Lord Northbourne e quella fede nel “progresso” dei contemporanei

“Bisogna avere fiducia nella scienza”. In tempi di polemiche tra i cosiddetti “pro-vax” e “no-vax” questa è una frase ricorrente nel dibattito pubblico. A volte, tuttavia, il termine “fiducia” è sostituito da “fede”, vocabolo che tradisce l’approccio fideistico che l’uomo contemporaneo ha nei confronti del progresso scientifico, convinto com’è che qualsiasi cosa sia partorita dalla tecnica e, per l’appunto, dalla scienza possa fornire un contributo certamente migliorativo all’esistenza umana. Non così la pensava, con tutta evidenza, un signore britannico vissuto tra la fine dell’Ottocento e gli anni Ottanta del XX secolo, Walter Ernest Christopher James, quarto barone (lord) Northbourne. Personaggio […]

  

Cyberuomini e transumanesimo: perché dal progresso (ogni tanto) si dovrebbe diffidare

Progresso, tecnologia, innovazione, futuro, digitalizzazione. Concetti che sono solitamente espressi sempre e solo in senso positivo, per il loro impatto sulla società umana. Eppure non sempre il progresso ha portato cambiamenti in meglio. Basti pensare alla bomba atomica, o alla disoccupazione provocata dalla “robotizzazione”. Insomma, senza essere “luddisti” a tutti i costi, dal progresso, a volte, sarebbe bene diffidare. Specialmente quando questo rischia di disumanizzare la società. Lo spiega, ad esempio, nel suo ultimo lavoro (“Cyberuomo. L’alba del transumanesimo e il tramonto dell’umanità”, edito da Arianna Editrice), la scrittrice torinese Enrica Perucchietti. Uno dei primi capitoli si apre con un […]

  

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