Casa Pound Italia vince la causa contro Facebook. C’è vita oltre il muro dell’ideologia. Evviva la libertà d’espressione!

La libertà di espressione è ancora aggrappata a un filo. Lo Stato di diritto è ancora aggrappato a un filo, mentre si incarna la dimostrazione che la realtà prevale sulla narrazione e che, forse, ancora ci si può salvare dall’asilo ossessionato di tanta sinistra oltranzista e di un sistema cieco. Censori, trinariciuti d’assalto, limitatori, negatori, ossessionati: annatevela a pija…con il giudice, stavolta davvero. Anche Facebook deve rispettare le leggi poste e la Costituzione. Non lo dico io, ma un giudice. Mai pensato ad una diretta collusione di Facebook con i piccoli pittori del conformismo più strillato e becero delle sinistre […]

  

Invece di sgomberare Casa Pound, la Raggi pensi a salvare Roma dalla merda

Il blocco politico e culturale del conformismo buonino e della sinistra si contorce negli spasmi finali. Politicamente decomposto ma ancora respira, mentre culturalmente tenta di dare un’ultima zampata, tirando il cazzottone più forte a Casa Pound, con una persecuzione strumentale, che non prevede mai un confronto tecnico, sui temi e le idee. Casa Pound va chiusa, è “ignorante” (e intanto rilancia le sue visioni con una rivista e una nuova casa editrice, promuove dibattiti e conferenze, anche alla presenza di ospiti di peso, come Enrico Mentana), fuori legge (poi si candida alla Camera dei Deputati e ha consiglieri comunali sparsi […]

  

La sinistra è un generatore d’odio “democratico”. Se ti chiami Casa Pound neanche la festa puoi fare

Ora che la sinistra è regredita allo stato di Ivano “il terribile”, l’ eroe antifascista di Rocca di Papa, da cui ripartire secondo Gramellini, per la sua meravigliosa natura di essere mitologico, metà Masaniello con la Panda, metà Fabrizio Bracconeri ne I ragazzi della Terza C, e ripercorre la strada che fu di Carlo Verdone, tra Ametrano, il ribelle popolano, e l’hippy di “Love love love”, immaginavamo che la sua dimensione neo-popolare, genuina, trionfasse su quella snob e progressista, densa d’odio. E invece no, quel residuo di nevrotica malignità è compatto. I “compagni” aspettano Godot e un dibattito per salvarsi, […]

  

Quella del concertone del 1 maggio? La triste gioventù

Cascasse il mondo, cascasse la terra, tutti giù per terra, il concertone del 1 maggio si fa ogni anno, costi quel che costi. Nulla di preoccupante o di nuovo, se non nei significati. Mettetevi in testa, cari italiani, che la generazione concertone è quella che va per la maggiore. Tutti gli altri non si sanno divertire. Tra contraddizioni e tempi moderni. Via la politica, evviva la musica: Con la stessa voglia di fare retorica da battaglia ma con istinti diversi. Tranne che per un postdatato Vinicio Capossela, ancora attaccato all’ideale come la plastica sul divano della zia tirchia – ed […]

  

Il blog di Emanuele Ricucci © 2021
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