Morto Stalin se ne fa un altro. Un film da non perdere

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  Il 2 marzo 1953 Stalin, colpito da un ictus, muore nella sua dacia. È la fine di un lungo incubo ma anche l’inizio di una serie di congiure sconbinate ed intrighi surreali tra i notabili del potere sovietico, i “principi rossi”. Gli uomini di Stalin, il “compagno supremo”, il “sole ingannatore”. La successione si trasformò così in una tragicommedia dagli effetti paradossali. Una vicenda tragica quanto grottesca ricostruita ora in “Morto Stalin, se ne fa un altro”, splendido film scritto e diretto dal regista italo-americano Armando Iannucci, un genio della satira politica (si veda “The Thick of It”, “Veep”, […]

  

Il Pantheon no. A proposito di Vittorio Emanuele

Torni dall’Egitto e riposi in pace Vittorio Emanuele. Riposi nel suo Piemonte. Riposi accanto ad Elena, il suo amore montenegrino. Finalmente, nel silenzio di una antica abbazia sabauda, “Curtatone e Montanara” — la definizione è degli Aosta, il ramo cadetto ed impertinente della dinastia —  possano dormire assieme. Bene. Torni in Patria Vittorio, il  re che seppe difendere nel 1917 a Peschiera, all’indomani di Caporetto, l’onore dell’Italia. Venga sepolto lassù, tra langhe, colline e montagne, il sovrano che nell’ottobre del 1922 impedì una guerra civile e poi, di malavoglia, accettò una modernizzazione autoritaria forgiata dal figlio di un fabbro di […]

  

Johnny Hallyday, patriota e rock star

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  Vi sono uomini che muoiono meno di altri. Perchè hanno vissuto più di altri. È il caso di Johnny Hallyday, l’anima del rock francese. Tutta la Francia lo piange. A ragione. La sua vicenda artistica e personale si confonde e s’intreccia con la storia stessa, in versione V° République, della Nazione: a 20 anni, nei mitici sixties, Johnny fu l’idolo dei giovani, poi giocò a fare il motociclista on the road e tante altre parti per trasformarsi, infine, in un padre di famiglia atipico quanto serio. La sua vita spericolata (altro che Vasco…) fu un susseguirsi di mode fuggevoli, […]

  

Task Force 45, il romanzo-verità di G. Cannella

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Per un secondo, un attimo, spegnete il televisore, chiudete il cellulare. E rifletttete. In qualche parte del pianeta — tra i monti dell’Afghanistan o tra le trincee del Kurdistan, nei deserti africani o in altri luoghi, tutti decisamente poco ospitali e per nulla accoglienti — vi sono soldati italiani che operano, combattono, uccidono e, quando la sfiga arriva, crepano. In silenzio. Senza rompere le scatole. È il loro dovere. È una loro scelta. Punto. Sono i “fantasmi”, gli “invisibili”. Mentre leggete queste righe, un manipolo di uomini è in missione. Ovunque. Di loro poco o nulla sappiamo. Meglio. La riservatezza […]

  

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