Il suicidio della sciocca Europa. Marciare per non marcire o crepare per rinascere

C’è chi, proprio ora, chiede di non farsi sopraffare dall’emozione, dietro ad uno schermo, afferma che i confini da chiudere non c’entrino nulla, che la tolleranza e l’apertura salveranno questo mondo matto. Non ci sarà mai nessuna lezione così dura  da cui imparare per costoro? Siete mica impazziti? Questa volta della dichiarazione, del tampone di turno e della geopolitica non deve interessare nulla. La lettura tecnica, la reazione oltre oceano, la citazione, l’eccitazione, servono davvero a poco. La triste storia del grande continente libero che spalanca le gambe, rinnega e si piega su stesso, ingobbito, genuflesso, sporco, traumatizzato. Libero e sotto attacco. […]

  

Dedichiamo l’8 marzo alle donne vittime delle violenze delle “marocchinate”

Altro che Averna: il gusto pieno della democrazia, da queste parti, in questo benedetto Paese, è un sogno ad occhi aperti. Per questo saranno in parecchi ad aver letto il titolo del pezzo e ad aver cambiato strada ancor prima di addentrarsi tra le sue righe. Di certo non sarà una dedica alla retorica, bensì alla coerenza. La festa della donna, la sua giornata internazionale, l’8 marzo. Una festa, una danza per esorcizzare, per non dimenticare. Una giornata dalle mille declinazioni: storiche, culturali, sociali, semplicemente umane; e poi ancora un ricordo, una celebrazione, ed un chiaro prolungamento del carnevale perso […]

  

Nichi, vai a vivere in California dove non ci sono squadristi…

“Non c’è volgarità degli squadristi della politica che possa turbare la grande felicità che la nascita di un bimbo provoca. Condivido con il mio compagno una scelta e un percorso che sono lontani anni luce dall’espressione “utero in affitto”. Questo bambino è figlio di una bellissima storia d’amore, la donna che lo ha portato in grembo e la sua famiglia sono parte della nostra vita. Quelli che insultano e bestemmiano nei bassifondi della politica e dei social network mi ricordano quel verso che dice: “ognuno dal proprio cuor l’altro misura” (anche se capisco che citare Dante non faccia audience)” Queste le […]

  

Unioni Civili: L’Italia va a putt….ne senza l’obbligo di fedeltà

Bene. La trombamicizia è stata istituita e Verdini è al governo. Scherzi a parte (…), al Senato, tra intrighi e schifezze degne del regno di Rodrigo Borgia, arriva la fiducia sul maxiemendamento al ddl Cirinnà sulle unioni civili. Non manca che la Camera. Ora che abbiamo la patente del progresso, siamo molto più fichi, maturi e ricchi d’amore – come dice il gaudente Renzi -, potremmo tornare a pensare all’Italia, tutta? Ora che l’arma di distrazione di massa va per dissolversi, a seguito di un mare di vergognosa indecenza, dai piagnistei della Cirinnà agli orrendi salti della quaglia di Alfano e tutti gli […]

  

Il PD come le sorprese dell’ovetto Kinder

In ogni confezione di democrazia, un Pd a sorpresa, dipinto a mano, sempre diverso. Intorno ai postcomunisti moderni, vi è una mistica linguistica. Una storia politica in prosa, romanzata di chi, volendo o non volendo, per caso o per davvero, capace o meno, si trova sempre al posto di comando. PD, storia di (im)Possibili Declinazioni. In principio fu il Partito Develtronico. Trauma e smarrimento quando Valter Veltroni, romanissimo duce, magno Caronte, fondatore del partito, si dimise. Primo segretario, con la fiducia delle primarie dell’Ottobre 2007 in cui ottenne il 75,8 per cento dei voti, lasciò al suo destino il PD […]

  

La forza(tura) dell’arte: i pannelli che coprirono le statue saranno un’opera d’arte

Non sarebbe la prima volta, in tempi di Sgunz, di squali in formaldeide, di merde d’artista varie, di “Fuck Off” di Cattelan e di orge molto sodo e poco mitiche (come quella dell’artista austriaca, Ines Doujak), che una figuraccia diventa un’opera d’arte. Un po’ come l’inglese di Renzi al Digital Venice. Un’opera d’arte. Un “ridi-made”, solo a pensarci fa davvero ridere, anche se, stavolta, c’è davvero poco da scherzare. Qualcuno, anzi qualcuna, ha realmente preso sul serio la sfida e si è messa in testa di rompere le scatole al buon senso, anzi, di riciclarle. Ti pareva che non ci […]

  

Family Day: che pena infinita la guerra dei numeri dei ragionieri di regime

Ci stiamo scannando sui numeri. Che profonda tristezza. Sulla moltiplicazione dei pani, dei pesci e dei militanti. Chi strilla al miracolo – del resto, nelle correttissime lande del progresso sono avvezzi a farlo, parola di Santa Laura Boldrini da Macerata – chi alla miopia. Quanto questo potrà servire alla causa comune? I ragionieri del regime, poi, che pena. In più di dieci anni, il Circo Massimo si è rimpicciolito e poi ingrandito, poi rimpicciolito poi ingrandito. Se vince lo scudetto la Roma o i sindacati portano in piazza i loro tesserati, nella fattispecie contro Berlusconi o a sostegno del PD, […]

  

Statue? Impacchettate Renzi e speditelo in Iran a fare un corso di tolleranza

Stiamo a vedere quando toccherà a noi italiani non essere offesi. Come ebbi modo di scrivere. Dà fastidio il crocifisso? Guardassero altrove. Dà fastidio la patatina marmorea della Venere o gli attributi bronzei della Statua equestre di Marco Aurelio? Andassero altrove. Facessero altrove la farsa. Che so, in Villa Borghese tra i mezzi busti. Ritorno al medioevo o giù di lì? A quando per pudore venivano fatti ricoprire i nudi della Cappella Sistina? O per essere politicamente corretti del Glande Sistina (tanto, visto che ci siamo…)? Coerenza! Ora basta. Se integrazione deve essere, lo sia per davvero. Togliete la biada […]

  

Se anche il calcio dà lezioni di correttezza è la fine…

Va bene, forse Sarri ha un po’ esagerato con la sua visceralità, non fosse altro per la figura formale e “pubblica” che incarna. Ma da qui a prendere tutti il cazziatone dal mondo del calcio, no, non ci sto! Già è un nugolo di anime candide e di ramanzine finto-moraliste ovunque, per carità. Se anche dal calcio bisogna imparare, se anche il calcio è occasione per offrire lezioni buonine, di bon ton soft e cotillons, di savoir faire, di antirazzismo e corretta correttezza è la fine. Chiudete tutto, addio. Ne riparliamo con calma. Figurarsi se Mancini fosse gay per davvero; […]

  

Da Palach agli sfasciatori di librerie

C’era una volta Jan Palach. Lo racconteremo come una favola, perché se ne addolcisca il ricordo e rimanga leggero, perché sia piacevole parlarne e si smussi il dolore. La sua generazione, e quella prima di lui, poi le successive, fino alla nostra, l’odierna. Dal trionfo nazionale al tonfo capitale. La metamorfosi, i segni della putrefazione, dal vitalismo al nichilismo solo andata. Speriamo nel Ritorno. C’era una volta chi si dedicava l’esistenza, percorrendola, interpretandola, cavalcando le innumerevoli tigri della gioventù, e lo faceva lucidamente e consapevolmente, trovando un approdo sicuro in una lotta animata e muscolare, per l’affermazione della sovranità, senso […]

  

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