Poe scrive capolavori ma inciampa su Boiardo

Tra i motivi che ci spingono a prendere in mano un classico della letteratura moderna c’è ovviamente la curiosità. Che viene stimolata sempre e costantemente, almeno in coloro che vengono definiti “lettori forti”. Ogni giorno possiamo trovarci di fronte a un’allusione, un riferimento, un appunto, un confronto, una citazione, ma anche una sonora bocciatura che ci spingono ad andare oltre fino a prendere il volume in questione per verificare, per illuminarci. Essenzialmente e banalmente: per capire. A me capita tutti i giorni. E se dessi retta alle sirene della mia curiosità avrei la casa sommersa dai libri (e dai debiti). […]

  

Che incubo quando incontri il tuo doppio (soprattutto se si chiama Philip Roth)

Che l’autofiction sia l’ultima frontiera della sperimentazione letteraria è un fatto ormai acclarato. Nessuna obiezione. Se poi prendiamo, come esempio, uno scrittore che ha fatto della sperimentazione e della provocazione una cifra inconfondibile della sua poetica e lo si mette all’opera nel campo dell’autofiction ci si possono aspettare soltanto fuochi d’artificio. E, in finale, un capolavoro. Ed è quanto succede con Operazione Shylock (Operation Shylock. A confession), pubblicato da Philip Roth nel 1993, ora riedito da Adelphi nella traduzione di Ottavia Fatica. Edizione, peraltro, impreziosita da una prefazione di Emmanuel Carrère. L’autore del Lamento di Portnoy si cimenta qui con […]

  

Alle origini dell’autofiction? La felicità di W. Somerset Maugham

Si potrebbe costruire una parabola che va da Schiavo d’amore (Of human bondage) il secondo romanzo di W. Somerset Maugham e Operazione Shylock (Operation Shylock. A confession), il romanzo pubblicato da Philip Roth nel 1993.  Si potrebbe farlo per svariati motivi. Il più degno di nota è senz’altro il canone dell’autofiction. Passano 15 lustri tra il primo e il secondo. Un periodo sufficiente per perfezionare un canone che nel 1915 era soltanto un’intuizione (e forse nemmeno quella) nella mente dello scrittore inglese. Con Roth, invece, agli inizi degli anni Novanta, il genere dell’autofiction non soltanto è già affermato (anche se […]

  

La profezia di Ray Bradbury sta diventando realtà

Ci sono giornate in cui leggendo i giornali sollevi, quasi per caso, il velo su una situazione che fino a un attimo prima non pensavi nemmeno possibile. Non parlo ovviamente dei fatti di cronaca. Quelli per buona parte sono terreno dell’imponderabile. Parlo di quelle situazioni che rappresentano punte di iceberg di cui si ignorava, fino a un attimo prima, anche la semplice esistenza. L’ultimo caso mi è successo sfogliando le pagine del Messaggero dove un articolo di Angelo Paura spiega cosa sta succedendo nel mondo dei libri con l’avanzata inesorabile dell’intelligenza artificiale. Il fenomeno su cui punta l’estensore dell’articolo è […]

  

Hemingway paladino degli umili ma senza ipocrisie

Capita spesso, di fronte a eventi che sembrano epocali fratture nel corso della Storia, domandarsi come le avrebbe osservate e giudicate chi è stato capace di conquistare la nostra stima attraverso le sue opere artistiche o semplicemente attraverso il suo lavoro critico di intellettuale attento all’evoluzione della modernità. Di fronte alla crisi climatica, di fronte alle ondate migratorie che si susseguono con ritmi sempre più allarmanti, di fronte all’eterna lotta tra ricchezza e povertà che ai nostri giorni si mimetizza dietro populistici alibi razzisti e religiosi, mi chiedo se Ernest Hemingway sarebbe rimasto sul bordo della scena o sarebbe intervenuto […]

  

Quando l’esame di maturità diventa un ricordo da ricostruire

L’altra sera in tv è passato il film di Carlo Verdone Compagni di scuola (1988), racconto di una rimpatriata tra i componenti di una classe di liceo dagli esiti drammatici e malinconici. Questo passaggio televisivo mi ha fatto sorridere perché lo stesso giorno avevo finito di leggere Anniversario dell’esame di maturità di Franz Werfel (Tea edizioni, traduzione di Cristina Baseggio). Si tratta beninteso di tutt’altro tipo di riunione, eppure il racconto di Werfel sfrutta uno spunto molto simile. Nel film di Verdone c’è un’analisi sociologica spietata del ritrovarsi a distanza di anni catapultati dalla condizione di studenti a quelli di […]

  

Böll apripista su un sentiero per Escursionisti Esperti

Quando si apre una guida sui sentieri di montagna si trova nella legenda di ogni percorso una nota che descrive le difficoltà del tracciato (per la sua pendenza, per la presenza di ferrate e per la lunghezza). I simboli sono semplici: PT (per tutti), E (escursionisti), EE (escursionisti esperti). Si potrebbe tentare una guida anche per i romanzi (soprattutto per i classici). Si potrebbe suggerire una breve sinossi, qualche dettaglio sullo stile e sul contesto e poi terminare con la legenda (per quelli che vogliono subito andare al sodo della loro compatibilità con il testo). PT ovvero un romanzo che […]

  

Se Raskolnikov cade nella trappola del tenente Colombo

I social e i libri. Un rapporto quanto mai difficile e ambiguo. Recentemente mi è capitato sotto agli occhi un video dove una giovane cantante raccontava le trame dei libri che aveva letto. Tutti classici. Tutti freschi di ristampa.  In poche battute ne sintetizzava il contenuto e ne spiegava il valore, mostrando la copertina. Pillole forse un po’ ovvie di saggezza critica ma almeno la scelta dei classici era di buon gusto (tra gli altri anche Il maestro e Margherita). Parlando del dostoevskiano Delitto e castigo la cantante ha detto che il romanzo si divide in due parti: il delitto […]

  

L’educazione sentimentale? Più è goffa più è bella da raccontare

“Ricordare una cosa significa vederla per la prima volta”. In una semplice citazione di Cesare Pevase possiamo ridurre il senso de Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani. Perché è proprio dall’azione della memoria che il narratore seleziona i momenti salienti e più significativi della sua relazione con la bella e inarrivabile Micol Finzi-Contini. Una dorata adolescenza e una spensierata giovinezza si consumano tra il parco della villa di famiglia della ragazza e le strade di Ferrara alla vigilia della più grande tragedia del Novecento che porterà milioni di persone a morire dentro i campi di concentramento tedesco negli ultimi […]

  

Leggere Auden nella Pietroburgo dei soviet

“Ciò che la memoria ha in comune con l’arte è il dono della scelta, il gusto del particolare. Questa osservazione potrà sembrare lusinghiera per l’arte, ma per la memoria dovrebbe suonare offensiva. L’offesa, comunque, è ben meritata. La memoria infatti contiene solo particolari non il quadro completo”. Questa citazione la riprendo dall’ultimo libro letto: Fuga da Bisanzio di Iosif Brodskij (Adelphi, 1987). E parto proprio da questa citazione per segnalare il motivo per cui anche questo titolo può far parte di quelle selettive biblioteche domestiche che contengono soltanto libri che possono superare la prova della seconda lettura. Come sappiamo, Brodskij […]

  

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