Giorgio ‘il Napolitano’ e gli zoticoni della Lega

Giorgio nacque a Napoli per sventura. Era diretto a nord, dalle parti del castello di Racconigi, dove lo attendeva una famiglia di alto lignaggio di cui mai nulla si seppe. Mentre era in volo, si sfilò dal fagotto della cicogna e cadde ai piedi del Vesuvio. E perciò all’anagrafe fu registrato come Giorgio il Napolitano. Fu allevato da una famiglia benestante che impartì ordini precisi alla governante: il pargolo doveva essere tenuto lontano dalla plebe; uniche frequentazioni possibili, salotti chic, scrittori ed intellettuali. Fino ai dieci anni non ebbe cognizione del fatto che in quella città vi fossero vicoli bui […]

  

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Maria Elena vedendo le folle agitarsi contro il signore di Rignano sull’Arno, apparve in molti luoghi della penisola. In uno di essi, prese la parola, e con tono più suadente del solito, disse: <<Beati i partigiani che voteranno sì, perché vedranno l’alba della Nuova Repubblica. Beati gli operatori di sportello bancario, perseguitati e indagati, perché saranno saziati da laute ricompense. Beati i perseguitati dalla giustizia e candidati nelle liste democratiche perché di essi è il regno di Palazzo Chigi. Beati i sostenitori del referendum, perché non torneranno nelle fogne di Casa Pound. Beati coloro che citeranno Berlinguer, […]

  

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