Teseo Tesei, una vita straordinaria tra l’Elba e Malta

Morire in mare, sul mare, sotto il mare. Morire cercando di sfondare una rete di ferro per aprire un varco e assaltare un porto impenetrabile. Con lucida determinazione, senza rimpianti, senza tentennamenti, in una missione impossibile, praticamente senza ritorno. Non è un film, non è un artifizio letterario. È successo davvero. Il 25 luglio 1941, nelle acque di Malta, un pugno di coraggiosi “osarono l’inosabile”. Alla loro testa l’elbano Teseo Tesei, un personaggio straordinario, leonardesco. Piccolo ricordo privato. Tesei era uno dei miti di mio padre, veterano della “Seconda” nella Regia e amico di Spartaco Schergat, uno dei violatori di […]

  

La Cina troppo vicina. Le ancore di Pechino nel Mediterraneo

Per la Cina il 2018 è stato un anno complicato ma fruttuoso. Sebbene il Pil sia cresciuto “solo” del 6,5 per cento — il dato più basso dal 2009 — la Repubblica popolare ha retto senza troppi danni (almeno apparentemente) l’offensiva di Trump e prosegue nella sua espansione economica, politica e militare. Ovunque e comunque. Con pragmatismo e spregiudicatezza, senza più alcun timore — come incita il presidente “eterno” Xi Jinping — di «osare, di avere grandi ambizioni». Una strategia di lungo periodo che gradualmente sta modificando gli assetti geopolitici e geoeconomici mondiali. L’obiettivo ormai esplicito è conquistare il primato […]

  

Fiume d’Italia, passione e morte di una città

Le città hanno un inizio, una vita, uno sviluppo ma, talvolta, per qualche tragico gioco della Storia  — assedi, incendi, epidemie, carestie, eruzioni — anche una fine. Un giorno fatale in cui tutto finisce e restano soltanto rovine e silenzio. È il caso di Troia, Pompei, Leptis Magna, Petra, Angkor, Machu Picchu e le altre “città morte” disseminate nel mondo. Vi è però anche una morte senza distruzione. Il panorama urbano rimane più o meno identico, la vita continua a pulsare lungo le strade ma le voci, i suoni sono altri. Nulla sembra cambiato ma, nondimeno, tutto è differente. È […]

  

Mattei, il “super italiano” che detestava il complesso d’inferiorità degli italiani

  Quattro dicembre 1961. San Donato Milanese. Enrico Mattei inaugura l’anno accademico della Scuola di studi sugli idrocarburi, il laboratorio dell’Eni. Ad ascoltarlo politici, docenti e allievi, molti dei quali provenienti dalle nazioni del Terzo mondo in cui il “cane a sei zampe” opera con successo. A loro il presidente dedica un passaggio centrale del suo discorso: «Noi ci siamo trovati, sedici anni fa, in una situazione tragica. Sapevamo che c‘era qualcosa da fare, ma solo un piccolissimo numero d’uomini erano preparati per coadiuvarci. Non avevamo le esperienze tecniche nella ricerca degli idrocarburi e gli altri ne approfittavano. Quando ci […]

  

I No TAV e l’esempio svizzero

      In quell’angolo di cielo riservato ai visionari e ai futurologi da qualche tempo c’è una certa agitazione. Lo spirito del conte Ilarione Pettiti di Roreto non ha requie. Agitando il riposo dei suoi celesti colleghi, l’aristocratico piemontese continua ad imprecare, moccolare, maledire. Insomma è incazzatissimo. Al padre nobile delle ferrovie del Regno di Sardegna non va proprio giù la triste commedia che si sta consumando proprio nel municipio di Torino, la sua città. Da lassù Ilarione si chiede come sia possibile che a distanza di centovent’anni dalle sue epiche battaglie per le strade ferrate — quanta fatica […]

  

