Un manifesto per la scuola – Live

Il Forum della Meritocrazia ha recentemente stretto una partnership con l’Associazione Nazionale Direzione del Personale (AIDP) che si concretizza nel «Manifesto per la Scuola». «L’obiettivo è riformare l’istruzione in senso più meritocratico, sia da un punto di vista del corpo docente; quindi, inserire dei criteri in maniera tale che ci sia innanzitutto una formazione, una selezione, una valorizzazione, un riconoscimento della professione dell’insegnante che negli ultimi anni è stato abbastanza sottovalutato e appunto non sufficientemente valorizzato e dall’altra parte dare una cultura del merito anche ai ragazzi. che vuol dire in realtà educarli, aiutarli a scoprire quelle che sono le […]

  

Politiche «intelligenti» – Live

Il 2024, secondo i principali previsori internazionali (Commissione Ue, Bce, Fmi e Ocse, potrebbe essere un anno caratterizzato ancora da una bassa crescita sia per l’Unione Europea che per l’Italia, riportandoci alla situazione immediatamente precedente la pandemia di Covid. I nostri concorrenti principali, cioè Stati Uniti e Cina, procedono a una velocità molto superiore alla nostra. «Fare impresa in Europa, in Italia, è più difficile che fare impresa altrove e alla fine questo è il problema di fondo della bassa crescita», spiega Mattia Adani, Ceo di Cbc – Cad Oil, nell’ultima puntata di «Wall & Street Live». L’elemento sorprendente di […]

  

Meritocrazia – Live

Nella nuova puntata di «Wall & Street Live» abbiamo incontrato Maria Cristina Origlia, presidente del Forum della Meritocrazia. Al centro del confronti i risultati del «Meritometro 2023» che vede ancora l’Italia in ultima posizione tra i principali Paesi europei per valorizzazione del merito. Il nostro Paese detiene il triste primato di “maglia nera” anche nelle performance dei singoli pilastri, ad eccezione della trasparenza, che ci vede penultimi, prima della Polonia. I numeri del nostro “spread meritocratico” sono impietosi: più di 9 punti di distacco dalla penultima in classica (la Spagna), 41 punti dalla prima (la Finlandia) e 23 punti dalla […]

  

Pnrr, evitare la beffa

Volevo ribadire un concetto. Da semplice cittadino. Il Pnrr, che consta di 68,9 miliardi di euro a fondo perduto e di 122,6 miliardi di prestiti, non è ciò che pensiamo che sia. Non è uno strumento finanziario per stimolare la crescita del Paese dopo la pandemia. Il suo impatto aggregato sul Pil 2021-2026 è del 3,2% ai valori dell’inflazione di due anni fa. Quindi, zero o poco più. Il suo valore è simbolico: testimonia che l’Unione europea si fida a tal punto dell’Italia da affidarle 191,5 miliardi di euro. Il che è una buona pubblicità sul mercato internazionale del debito […]

  

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Al lavoro! – Wall & Street Live

Il governo Meloni intende cambiare a partire da settembre la formula del reddito di cittadinanza, lasciandolo inalterato per coloro che sono in condizione di non poter lavorare a causa degli obblighi di cura di un familiare o per patologie particolari come le dipendenze. Le persone impiegabili, invece, oltre a subire una riduzione del sussidio (che verrà ribattezzato Mia, misura di inclusione attiva), verranno inseriti in un percorso di formazione per far sì che rientrino quanto prima nel mercato del lavoro.  Secondo Franco Amicucci, fondatore e Ceo di Skilla, «il reddito di cittadinanza rientra nel mismatch del mercato del lavoro e […]

  

La guerra dell’energia brucia il 3% del Pil

«La fiammata dell’energia e la crisi provocata dalla guerra rischiano di incenerire il 3% del Pil nel 2022. Un macigno che potrebbe mandare in default 184.000 imprese che danno lavoro a 1,4 milioni di persone». Lo dice Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative commentando «La guerra dell’energia» il focus elaborato dal Censis e dalla confederazione sulla base dell’analisi del FMI. «Per il caro energia il FMI, nel periodo prebellico, aveva stimato una contrazione del Pil pari all’1,5% a cui vanno aggiunti – continua Gardini – gli effetti della guerra che rischiano di costarci almeno un altro 1,5% di Pil (fonte centro […]

  

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Professionisti dimenticati dalla manovra

Nel fine settimana la Cgia di Mestre, basandosi sui dati Istat, ha ricordato che dall’inizio della pandemia sono scomparsi 327.000 lavoratori autonomi. Un argomento che abbiamo affrontato ieri sul Giornale approfondendo con il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, le carenze della legge di Bilancio 2022 in materia di lavoro autonomo e partite Iva.  Ecco che cosa ci ha raccontato nel dettaglio. Presidente Stella, al momento la manovra per il 2022 ha conservato la flat tax al 15% per gli autonomi con ricavi fino a 65.000 euro. Poi, c’è poco altro… «Purtroppo, la riforma dell’Irpef, che è uno dei passaggi ineludibili, […]

  

Hiring – Wall & Street Live

La pandemia ha creato uno shock nel mondo del mercato del lavoro, colpendo tutti settori produttivi del paese, comprese le figure manageriali. Come reagire? La conoscenza dei fenomeni è il pilastro per una decisione efficace, per questo il Centro di Formazione Management del Terziario (CFMT), in collaborazione con il Centro di Ricerca CRISP dell’Università di Milano-Bicocca ha lavorato ad un rapporto che ha analizzato circa 32mila annunci per i manager del terziario pubblicati sul web. Nell’ultima puntata di «Wall & Street Live» ne abbiamo discusso con il presidente di CFMT, Pietro Luigi Giacomon. Durante i primi mesi del 2021 è partito […]

  

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Wall & Street Live – Smart Working

Wall & Street, per celebrare il suo decennale, apre una nuova finestra multimediale con una nuova esperienza live. Per il primo appuntamento abbiamo deciso di parlare di smart working con Franco Amicucci, Ceo di Skilla, e con Nicola Spagnuolo, direttore di CFMT. Una recente ricerca del Politecnico di Torino ha dimostrato che tra luglio e ottobre scorsi, nonostante il lockdown fosse terminato (ora, purtroppo, ci siamo ancora dentro parzialmente con le zone a colori), molti lavoratori sono rimasti a lavorare nella propria abitazione senza tornare in ufficio. Una scelta che modifica totalmente le prospettive del mondo del lavoro in Italia. […]

  

Microimprese uccise dal virus

Un’impresa su due in Italia è stata costretta a interrompere le proprie attività per le misure di contenimento adottate dal governo per fronteggiare la diffusione del Covid-19: in totale 2milioni 100mila unità, corrispondenti a poco meno della metà imprese attive (47,3%). Oltre al comparto agroalimentare i settori che non hanno subito restrizioni sono quelli di pubblica utilità (energia, elettricità, rifiuti) insieme ai servizi di trasporto, di informazione, l’istruzione, la sanità e le attività finanziare e assicurative. È quanto emerge dal policy brief «Covid-19: misure di contenimento dell’epidemia e impatto sull’occupazione» curato dall’Inapp, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, che […]

  

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