Le tre sedie di Thoreau

Tra le cose che più hanno colpito la mia immaginazione, durante il primo lockdown, c’è senz’altro l’immagine di una Natura che rinasce e si riprende i suoi spazi. Esemplari a questo proposito le immagini dei canali veneziani tornati limpidi, cristallini e popolati di pesci. Sicuramente la convivenza tra uomo e Natura è divenuta nel corso degli ultimi secoli sempre più complicata. Fino al punto di rendere necessaria l’elaborazione di una teoria chiamata dello “sviluppo sostenibile”. Dobbiamo sì crescere, recita in buona sostanza questa teoria, ma con moderazione, cercando di valutare l’impatto ambientale di tutte le nostre azioni. D’altronde a ogni […]

  

Henry James batte Stephen King a colpi di “letteratura”

“I classici – ripeteva Italo Calvino – sono libri che quanto più si crede di conoscerli per sentito dire, tanto più quando si leggono davvero si trovano nuovi, inaspettati, inediti”. Vero. Nel caso di Giro di vite di Henry James, però, questa scoperta continua, questo stupore rinnovato, accadono a ogni rilettura. Perché, ne converrebbe lo stesso autore di Marcovaldo, la gran parte dei classici si rinnova a ogni lettura. E il più celebre racconto “gotico” uscito dalla penna del grande scrittore americano è sicuramente tra quei libri che hanno in sé una potenza rigeneratrice fuori dal comune. L’ho appena riletto […]

  

Roth e l’incubo delle ambulanze prese a calci

I classici ci aiutano a leggere il presente. Lo abbiamo già ripetuto tante volte. Eppure mi meraviglio sempre di questa grande qualità dei romanzi “immortali”. L’ultimo che mi è capitato sotto mano è Il complotto contro l’America di Philip Roth. Non parla certo di tamponi, mascherine e distanziamento sociale eppure è risultato essere a suo modo una lettura davvero utile per capire come inquadrare e affrontare il fenomeno dei negazionisti, di coloro cioè che negano l’esistenza di una pandemia pericolosa che sta letteralmente condizionando il nostro modo di vivere. Il romanzo di Roth ha già sedici anni, essendo uscito negli Stati Uniti […]

  

Così Roth non è caduto nella trappola di Flaubert

Che Madame Bovary sia un romanzo da tenere sempre a portata di giovani curiosi e intelligenti è un fatto assodato. Un capolavoro; un classico; un esempio di narrativa quasi inarrivabile. Se arrivi però a essere uno scrittore di successo, se arrivi a conquistare il plauso di platee immense di critici e lettori, però, il capolavoro di Flaubert potrebbe dimostrarsi una trappola pericolosa. Questa è la prima considerazione che maturo dopo aver chiuso l’ultima pagina di La mia vita di uomo di Philip Roth (che ho letto nell’ultima edizione dei Meridiani Mondadori con la traduzione di Norman Gobetti). Lo scrittore francese […]

  

L’educazione e l’autarchia secondo i mormoni dell’Idaho

Quando ho preso in mano il romanzo L’educazione di Tara Westover (Feltrinelli, traduzione di Silvia Rota Sperti) ho subito pensato a un titolo estremamente vago per un romanzo. E solitamente quando i titoli sono così anodini il testo non promette niente di affascinante, niente di veramente originale. A fine lettura però mi sono ricreduto. Nel caso del romanzo autobiografico della giovane Westover il titolo è quanto di più calzante possibile. In effetti questo romanzo di formazione parla proprio dell’educazione che la protagonista riceve. Di come questa stessa educazione le servirà non solo per districarsi nelle avventure del mondo ma anche […]

  

In miniera con Margaret Atwood

La consapevolezza di chi legge deve essere nutrita della consapevolezza di chi scrive. Questa la mia prima riflessione chiudendo il libro Negoziando con le ombre. È una raccolta di saggi. L’ha scritta Margaret Atwood (e in Italia l’ha pubblicata Ponte alle Grazie che edita tutti i suoi titoli). La scrittrice canadese in questo momento è presente in tutte le librerie con i suoi titoli più conosciuti. Vincitrice di numerosi premi, candidata anche al Nobel, osannata dalla critica e dal pubblico. E non solo. E’ diventata anche una star grazie al successo che la traduzione televisiva (per una fiction in più […]

  

Il “patrimonio” di Roth andrebbe conservato a scuola

Il prossimo 25 ottobre saranno passati trent’anni dalla morte di Herman Roth. A portarlo via è stato un tumore al cervello. Si è spento al St. Elizabeth Hospital di Elizabeth nel New Jersey. Al suo capezzale c’era il figlio, Philip Roth. Prima di andare in pensione Herman aveva trascorso tutta la sua vita adulta (ben 32 anni) in una società di assicurazioni. Come il figlio Philip, anche Herman era nato e cresciuto a Newark. L’anonima città americana resa immortale proprio dai romanzi dell’autore de Il lamento di Portnoy. Ormai anche Herman è immortale. Proprio come Newark. La sua anonima esistenza, […]

  

La Caporetto di Hemingway è una vittoria letteraria

Chiudendo Addio alle armi di Ernest Hemingway (nell’edizione Oscar Mondadori con la preziosa traduzione di Fernanda Pivano) mi è tornata in mente la figura di Medusa. Impossibile guardare negli occhi il mitologico personaggio. E chi alzava lo sguardo su di lei lo faceva attraverso l’espediente di una superficie riflettente. La guerra, con i suoi orrori e la sua stupida e cieca violenza, non può essere guardata direttamente negli occhi.  Si può soccombere nel tentativo di raccontarla e di spiegarla. Si soccombe per pietà, si soccombe per debolezza o si soccombe sotto il peso di una retorica  anestetizzante. Ecco: Hemingway ha guardato […]

  

Il Proust d’America fa a pezzi la famiglia

“Non credo che la memoria menta per motivi futili. Il fatto è che la memoria tratta l’assoluto, i riassunti; tratta forme di conoscenza portatili, e così finisce per drenare cose che assomigliano più a motti, ad aforismi e ad apoftegmi che non a momenti reali”. Ci può essere sentenza più proustiana di questa? Se non è dell’autore della Recherche (e non lo è infatti), almeno è di qualcuno che quel testo ha davvero letto con estremo profitto. Tanto che questa stessa frase potrebbe essere il compendio esegetico più corto e più lucido che su quel capolavoro della letteratura novecentesca possa […]

  

Con Joyce sulla rive gauche

Nostalgia canaglia. Io la intitolerei così una recensione dedicata al libro Shakespeare and Company scritto da Sylvia Beach a metà degli anni Cinquanta e tornato adesso nelle nostre librerie grazie al prezioso lavoro di Neri Pozza (traduzione di Elena Spagnol Vaccari e introduzione di Livia Manera). Si tratta di un libro di memorie dedicato a un luogo dell’anima. Uno di quei posti dove si è fatta la storia del Novecento. Almeno dal punto di vista letterario. Shakespeare and Company era infatti una libreria. Una libreria originale e famosissima. Almeno nell’ambiente cosmopolita e altamente vivace della Parigi degli anni Venti.  Una […]

  

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