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07Apr 26
Occhiali speciali
Nei fumetti di Diabolik degli anni Settanta c’era la pubblicità di occhiali “speciali”. La réclame prometteva che, indossandoli, si sarebbero potute vedere le donne nude anche quando erano vestite. Quella fantasia da guardoni valeva già il prezzo del giornaletto.
Il gusto tutt’altro che illusorio della geopolitica sta proprio qui: permette di vedere la realtà in filigrana. Scrisse Lucio Caracciolo che «per studiare un caso geopolitico tocca partire dall’attualità, senza farsi sopraffare dalla cronaca». Per capire davvero le dinamiche profonde tra Stati, economie e poteri bisogna partire dai fatti presenti, ma senza restare prigionieri delle bombe, delle dichiarazioni, della crisi del giorno.
Di solito mi piace appoggiarmi alla geopolitica. Oggi, invece, voglio restare immerso nella cronaca. La domenica di Pasqua, il presidente americano, padre e cristiano, ha diffuso un messaggio delirante:

Martedì in Iran sarà la Giornata delle Centrali Elettriche e la Giornata dei Ponti (…) Aprite il fottuto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno! (…) Sia lode ad Allah.
Bombardare i ponti significa interrompere trasporti, soccorsi, approvvigionamenti. Bombardare le centrali elettriche significa colpire luce, acqua pompata, ospedali, comunicazioni, desalinizzazione. Qui non serve esegesi geopolitica. Basta la cronaca: il bersaglio reale sono i civili.
A questo si aggiungono le parole farneticanti di Mark Levin, un conduttore radiofonico che qualche tempo fa l’uomo alla Casa Bianca ha invitato ad ascoltare. Nella puntata del Venerdì Santo, Levin si è spinto fino a giustificare l’uso delle armi nucleari contro l’Iran.
Quando i quotidiani si stampavano su carta c’era un detto: «Il giornale di ieri serve per incartare il pesce di domani». Quando scadrà l’ultimatum, spero che lo stesso principio valga anche per questo blog virtuale.
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