Ecco cosa c’è nel «carrello» di Goldman Sachs

      Investire in Borsa è come fare la spesa al supermarket: bisogna affrettarsi quando c’è un’offerta altrimenti si rischia di comprare a un prezzo maggiorato e, dunque, meno conveniente. A differenza del supermarket invece, la Borsa ci consente di variare la «dieta» senza la preoccupazione di ingrassare, anzi in questo caso: più il nostro carrello aumenta di peso, tanto maggiori saranno le soddisfazioni. Ecco perché può essere utile seguire i suggerimenti di una grande banca d’investimento come la statunitense Goldman Sachs che ha da poco aggiornato la sua strategia sul comparto azionario, dopo i rialzi messi a segno […]

  

«Italia, svegliati o sarai colonizzata!»

                      L’Italia prostrata dall’eurocrisi è un Paese che non è quasi più in grado di difendersi dalla forza dei grandi investitori internazionali. Rischia così di perdere il proprio patrimonio di aziende, imprese, cultura e conoscenze perché mancano le risorse per tutelarlo al meglio. In un mondo globalizzato l’internazionalizzazione e la presenza di investimenti esteri sono un vantaggio competitivo, ma l’«euro-trappola» e l’austerità pretesa dalla Germania di Angela Merkel potrebbero aumentare disparità oggi appena evidenti: i pezzi migliori del nostro Paese potrebbero essere svenduti, mentre l’impresa-Italia potrebbe non essere in grado di […]

  

Niente guadagni con Twitter e Facebook

  Pensate che Twitter e Facebook siano in grado di stravolgere il nostro futuro?  Probabilmente vi state sbagliando! Strano ma vero. Ogni giorno i media ci parlano della casa del futuro i cui muri saranno in grado di intefacciarci con i nostri social network preferiti. Eppure la nostra quotidianità è ancora legata a schemi decisionali decisamente «old economy». Lo rivela una ricerca di Accenture condotta su un campione di 400 utenti italiani che quotidianamente «vivono» una relazione con un’azienda in quanto clienti. Ebbene il risultato più strabiliante è che la presenza sui social network non influenza le decisioni di acquisto. In particolare: Al 32% piace […]

  

Alle banche occorre l’artificiere

AAA L’impresa Italia ha bisogno di denaro fresco dal sistema bancario, che però è già seduto su tonnellate di tritolo. Il riferimento è ai 64,3 miliardi di sofferenze nette, le lorde sono 131 miliardi, immagazzinati nei caveau e nelle casseforti degli istituti di credito del Paese: in sostanza ogni 100 euro prestati a famiglie e imprese 3,4 euro sono diventati instabili come bombe inesplose (3,4% il rapporto sofferenze nette-impieghi totali), contro il 3,2% di febbraio perchè sono sempre più numerosi i cittadini che non riescono a pagare le rate dei mutui e dei prestiti ricevuti dalle negli anni passati. Quando […]

  

Big Data, l’Italia spende 200 milioni per spiarci!

    Nel 2012 lo Stato, secondo le previsioni assestate del bilancio del Dipartimento affari di giustizia del Ministero di Giustizia, avrebbe speso 244, 8 milioni di euro per le intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura. Per il 2013 la stima è di 209,8 milioni, con un risparmio di 35 milioni. Si prevede inoltre di spendere 442mila euro per l’acquisto e la manutenzione di macchinari per le intercettazioni stesse. Insomma, sarebbe comunque un bel risparmio, visto che nel 2011 e nel 2010 per il capitolo 1363 (istituito dal governo Berlusconi per controllare meglio questo tipo di uscite) sono stati spesi rispettivamente […]

  

La svolta di Tronchetti e di Marchionne

Nelle quotidiane diatribe politico-finanziarie c’è un aspetto che si dimentica molto facilmente. E non è secondario: tutta la nostra economia si regge sulla produzione. Di beni, non di servizi, giacché questi ultimi diventano fruibili solamente se il sistema economico è in grado di generare redditi. Ad esempio: i servizi di telefonia mobile hanno senso se e solo se c’è un’amplissima domanda che li giustifichi. Senza il commercio di beni prodotti dalle industrie, senza un tessuto industriale una società si riduce al solo soddisfacimento dei bisogni primari, come durante l’epoca feudale. Questa premessa è d’obbligo perché stiamo per parlare di un […]

  

Tre mosse e l’Italia tornerà ad assumere

  La riunione dei sette Paesi più industrializzati al mondo si è conclusa con una missione precisa: job creation, creare posti di lavoro. Il vertice del G7 a Londra era informale e al momento tutto si è fermato a una dichiarazione di intenti. In sostanza chiacchere, ma anche all’interno del Fondo monetario internazionale si allarga il fronte di quanti non sopportano più la cappa di austerity imposta dalla Germania di Frau Merkel con i panzer dello spread, e vogliono rivedere le misure anti-crisi per assicurare i necessari aiuti all’economia reale e far ripartire l’occupazione.  Che cosa si può fare per […]

  

«Ecco le lauree che ti danno un lavoro»

La disoccupazione in Italia non è mai stata così drammatica da 35 anni a questa parte, fino al paradosso che il 38% dei giovani è senza un impiego e quasi un milione di famiglie italiane non può contare su alcun reddito mensile. A peggiorare un mercato già ridotto in macerie dalla crisi e dalla riforma Fornero, è stata la cura di sole tasse somministrata al paziente Italia dal governo Monti. Diventano quindi sempre più centrali le capacità del singolo e la sua formazione, che inizia appunto sui banchi di scuola e prosegue in università.  Tra poco, dopo gli esami di maturità, migliaia […]

  

Evasione, un «buco» da 333 miliardi

  Con questo post ci inoltriamo in un territorio oscuro, quello dell’economia sommersa la cui natura, per l’appunto, è quella di cercare continuamente il nascondimento. Per farlo, ci avvarremo di un’analisi effettuata da Visa Europe, la società che si occupa di sistemi di pagamento elettronici e distribuisce carte di credito, in collaborazione con i consulenti di At Kearney. La precisazione è importante, ma prima la notizia. L’evasione fiscale in Italia vale 333 miliardi, il 21% del pil. Con quel denaro «sottratto» alle casse dello Stato si potrebbero attuare tanti programmi: ridurre il debito pubblico, abbassare le tasse, aiutare le fasce più […]

  

Alto rendimento, il sex appeal della spazzatura

«Per noi ha ancora senso investire circa il 70% del portafoglio nell’alto rendimento». James Keenan, manager di BlackRock Leveraged Finance, una corazzata di fondi che gestisce asset per 41 miliardi di dollari in titoli high yield (le emissioni obbligazionarie speculative, cioè con rating non-investment grade, , ovvero i titoli «spazzatura») non ha peli sulla lingua: puntare sull’alto rendimento oggi conviene ancora. «Le società hanno rifinanziato il loro debito e solo il 15% delle loro obbligazioni scade nei prossimi tre anni, il tasso di default dovrebbe mantenersi anche secondo noi sotto il 2% nei prossimi due anni e il rendimento delle cedole dovrebbe continuare ad attestarsi […]

  

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