Anche il Mattone va in pausa caffè

[photopress:FONDI.png,full,pp_image] La crisi manda i  signori del mattone in pausa caffè: a fine giugno la raccolta dei fondi immobiliari si è fermata poco oltre quota 1,4 miliardi, a fronte di un volume delle attività prossimo a 42 miliardi (+4,2% rispetto al semestre precedente) e di un patrimonio stabile a 26 miliardi. Numeri che testimoniano una crescita rallentata e che possono essere letti in due modi: difendere il patrimonio è stato certo positivo mentre infuriava la peggiore crisi finanziaria dal Dopoguerra (al 30 giugno le grandi Borse mondiali erano tutte pressoché in rosso rispetto a fine 2011), ma va detto che […]

  

Generali dietro la collina

No, non è l’incipit della famosa canzone di Francesco De Gregori. Si tratta invece della notissima compagnia triestina. Nel suo ultimo report sul settore assicurativo la giapponese Nomura ha confermativo il giudizio reduce (ridurre l’esposizione in portafoglio) sulle Generali. Per il 2013 si consiglia di puntare su Axa, Swiss Life e Zurich. «Riteniamo che la sua attuale valutazione (12,51 euro) rappresenti un premio ingiustificato rispetto al profilo di rischio», scrive Nomura. Il linguaggio è tecnico, ma il messaggio si comprende bene: Generali è troppo cara se si considera che investe in titoli di Stato (e anche in azioni) italiani, che il mercato finanziario continua […]

  

La moneta di Barney non decolla

L’eponimo protagonista de «La versione di Barney» pagava i suoi drink in dollari. Ma non si trattava dei famosissimi biglietti verdi, bensì del dollaro canadese. La divisa che si scambia a Montreal è da parecchie settimane in difficoltà nei confronti della valuta statunitense che sta per riguadagnare la parità dopo oltre due mesi. Il fixing oggi è salito a quota 0,9854. La debolezza del dollaro canadese, sottolineano gli esperti di Cmc Markets, è «sorprendente, ma il mercato si aspetta che la banca centrale consideri la possibilità di modificare la propria politica monetaria, finora poco accomodante, visto il rallentamento della crescita».  Insomma, gli operatori si stanno […]

  

Quando i cinesi berranno champagne

Su Louis Vuitton dopo i risultati trimestrali sono piovuti solo report positivi. Tutte le principali case d’affari hanno confermato la valutazione massima che si possa assegnare a un titolo azionario, ovvero outperform (farà meglio del mercato). Le ultime in ordine di tempo sono state Credit Suisse e Barclays. Fin qui niente di strano. In fondo la scorsa settimana vi avevamo parlato delle opportunità offerte dal settore del lusso,  ma quello che occorre ancor di più mettere in evidenza è come il comparto di cui è portabandiera Lvmh (che oltre a Louis Vuitton, riunisce marchi prestigiosi come Moët & Chandon, Fendi, Kenzo, Veuve Clicquot, Tag […]

  

Banche, i punti di sutura non bastano ancora

Crollo dei prestiti a famiglie e imprese e quindi commissioni e margini sempre più sotto pressione; sofferenze in aumento e quindi un maggiore costo del rischio:  la diagnosi dei medici dell’Abi sulle banche italiane solleva nuovi timori sul terzo trimestre e quindi sulla tenuta dei bilanci a fine anno. A settembre gli impieghi hanno accusato una contrazione del 2,57%. Il peggior dato di sempre per  un aggregato che prima della crisi cresceva con tassi a due cifre. «Non c’è domanda di credito per gli investimenti», nota il capo economista dell’Abi, Gianfranco Torriero, «ma solo per ristrutturazioni». Il dato assoluto è […]

  

Se le banche centrali «drogano» il mercato…

Attenzione! Con questo post non vi suggeriamo qualche strategia alternativa per investire i risparmi ma cerchiamo di spiegarvi come funziona il mercato globale e perché il periodo che stiamo vivendo è particolarmnete difficile, soprattutto per chi vuole arrivare a fine mese mettendo qualche euro da parte. Il problema principale di tutte le economie industrializzate è la crescita del debito pubblico. Ci sono Paesi che storicamente hanno speso più di quanto potessero permettersi come l’Italia e ce ne sono altri come gli Stati Uniti che, pur avendo conti pubblici meno disordinati, hanno bruciato molte risorse (e continuano a farlo) affinché la crisi economica non blocchi completamente […]

  

Per chi suona la vuvuzela?

[photopress:sa.jpg,full,pp_image] Il Sud Africa rompe la vuvuzela. L’industria mineraria è quasi paralizzata degli scioperi  e il settore manifatturiero è in difficoltà. Tutto questo insieme alle attese di una contrazione del pil –  ragiona JP Morgan Private Bank (il braccio della banca americana che si occupa di necessità e capricci dei Paperoni di mezzo mondo) – non lascia prevedere nulla di buono per il rand. La moneta sudafricana, che è già scesa del 9% nelle ultime due settimane, pare insomma destinata a stonare ancora. Wall & Street

  

Mister Bond: “Niente grand hotel. Meglio la pensione”

La liquidità riversata sul mercato da Federal Reserve e da Banca Centrale Europea si è tradotta in massicci acquisti di Titoli di Stato da parte dei due istituti centrali: al punto che la Fed detiene ora il 10% de i treasury americani in circolazione ed è diventata il primo creditore di Washington mentre la Bce a luglio aveva quasi il 3% degli  eurobond in circolazione. Ma i rendimenti delle obbligazioni da “grand hotel”, quelle con la sicurezza della tripla “AAA”, sono ormai spesso inferiori al costo della vita, aggravato dalle recenti stangate fiscali. Ecco perché Allianz global investor suggerisce di […]

  

Mediobanca veste Prada

Dal panciotto di Enrico Cuccia  alla doctor bag di Miuccia Prada: Mediobanca veste Prada ed espone in vetrina il cartello outperform, il gruppo della moda di Patrizio Bertelli si muoverà sul listino di Borsa meglio del resto del mercato. La previsione è contenuta nella tradizionale wake up call compilata dagli analisti di Piazzetta Cuccia, secondo cui il titolo potrebbe arrivare a quota 67,76 dollari di Hong Kong. Dal punto di vista del bilancio Prada dovrebbe chiudere l’anno con ricavi per 3,25 miliardi e un margine operativo lordo superiore al miliardo. Il gruppo conferma di voler inaugurare 80 punti vendita ogni anno così da arrivare a quota […]

  

Se vince Mitt, vincono pure le banche Usa

[photopress:Donors_2.jpg,full,pp_image]   Queste cifre sono il segno della forza «virtuale» di Mitt Romney su Barack Obama. Sono i primi cinque «sponsor» del candidato repubblicano e sono tutte grandi banche. Quattro statunitensi (Goldman Sachs, Bank of America, Jp Morgan e Morgan Stanley) e una svizzera (Credit Suisse). Quello che finora ha sorpreso la grande stampa a stelle e strisce è il fatto che Goldman Sachs si sia apertamente schierata a favore di Romney mentre quattro anni fa era il contributor numero uno di Obama, ma da questa storia un osservatore italiano può trarre due auspici: Se vincerà Romney, i titoli bancari […]

  

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