“Sangue di Siria”, un fumetto racconta la tragedia dei cristiani di Maaloula

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Per noi, ragazzi invecchiati del secolo scorso, il fumetto rimane una passione. Un antico amore. Infanzia, adolescenza, giovinezza (e qui mi fermo…) sono state puntualmente scandite dalle “nuvole parlanti”: Walt Disney, Topolino, Paperino e co. E poi, Bonelli, con Tex e Zagor; le “Sturm Truppen” di Bonvi, le tavole di Battaglia e Manara, Crepax e Valentina e il grande Hugo Pratt. Una fucina di tratti e sogni in cui s’intrecciavano il fumetto seriale nostrano  — “l’Intrepido”, “il Monello”, “Lanciostory” — con autori francesi, belgi, argentini: Asterix e Luky Luke, Hergè e Moebius, Dago e l’Eternauta… Ricordi. Da anni nessuno più […]

  

Moro, le verità proibite. Il libro di Giuseppe Fioroni

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Da lassù, lo spettro di Aldo Moro continua ad agitarsi. Per chiedere giustizia, ma soprattutto verità. Una verità che questa democrazia senza qualità continua, pervicacemente, a negare. In primis agli uomini della scorta trucidati in quella fredda mattina del 16 marzo, il giorno del rapimento. Poi a lui, assassinato dalle Brigate Rosse  il 9 maggio 1978 in qualche buco oscuro della capitale. E poi, a tutti coloro che si ostinano a voler capire cosa è veramente successo in via Fani. Perché il caso Moro rimane ancor oggi un mistero, un enigma. Anche quarant’anni dopo. Nel tempo sul cadavere del premier […]

  

Adieu, Macron! La mesta caduta di un presidente

Sorpresa! Solo il 26 per cento dei francesi ha ancora fiducia in Emmanuel Macron. Ancora un piccolo sforzo e il beniamino dei “dem” nostrani, supererà i record negativi toccati dall’insopportabile François Hollande, il più inviso presidente della Quinta repubblica. Un disastro pieno, senza appello. Ma cosa sta succendo a Parigi? Tante cose e tutte spiacevoli. Da anni il Paese è in crisi profonda: il tracollo dello stato sociale — l’état providence — ha prodotto un massiccio indebitamento pubblico e una pressione fiscale pesantissima (ultimo balzello l’aumento del 15 % del prezzo della benzina e del 23% del diesel). Per di […]

  

I matti di Predappio e le responsabilità delle destre

Salve, buondì a tutti. Ecco Selene Ticchi, la poveretta che si è presentata il 28 ottobre a Predappio  sulla tomba di Benito Mussolini con una maglia con la scritta “Auschwitzland“. Olè. Tanta, troppa carne ma poca, pochissima materia grigia. Sulla maglietta (taglia xxl)  erano raffigurati l’ingresso del campo di sterminio nazista e i caratteri della Disney, quasi a voler suggerire un parallelo fra il lager e il parco di Topolino. Pazzie. Intervistata dal quotidiano bolognese Il Resto del Carlino, la donna — già militante di Forza Nuova — ha  provato a giustificarsi. E la spiegazione ha del grottesco: “Ho indossato […]

  

L’Africa italiana in giallo. Il nuovo libro di Giorgio Ballario

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C’era una volta l’Africa Orientale Italiana, l’AOI. Il piccolo impero dell’ultima delle grandi potenze d’Europa. Una costruzione effimera, fragile ma non indegna. Anzi. A differenza dei blocchi britannici e francesi e dei loro prolungamenti olandesi, belgi e portoghesi (i tedeschi furono eliminati nel 1918), l’esperienza italiana — dal 1869 sino al 1942 e, poi, nel decennio d’amministrazione fiduciaria della Somalia (1950-60) — ebbe una sua originalità e un successo limitato ma significativo. Ovviamente, vi furono luci e ombre, successi e fallimenti, efferatezze e progresso: un mescolone arci-italiano di sentimenti, progetti, velleità, opere. Al netto, l’AOI rimane uno dei pochi capitoli […]

  

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