Scalfari svolta su Di Maio…per ora

Per Eugenio Scalfari, «Di Maio rappresenta la nuova sinistra». Solo qualche giorno prima del voto si era espresso a favore di Berlusconi, valutando i grillini non all’altezza del gravoso compito. Li considerava una sorta di circolo di onesti, volenterosi e bravi giovini ma confusionari in politica, perciò pericolosi, tanto da temere che le sorti di un Paese già malandato di suo potessero essere affidate a persone inesperte. Il fondatore di Repubblica, fascista in gioventù, poi a favore della Monarchia nel famoso Referendum del 1946, quindi del Partito Liberale, tra i promotori del Partito Radicale, deputato del Partito socialista, stregato dal […]

  

E ora che i populisti sono anche popolari?

C’è una linea tendenziale che, nonostante tutti i sillogismi, le previsioni, gli scenari di medio termine fatti dalla solita flottiglia di paludati commentatori televisivi, appare netta, marcata, chiara: l’Italia come oggi è, non piace ad una stragrande maggioranza di cittadini …per parafrasare una vecchia frase di Amendola, ripresa poi da Prezzolini, poco più di un secolo fa. C’era da aspettarselo, e infatti così è stato. Qui, però, non stiamo assistendo ad una di quelle ordinarie vittorie elettorali che, di volta in volta, possono toccare in sorte all’uno o all’altro schieramento; vale a dire, non si sta schiudendo innanzi ai nostri […]

  

Drieu La Rochelle …e la sua donna alla finestra

Pochi, come Pierre Drieu La Rochelle, sono riusciti a fondere decadenza ed energia, finzione e realtà, morte e pulsioni vitali, e a rappresentare tutto ciò con terrificante sincerità. La sua stessa vita è stata un florilegio di profondi e comprensibili contrasti, marchiati però, alla fine, dalla decisione risolutiva del suicidio, a riprova che certi nodi non era più possibile scioglierli. La pubblicazione da parte delle edizioni Gog di Una donna alla finestra (p.240, euro 14) ci solleva da ulteriori investigazioni nella sua intensa eppur breve produzione letteraria. In questo romanzo, poco conosciuto, perché come per tutti i suoi scritti è […]

  

Torniamo a Muccioli

I media stanno giustamente dando enorme spazio a Gian Marco Moratti. Tuttavia, grazie alla sua morte, torna a galla un faccione che tutti avevamo dimenticato, quello di Vincenzo Muccioli, e anche il ricordo di una Comunità come quella di San Patrignano che, proprio dalla famiglia Moratti, ebbe sempre sostegno. Per i più giovani questo nome dice poco o nulla ma quando penso ad una ipotetica Italia ….penso ad un Paese con una classe dirigente che pur vagamente somigli a Muccioli. Una Italia, forse sì, sbrigativamente ed erroneamente definita del ‘bastone e della carota’, ma consapevole dei perimetri di liceità. Capace […]

  

Caro Crosetto, sul fascismo ti sbagli

Guido Crosetto, tra i pochi politici che argomenta sempre con una certa pacatezza e capacità di elaborazione intellettuale senza mai piegarsi alla bassa propaganda e alla retorica, sta da qualche settimana subendo una pericolosa metamorfosi che in tanti inquadrano nella ‘sindrome di Montecarlo’. Di solito, si lancia con acutezza nelle dispute televisive senza cadere nell’orripilante teatrino manicheo dove ruoli e maschere sono assegnati in partenza e cerca di ragionare con equilibrio. Ma, ahimè, sotto quella Fiamma ci deve essere qualche maledizione; qualcosa di simile ad un incantesimo legato a leggende ancestrali tanto che il deputato di Cuneo, quasi preso dall’agitazione […]

  

Pound, Celine, Jünger …e poi Roberto Saviano

Roberto Saviano ritorna con ossessiva periodicità sulle sue letture ‘destriste’. Talvolta lo fa perché tirato in ballo, altre volte per un malcelato intento ecumenico, e forse per mostrarsi super partes o sbarazzarsi della grigia nuance del cronista di fatti truculenti e criminosi e quindi riproporsi con ammalianti lineamenti da scrittore a tutto tondo. Lo aveva fatto anni fa quando rivelò di amare Ernst Jünger, Ezra Pound, Louis-Ferdinand Céline e Carl Schmitt, aggiungendo che aveva «sempre fatto riferimento alla tradizione che fu della destra antimafia in cui si riconosceva Paolo Borsellino». E già da queste prime avvisaglie avremmo dovuto intendere la […]

  

La destra di Prezzolini

Quella che segue è una parte della introduzione di Gennaro Malgieri al mio libro su Giuseppe Prezzolini, uscito qualche giorno fa per le edizioni Historica (http://www.historicaedizioni.com/libri/giuseppe-prezzolini/). *** Se si volesse individuare il precursore del cosiddetto “politicamente scorretto” sarebbe obbligatorio risalire a Giuseppe Prezzolini. Non soltanto tenendo presenti le sue opere, ma soprattutto la sua vita. Con l’infaticabile ricerca su se stesso e in mezzo agli altri, senza mai estraniarsi da eventi che sono stati epocali e avvicinando figure che hanno “costruito” il Novecento, Prezzolini ha realizzato l’ideale dell’uomo e dell’intellettuale controcorrente nel fiume di una modernità che nella verde età […]

  

Onestà, onestà …forse.

La ”questione morale” la inventarono i comunisti italiani. Quelli che da un lato sbraitavano contro la corruzione e dall’altro ricevevano rubli sonanti, e non pochi, da un potenza straniera nemica dell’occidente e magari pronta ad invaderci. Enrico Berlinguer trasse da quella stagione politica il massimo beneficio in termini di consenso e di credibilità personale. Ancora oggi, quando si blatera di onestà e trasparenza, il riferimento va direttamente a lui che, oltre ad essere stato un ottimo leader, gode pure di questa ingiustificata aureola di santità. Perché, nonostante si conosca la verità sulla faccenda dei finanziamenti illeciti da Mosca, si continua […]

  

Ancora guelfi e ghibellini

L’impressione che si ricava dall’orrido spettacolo di ieri, oltre al pericoloso déjà vu, è una sfiancante ma sottile e furba strategia con l’obiettivo di una generale e totalizzante ‘’distrazione di massa’’. I cori pro-foibe, proprio nella Giornata del ricordo, gli appelli all’antifascismo militante, le parate dei soliti noti rimasti alle parole d’ordine degli anni Settanta (ecco il déjà vu!), sono allucinanti nel tono, inconcludenti nel merito e rischiosi nei possibili esiti sociali. Se un nigeriano uccide e fa pezzi una ragazza italiana, un suo compaesano spara e ferisce tutte le persone di colore che girano per le strade, e dalla […]

  

Le foibe della memoria

Le foibe sono una profondità carsica nella nostra memoria collettiva. Un vuoto popolato di fantasmi reali e presunti che si rincorrono e mai hanno la forza necessaria per palesarsi. Quando fu istituito il Giorno del ricordo l’intento era chiaro: fare in modo che non vi fosse alcun silenzio su fatti accertati e tenuti nascosti per troppo tempo, e si ricordasse il sacrificio di tutti gli uomini, le donne e i bambini colpevoli solo di essere italiani. E invece tutto è diventato sulfureo come la polvere e il buio di quelle cavità nelle rocce. Financo le alte cariche dello Stato, come […]

  

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