos potamos, il passaggio tra il Mediterraneo e il Mar Rosso già operativo in epoca faraonica, romana e bizantina. Insomma, il “nonno” dell’attuale Canale di Suez. Come riportano nei loro diari i viaggiatori (o agenti segreti veneziani? Non lo sappiamo…), tra il Cinquecento e il Seicento, i sovrani di Costantinopoli cercarono a più riprese di ripristinare l’antica idrovia. Nel 1529 Alvise Roncignotto segnalò al governo […]

  

Le forze armate e la politica italiana. Il dialogo (quasi) impossibile

Il 10 aprile 1855 Camillo Benso di Cavour — da primo ministro del regno di Sardegna che avrebbe presto allargato e ribattezzato Italia — affrontò il riottoso Parlamento subalpino per ottenere il benestare per l’intervento nella lontana guerra di Crimea. Una spedizione, nei limiti delle effettive possibilità castrensi, per nulla simbolica. Diciottomila uomini al fianco dell’armata franco-anglo-ottomana. Un azzardo che poco convinceva i molto provinciali deputati ma che ai lucidi occhi del grande conte rappresentava la cedola per poter accedere, anche da junior partner, al grande gioco mediterraneo ed europeo. Come è noto la scommessa riuscì e da allora il […]

  

Armenia, il genocidio negato e la memoria dell’Aksor, il grande male

Dopo 106 anni Parigi e la Francia ricordano il “Metz Yagern”, il “grande male”, lo sterminio degli armeni cristiani per mano dei turchi. Con una grande mostra, “Le Gènocide des arméniens de l’Empire ottoman”. Una rassegna importante. Per più motivi.  Innanzitutto per il tema e il luogo: una memoria a lungo relegata all’interno della diaspora armena — custodita dai religiosi e dagli intellettuali e rivendicata in solitudine dalla fragile repubblica di Erevan — si dispiega significativamente nel Memoriale della Shoah di Drancy, un luogo fortemente simbolico. Due terribili tragedie del Novecento, il secolo crudele, si specchiano e si integrano in […]

  

1984, il capolavoro di George Orwell ora in una graphic novel

Emilio Cecchi, grande, grandissimo critico letterario del Novecento, non ebbe dubbi. Alla sua uscita definì “1984”, «Libro memorabile. Libro di una tristezza disperata, ossessiva, che definitivamente colloca George Orwell in uno dei primissimi posti dell’odierna letteratura inglese». Un giudizio netto e fulminante che dispiacque a gran parte del panorama intellettuale dell’epoca molto invaghito del socialismo reale e per nulla entusiasta di questo capolavoro anti-utopistico che annunciava un mondo cupo, plumbeo, senza speranza. Troppe le analogie con il “paradiso sovietico”, troppe le similitudini tra l’onnipresente “Big brother” e l’onnisciente compagno Josif Stalin. Non a caso Palmiro Togliatti liquidò il romanzo orwelliano […]

  

La sfide dell’Africa. Nasce il mercato comune panafricano

Nella narrazione dominante l’Africa è un immenso disastro, un continente stremato dai conflitti e dalle carestie, un “cuore di tenebra” che inghiotte ogni speranza. Ovviamente le colpe sono tutte e soltanto del rapace imperialismo europeo — e non importa che la parentesi coloniale sia durata lungo appena 80 anni, dalla conferenza di Berlino del 1884 ai primi anni Sessanta del Novecento… — e le migrazioni sono la giusta, ineluttabile e inarrestabile punizione. Dunque pentitevi e aprite subito porti e città. Una visione ideologica, superficiale e sbagliata cui corrisponde una vulgata opposta e altrettanto errata quanto perdente: beatificare defunti passati imperiali, […]

  

L’Armenia è sola. La tragedia dell’Artsakh raccontata in un libro

Nel cuore del Caucaso, mentre l’Europa si affligge e si ripiega nella pandemia del virus cinese, si continua a combattere e morire. Bomba dopo bomba, carneficina dopo carneficina, massacro dopo massacro. Laggiù, nell’indifferenza dell’Occidente, scorre una partita terribilmente intricata, complessa. Un gioco micidiale a più livelli e con più giocatori. È la tragedia del Nagorno Karabakh. Per gli armeni è l’Artsakh, un pezzo di Patria. Per tutti gli altri solo una tessera del great game. Andiamo per ordine. Il disastro di oggi arriva da lontano. All’indomani della rivoluzione d‘ottobre di Lenin — sconfitti i “bianchi”, esiliati o massacrati i ”nemici […]

  

Africa, 60 anni di illusioni e delusioni. Con alcune sorprese

Nella narrazione corrente il 1960 è ricordato, un po’ superficialmente, come l’anno delle indipendenze africane. Nell’arco di pochi mesi — dal primo gennaio al 28 novembre — la Francia gaullista liquidava gran parte del suo impero.  Per il canuto generale, ansioso di chiudere la sanguinosa e costosissima partita algerina, i possedimenti africani erano ormai un peso politico ed economico insopportabile. Meglio andarsene alla svelta per poi, come sarà con la rete economica della “France-Afrique” e il franco CFA, tornare in altre forme. Più felpate e micidiali e decisamente più convenienti Tra le rare voci critiche, vi fu quella del dottor […]

  

Parigi 1919. Una vittoria mutilata

La discussa e discutibile visita del presidente Mattarella lo scorso luglio a Trieste culminata con lo strambo omaggio ai quattro terroristi slavi del Tigr — fucilati nel 1930 dopo una scia di sanguinosi attentati contro obiettivi civili italiani — e le commemorazioni più o meno felici dell’impresa dannunziana di Fiume hanno fugacemente riportato l’attenzione sulle intricate vicende del confine orientale d’Italia.  Come al solito i media ci hanno afflitto con narrazioni superficiali quando non fuorvianti, riducendo la questione adriatica in schematismi talvolta nostalgici e retorici o, troppo spesso, incredibilmente auto colpevolizzanti. Risultato: la tragedia novecentesca delle terre istriane e dalmate […]

  

Intrigo ad Asmara. Il nuovo giallo di Giorgio Ballario

Palazzi, alberghi, caffè, cattedrali, cinematografi, distributori di benzina, farmacie, fabbriche, ville, fontane, piazze, grandi viali alberati: una vetrina architettonica in perfetto stile modernista — con spruzzate neoclassiche, decò, cubiste, futuriste— forma il centro storico di Asmara, capitale, sino al 1941, della “colonia primigenia” della defunta Africa Orientale Italiana e dal 1991 dell’Eritrea indipendente. Un gioiello urbanistico che miracolosamente ha superato guerre e spoliazioni — prima gli inglesi, poi gli etiopici — per entrare, polveroso ma quasi intatto, nel terzo millennio per essere inserito nel 2017 nella lista World Heritage dell’Unesco e dichiarato “patrimonio dell’umanità”. Non a caso Giorgio Ballario ha […]

  

Chi finanzia i BLM? Sorpresa…

Con la morte a Minneapolis dell’afro-americano George Floyd e con l’incattivirsi della mobilitazione anti Trump un’ondata di cieca intolleranza si è scatenata negli Stati Uniti (con pericolose contaminazioni in Europa, Italia compresa). In pochi giorni una vicenda crudele ma minore — la violenza che scorre nella società statunitense è cosa ben nota — si è trasformata nel simbolo (o il pretesto?) per una crociata ideologica che, nel nome di un antirazzismo violento, vuole imporre il diritto al “risarcimento” e cancellare le figure del passato che, a torto o a ragione, sono accusate sommariamente di razzismo, colonialismo o solo di troppo […]

  

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