Viaggio nelle Antille Olandesi

Aruba: meta perfetta
per settembre e ottobre 

Di Camilla Rocca

 

Appena atterrati, sentirete una  conversazione surreale al bar dell’aereoporto: “Danke” mentre una signora dai chiari tratti olandesi afferra un pastecio, la colazione tipica dell’isola, una sorta di empanadas salate per colazione. “De nada” è la risposta di una signora che appare sudamericana, ma con gli occhi verdissimi. Questo è uno scorcio dell’isola, non sono turisti ma persone che vivono qui. E questo è il Pampiamento, la lingua ufficiale di Aruba, unica nel suo genere, che mixa parole spagnole a olandesi, portoghesi a creole, ma che le storpia nella scrittura. Una lingua viva, vissuta, che racconta bene quello che è quest’isola: una bellissima fusione di “mestizos, dove su 120 mila abitanti convivono pacificamente 80 nazionalità diverse. Nella più votata al turismo delle ABC Island (Aruba, Bonaire, Curacao) coabita, nel centro di Oranjestad, la capitale, in olandese “la città degli aranci”, un richiamo alla bandiera a cui Aruba è ancora legata, nonostante l’indipendenza, un bel duo architettonico: le case tipiche olandesi, basse, chiuse, coi tetti spioventi per far scivolare a terra la neve e belle case coloniali con grandi patii in stile liberty. E i colori, oh i colori con cui sono dipinte le case, raccontano l’anima caraibica degli abitanti. A cui si aggiungono curiosi cavalli blu. Un ricordo lontano della “baja cavalhos” come veniva chiamata dagli spagnoli, perché sull’isola vi erano così tanti cavalli liberi che, all’attracco delle navi, osservavano curiosi i nuovi arrivati. Ancor oggi per l’isola si trovano asini liberi, soprattutto nell’interno. Gli spagnoli chiamavano gli abitanti locali “indios de la Coruña, proprio perché, per loro indole, sono stati sempre molto gentili, curiosi, ospitali, gli indigeni di sua maestà. E per questo ad Aruba non ci sono mai stati spargimenti di sangue, e anche se gli indigeni puri non esistono più, il loro sangue scorre nelle vene della maggior parte degli abitanti dell’isola. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il turismo ad Aruba: quando andare 

Antesignana del turismo di lusso, Aruba conta la costruzione del primo hotel Hilton già nel 1959. Le spiagge bianchissime e l’acqua celeste e calma, nella parte meridionale dell’isola, l’hanno sempre legata al turismo, unitamente alla calda accoglienza locale. A cui si aggiunge il grande plus che le ABC islands sono le poche isole caraibiche al riparo dai tornadi. 28 gradi tutto l’anno e la reputazione di “isola più sicura dei caraibi” l’hanno resa perfetta per vacanze con bambini, luna di miele e per chi si è trasferito, come testimoniano i diversi italiani sull’isola.

Il momento migliore? La bassa stagione va da agosto (anche se è molto caldo) fino a ottobre, fuori dalla stagione delle piogge (rare). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le spiagge più belle del mondo

Aruba vanta due delle spiagge più acclamate al mondo: Eagle Beach e Palm Beach, ma anche le più inflazionate. Qui troverete le più famose catene d’hotel del globo, costruite una accanto all’altra. Ma se cercate un alloggio più ricercato consigliamo il piccolo resort Boardwalk (www.boardwalkaruba.com), proprio alla fine di Palm Beach, tante casitas singole, immerse nel verde, in quella che era la maggior piantagione di cocco dell’isola.

 

 

 

 

 

 

 

Ma merita fare un tour delle spiagge più belle, come Arashi Beach, apprezzata anche dai locali per le sue palapas pubbliche e costellata di amanti del picnic, soprattutto nei fine settimana e nei giorni festivi; Baby Beach, un anfiteatro di acqua cristallina, così chiamata per il basso fondale che permette di bambini di nuotare da soli; Boca Grandi, con le sue dune di sabbia ondulate tenute in posizione da bassi grappoli di uva di mare e circondata dai ranchos, piccole casette costruite dai locali in riva al mare; Tres Trapi, un paradiso per lo snorkeling dove, soprattutto di prima mattina, si può nuotare con le tartarughe marine; Mangel Halto, con la sua acqua smeraldo, da scoprire tra i tipici alberi dell’isola, dalla inconfondibile forma allungata, modellata dal vento; Blackstone Beach, l’unica spiaggia nera e vulcanica dell’isola; e le concia, le piscine naturali che si trovano nel lato nord dell’isola, quello più selvaggio e dove è pericoloso fare il bagno, ma in queste insenature all’interno del parco  naturale Arikok, si trovano pesci tropicali che nuotano a pelo d’acqua

 

 

 

 

 

 

Acqua potabile ovunque

A differenza delle altre isole dei Caraibi, ad Aruba si può bere l’acqua direttamente dal rubinetto. Sull’isola non ci sono fonti naturali di acqua dolce: l’acqua potabile viene infatti prodotta dall’acqua di mare, che viene dissalata e resa accessibile a tutti. Anche al ristorante, l’acqua non si paga mai. 

Per maggiori informazioni:   www.aruba.com

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