In un precedente articolo avevo già citato una frase labirinto trovata in un libro, e a leggerla mi viene ancora il mal di testa:

«È raro che sia sveglia quando Danny sta ancora dormendo».

E’ evidente che qualcosa si è perso nella traduzione dall’inglese.

Qualcuno l’ha definita una frase “grammaticalmente semplicissima ma cognitivamente costosa”. Rigirarsela nel cervello ogni tanto serve per stimolare sinapsi pigre.

Eppure in questi ultimi tempi questo genere di scioglilingua mentale si presenta quasi quotidianamente sui nostri giornali. Il 14 Ottobre 2024 mi ero segnato una frase di Pierluigi Battista sul Corriere della Sera, a proposito dell’attacco del 7 Ottobre 2023:

«Se gli ebrei sono nuovamente uccisi perché sono ebrei, allora, non c’è scampo per nessuno e tutti devono essere uccisi. E dopo gli ebrei gli altri».

Quando cerco di immaginare chi siano “gli altri” mi viene il mal di testa come nella frase della moglie di Danny.

Se parla di noi europei, siamo cresciuti in un mondo laico dove molti andavano a messa tutte le Domeniche senza che lo Spirito Santo intervenisse come un deus ex machina nel resto della settimana. E’ dalla pace di Westfalia che non scateniamo guerre di religione.

Su questo blog ho scritto parecchi articoli sul tam tam iniziato dopo un discorso di Emmanuel Macron a un vertice a Parigi il 26 Febbraio 2024 (qui). Nei mesi successivi sgranavo gli occhi leggendo sui nostri giornaloni articoli di vecchi tromboni tenuti su dai quattro venti, che agitano la stampella per spingere i loro nipoti in guerra.

Il continente di Voltaire è sull’orlo di un unico conflitto mondiale per la fusione di due buchi neri: una guerra messianica in Medio Oriente e una guerra civile ex sovietica ai confini dell’Europa.

Nonostante tutto, non riesco a credere che gli europei si lascino trascinare in una guerra così suicida. Se la sfanghiamo, il forcone tatuato sul polso di un noto politico italiano (qui) resterà il simbolo di questa epoca folle in cui la ragione si era solo appisolata.

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