isis-copertina-300dpiSolo pochi giorni fa, su questo blog si discuteva delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran in merito alle sanzioni economiche imposte da Washington anche ai Paesi che in precedenza ne erano stati esentati. Evento questo oscurato dai tristi resoconti provenienti dallo Sri Lanka, vittima di attentati di matrice islamista. Ebbene, complici ponti e giorni festivi e il conseguente maggior tempo a disposizione da dedicare allo studio e alla lettura, è capitato sotto mano a chi qui vi scrive un testo assolutamente interessante e attuale, nonostante la sua pubblicazione risalga all’autunno del 2016, per meglio comprendere entrambi questi temi.

Il riferimento è al saggio “ISIS. Mandanti, registi e attori del ‘terrorismo’ internazionale”, edito da Arianna Editrice e scritto da Paolo Sensini. Il volume, che si concentra sulla crisi siriana degli ultimi anni e, come lascia intendere il titolo, sull’ISIS, è esemplare per la chiarezza con cui, senza scadere in complottismi, vengono illustrate le incredibili (ma incontestabili, su base documentale) convergenze tra alcuni testi strategici del deep state americano a partire dagli anni ’90 (cioè dalla fine della Guerra Fredda) sul cosiddetto Medio Oriente Allargato e la teoria del caos che già Thierry Meyssan aveva fatto risalire a Leo Strauss, oltre che con la “strategia per Israele negli anni Ottanta, pubblicata dal giornalista israeliano Oded Yinon all’inizio di quel decennio.

Una strategia, quella della “geopolitica del caos” (destinata a distruggere le strutture statali dei Paesi non allineati al consensus americano in Medio Oriente, al fine di evitare accordi con le emergenti potenze rivali di Washington), in cui il terrorismo islamista, fomentato anche economicamente, come rileva e rivela il saggio, dalle centrali ideologiche del wahhabismo, si inserisce perfettamente, quasi con un ruolo ritagliato in maniera sartoriale…

IL RUOLO DEL DOLLARO

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Sensini però va oltre e spiega in maniera cristallina come funzioni l’egemonia dollaro-centrica americana e come, allo stesso tempo, sia fondamentale per gli USA e per i suoi alleati-clienti (Arabia Saudita in testa) evitare che possano emergere delle alternative al commercio delle commodities energetiche in petroldollari, tema su cui l’autore mostra di avere un’idea chiara e precisa. Scriveva infatti nel 2016 (ma non si tratta di un testo contenuto nel libro) che “noi siamo testimoni della più grande battaglia della nostra epoca (la battaglia per il mantenimento dell’egemonia globale del dollaro, e con essa il predominio economico, militare e politico statunitense in tutto il pianeta), e questa lotta sta ora venendo al pettine. Nonostante i suoi innegabili grandi successi negli ultimi cento anni, il rapporto degli Stati Uniti col resto del mondo è totalmente parassitario. Questo perché crea moneta e strumenti debitori dal nulla, il che non richiede praticamente alcuno sforzo, i quali poi scambia per beni e servizi con altri Paesi. Poiché il dollaro è la valuta di riserva globale, gli USA sono in grado di accumulare deficit astronomici che sarebbero insostenibili per qualsiasi altro Paese. I debiti degli Stati Uniti sono ora a livelli tali che se il dollaro perdesse il suo status di valuta di riserva, l’economia degli Stati Uniti imploderebbe…“.

Tornando all’oggi, non è un caso che l’Iran, che sarebbe pienamente e progressivamente uscito dal regime di isolamento grazie al JCPOA denunciato da Donald Trump, abbia più volte comunicato l’intenzione di vendere il proprio petrolio in monete diverse dal dollaro, contribuendo così al processo di de-dollarizzazione (o di “multipolarismo monetario”) di cui si è già discusso sempre su questo blog in diverse occasioni.

In definitiva, comunque, anche in virtù dei recenti fatti di cronaca internazionale, il saggio di Sensini sull’ISIS è un testo da riscoprire, da leggere e studiare con attenzione. Forse il migliore pubblicato in materia in Italia.

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