Leggere Auden nella Pietroburgo dei soviet

“Ciò che la memoria ha in comune con l’arte è il dono della scelta, il gusto del particolare. Questa osservazione potrà sembrare lusinghiera per l’arte, ma per la memoria dovrebbe suonare offensiva. L’offesa, comunque, è ben meritata. La memoria infatti contiene solo particolari non il quadro completo”. Questa citazione la riprendo dall’ultimo libro letto: Fuga da Bisanzio di Iosif Brodskij (Adelphi, 1987). E parto proprio da questa citazione per segnalare il motivo per cui anche questo titolo può far parte di quelle selettive biblioteche domestiche che contengono soltanto libri che possono superare la prova della seconda lettura. Come sappiamo, Brodskij […]

  

Il lirismo “liberal” di Isherwood

Quando uscì la commedia Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell in tanti trovarono nell’episodio dell’orazione funebre il più alto e romantico momento del film. A declamare i versi di una celebre poesia di Wynstan Auden un giovane omosessuale (l’attore John Hannah) che ricordava con struggente commozione il compagno appena scomparso (Simon Callow). Chissà quanto è stata involontaria la scelta di suggerire come amore assoluto quello omosessuale, mentre le storie (a lieto fine) degli altri personaggi della storia venivano liquidate in pochi fotogrammi alla fine della pellicola con riferimenti piuttosto prosaici. Quella scena mi viene in mente ora che chiudo […]

  

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