La vittoria del “sì” e il tramonto della parodia sovranista

Sono trascorsi solo pochi giorni dal voto referendario del 20 e 21 settembre. Un voto il cui esito ha confermato, come era tristemente prevedibile, la riforma sulla riduzione dei parlamentari. Una riforma, questa, che fa balzare l’Italia al primo posto, in Europa, nella poco invidiabile classifica per minor numero di deputati eletti ogni 100 abitanti. Nella camera bassa l’Italia avrà, dalla prossima legislatura, un deputato ogni 151.210 abitanti, davanti alla Spagna (uno ogni 133.312) e alla Germania (uno ogni 116.855). In termini assoluti, la nuova Camera, con i suoi 400 eletti, porterà l’Italia a posizionarsi ben dietro le cosiddette democrazie […]

  

Voto o non voto? Decideranno le poltrone…

Con le dimissioni del ministro grillino all’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, calano sensibilmente e ulteriormente le probabilità di una durata dell’esecutivo Conte-bis fino alla fine “naturale” del mandato. Del resto l’ex “avvocato del popolo”, portato a Palazzo Chigi dal Movimento Cinque Stelle e divenuto, dopo l’auto-defenestrazione della Lega e di Salvini, sempre più l’avvocato del Partito Democratico, pare ormai rassegnato a non vedere il 2023, data di scadenza naturale della legislatura in corso. Quest’ultima, invece, sembrava destinata ad arrivare alla fine e solo pochi giorni fa si parlava di un esecutivo di “sicurezza” con a capo l’ex numero uno della Banca Centrale […]

  

Arginare la corruzione? Semplice: basta eliminare il voto di preferenza

Pur non condividendo nulla di certo giustizialismo da bar, è inutile negarlo: l’Italia ha un problema di corruzione. La recente ondata di arresti e indagini tra Lombardia, Piemonte e Calabria, che ha fatto impallidire il caso Siri e, probabilmente, costretto il numero uno della Lega Matteo Salvini a mollare in extremis la difesa di quest’ultimo (che fino al terzo grado, lo si ricordi, è comunque innocente), ha (ri)aperto il tema, con i soliti tormentoni. Così si prosegue per luoghi comuni, da un lato i manettari, dall’altro i garantisti, ognuno arroccato sulle sue posizioni, senza che nessuno, tuttavia, si dia minimamente da fare per […]

  

No, in Svezia non è tutto come prima. E chi finge di ignorarlo sbaglia

No, in Svezia, nonostante quanto affermato dal sistema mediatico mainstream, non hanno vinto i partiti tradizionali. È vero, le elezioni hanno visto ancora una volta al primo posto, con oltre il 28% delle preferenze, i socialdemocratici, come accade ininterrottamente dal 1917. Eppure questa volta sarà difficile per loro mettere insieme un Governo, dato che la coalizione di centrosinistra (che include anche la sinistra e i verdi) conta 144 seggi, contro i 143 della coalizione di centrodestra, costituita da moderati, liberali e cristiano-democratici. Insomma, nessuno ha una maggioranza. Forse determinanti saranno i seggi assegnati al partito nazionalista dei Democratici Svedesi, che con […]

  

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