Guerra e scissione del PIL

Una notte d’Aprile mi sono svegliato di soprassalto, ripensando a una frase di Geminello Alvi: «Il capitalismo (…) persegue il lusso del superfluo, ma richiede lo stato di guerra o stampa di banconote» (qui). Negli undici anni tra il 2009 e il 2020, la banca centrale americana ha “stampato” seimila miliardi di dollari: un diluvio di denaro mai visto, se si considera che nei novantacinque anni precedenti (1913–2008) l’offerta di moneta era cresciuta gradualmente da cinque miliardi a poco meno di mille (qui). Dopo anni di inutili tentativi di ridurre la liquidità in circolazione, l’inflazione post-pandemia ha rotto gli indugi, […]

  

Così sono scappato dalla Libia in rivolta

Il 25 Settembre l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy è stato condannato per associazione a delinquere in relazione ai presunti finanziamenti libici della campagna elettorale del 2007. Il pensiero corre al 19 Marzo 2011, quando gli aerei di Sarkozy furono i primi a bombardare la Libia. All’epoca, nella mia rubrica sul blog “the Front Page” di Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi, mi ero schierato contro l’intervento NATO, e qualcuno non esitò a bollarmi come “gheddafiano”. Fino al 2011 la Libia era un alleato strategico dell’Italia, oltre che un filtro efficace contro l’immigrazione clandestina. Oggi, in quell’ex Paese, troviamo Erdogan in Tripolitania […]

  

Mappe per sonnambuli

Nel suo editoriale sul Financial Times del 16 Settembre, Gideon Rachman spiega come, di solito, riesca a dedurre da una singola opinione l’intera costellazione di idee di una persona. Ma sulle guerre in Ucraina e Gaza la mappa diventa molto meno prevedibile. Rachman individua quattro categorie. 1.⁠ ⁠Pro Ucraina e pro Israele. Entrambi i Paesi sono visti come democrazie sotto attacco. Bernard-Henri Lévy ha respinto l’accusa di genocidio contro Israele, sostenendo che un esercito genocida non impiegherebbe due anni per sconfiggere un territorio “grande come Las Vegas”. 2.⁠ ⁠Pro Ucraina e pro Palestina. Al centro ci sono i diritti umani […]

  

Il Primo Emendamento dell’Europa

Ai campionati europei di calcio nel 2021 rimasi allibito nel vedere capitan Chiellini & c inginocchiarsi per George Floyd, ucciso dall’altra parte dell’oceano da un poliziotto criminale che gli aveva piantato un ginocchio sul collo. Nel 2025, i nostri media si dividono sulla legacy di Charlie Kirk, ucciso con un colpo di fucile durante un comizio. Il paradosso è che lo stesso Kirk aveva definito Floyd uno “scumbag”, letteralmente “profilattico usato”, e aveva rivendicato il diritto degli americani a possedere armi anche a costo di qualche danno collaterale: «Penso che valga la pena di mettere in conto, sfortunatamente, alcune morti […]

  

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