Padova: le meraviglie da scoprire in bicicletta

Di Rossella Iannone

 

 

 

Chi ama andare in bicicletta trova la sua casa in Veneto. Questa regione è diventata nel 2022 la prima destinazione italiana prescelta dai cultori della bicicletta.  Lo dicono i dati Isnart (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) emersi dal recente convegno “Veneto Bike Forum”, che si è svolto a Padova, alla presenza di relatori di vari settori del turismo cicloturistico ed economico. Un fenomeno in crescita esponenzialmente, sia nei numeri che nelle forme, tanto che gli enti pubblici si sono dovuti adeguare ampliando le infrastrutture e aumentando le ciclovie, con nuovi percorsi, e la cartellonistica. 

 

 

In Italia, nel 2022, ben 31 milioni di cicloturisti hanno percorso in lungo e in largo la Penisola, a conferma che il cicloturismo si sta evolvendo, tanto che il 30% degli italiani si dice interessato all’acquisto di una bicicletta. Un giro d’affari di oltre 4 miliardi di euro, che ha avuto il Nordest, come meta privilegiata, con il 32% dei turisti del settore con una spesa pro capite di circa 115 euro al giorno tra pernottamenti, cibi e bevande.

 

 

 

Con i suoi ottomila chilometri di percorsi ciclabili censiti, il Veneto si prepara ad avere un ruolo di primaria importanza nel mondo del cicloturismo grazie allo sviluppo di ben cinque delle dieci ciclovie nazionali che attraversano il territorio: la Ciclovia Vento, la Ciclovia Sole, quella adriatica, del Garda e la Ciclovia Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia. Ma già ora la Regione offre 725 percorsi ciclabili facili e alla portata di tutti che attraversano affascinanti scenari di pianura, collina e montagna, ma anche di lago, mare e laguna. E una delle città dove si coniuga piacevolmente la voglia di pedalare a quella per la passione legata all’arte, è Padova, una delle poche città al mondo con due siti Unesco: i meravigliosi cicli pittorici del ‘300 e l’antico Orto Botanico.

 

 

 

 

Non solo a piedi, ma anche in bicicletta, qui è possibile scoprire luoghi di impareggiabile bellezza, grazie ad un servizio di bike sharing a flusso libero in città “Ridemovi”, che dà la possibilità di usare la bicicletta senza l’obbligo di riportarla nelle stazioni prestabilite di sosta. Il servizio prevede 700 biciclette “Lite” e 50 a pedalata assistita “eBike”, disponibili 24 ore su 24 (info: ridemovi.com/it). Ma c’è anche la possibilità di viaggiare in autonomia sui Colli Euganei o lungo un anello ciclabile in mezzo alla natura, molto adatto alle famiglie con bambini al seguito (info: viaggiarecuriosi.com).

Tornando a Padova, merita una visita, con guida (f.benvegnu@massimago.com), il centro culturale San Gaetano lungo l’antica via romana “Annia”, l’arteria stradale che congiungeva Adria ad Aquileia, poi il bellissimo Palazzo della Ragione, l’antica sede dei tribunali cittadini e del mercato coperto di Padova, con il piano superiore occupato dalla più grande sala pensile del mondo, dall’altezza di quasi 40 metri. Grazie agli affreschi presenti nel Salone, realizzati in origine da Giotto e rifatti dopo l’incendio del 1420, anche il Palazzo della Ragione è entrato a far parte del Patrimonio Unesco.

 

 

Immancabile una puntatina allo storico Pedrocchi, il caffè “senza porte”, come veniva chiamato dal patron, Antonio Pedrocchi, aperto 24 ore su 24, come da lui voluto nel testamento. Pedalando si arriva poi al simbolo religioso di Padova, la maestosa Basilica di Sant’Antonio da Lisbona, con all’interno la cappella funeraria Lupi di Soragna di Raimondino  costruita intorno al 1377. Al piano superiore, un altro tesoro: la Scoletta del Santo dove si possono ammirare i primi tre affreschi di Tiziano Vecellio: “Il miracolo del neonato”, “Miracolo del marito geloso” e “Miracolo del piede riattaccato”. Sempre in sella alle due ruote, si raggiunge l’Orto Botanico di Padova (1545), il primo Orto di piante officinali universitario del mondo. Inserito nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, oggi l’Orto è totalmente rinnovato con il giardino delle biodiversità.

 

 

 

Ultima meta, la Torre del Soccorso, cenacolo culturale e luogo di degustazione dei vini Massimago e Cuturi 1881 di proprietà della famiglia Cracco Rossi Chauvenet. Ma il Veneto non è solo storia, arte, artigianato, ma è anche enogastronomia, che passa dalle delizie del mare ai sapori della montagna, e ospitalità. Quella per gli amanti delle due ruote ha un nome: Luxury Bike Hotels, alberghi di lusso sparsi in tutta Italia tra mare, montagna e collina, dove il ciclista ha il lusso di sentirsi bene, come a casa, perché andare in bicicletta non significa doversi accontentare di alloggi spartani e strutture privi di comfort. I servizi sono di altissimo livello e finalizzati al pieno relax dopo una giornata su due ruote. Naturalmente la catena di alberghi offre tutti i consueti servizi a ciclisti e cicloturisti: ricovero sicuro per le bici, ciclo-officina, ricarica per le e-bike, noleggio bici, guide/accompagnatori esperti, indicazioni sui percorsi culturali ed enogastronomici della zona, tracce GPX, lavanderia per l’abbigliamento sportivo, pausa snack pomeridiana post uscita in bici, massaggio sportivo.  Al momento i Luxury Bike Hotels in Italia sono una cinquantina, inclusi castelli, dimore storiche, wine resort Spa, grand hotel e ville nelle aree chiave del cicloturismo in Italia, e tutti a portata di click. Per info:  luxurybikehotels.com/it.

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