Il 22 Gennaio scorso, il governo americano ha convocato l’ambasciatore vaticano al Pentagono (qui). Già questo dovrebbe indignare noi europei, che le guerre di religione pensavamo di averle chiuse nel 1648 con la Pace di Westfalia. E invece nulla: encefalogramma piatto.

La classe dirigente europea sembra un capriolo ipnotizzato dai fari di un’automobile. È paralizzata e resta piantata in mezzo alla strada, bloccando ogni iniziativa di chi vorrebbe reagire.

Quando un ordine politico perde contatto con la realtà, ogni gesto diventa grottesco.

L’ultima follia è l’inquilino della Casa Bianca che minaccia di chiudere con la forza uno Stretto che poco prima avrebbe voluto aprire con la forza. Trump ricorda il macho domestico che, rosso in volto, continua a torcere il coperchio della confettura. La moglie, apribottiglie in mano, ripete con voce perfida: «Basta scalzare!». «No», risponde l’uomo. «È una questione tra me e lui». Il barattolo.

Viviamo un momento drammatico in cui l’antica classe dirigente è troppo compromessa con l’ordine precedente per immaginare una via d’uscita. E’ lo scenario che Kurt Gödel evocava, applicando metaforicamente il suo teorema dell’incompletezza a società e individui (qui):

«Una società (…) che procede sempre seguendo strette regole di conformità, risulta essere o incoerente o incompleta nel proprio comportamento: dunque, non è in grado di risolvere alcuni problemi, magari anche di vitale importanza. Entrambe le alternative possono mettere a repentaglio la sua sopravvivenza in una situazione difficile».

Non starò qui a evocare il venticinquesimo emendamento per rimuovere presidenti americani incapaci d’intendere e di volere. Ma in nome del teorema di Gödel: toglietevi dalle palle.

Tag: , , , , ,