Un campo di segale per Roth e Salinger

Leggere sotto Natale Nemesi di Philip Roth è quasi un atto provocatorio. Ma ovviamente arrivo a questa considerazione soltanto dopo aver chiuso il libro (la mia edizione è quella dei Meridiani a cura di Paolo Simonetti, con la splendida traduzione di Norman Gobetti). Ero convinto di averlo già letto. Ma forse mi sbagliavo. L’idea di un racconto ambientato in una piccola cittadina del New Jersey nella famosa estate del ’44, quando l’epidemia di polio toglieva la guerra dai titoli di apertura dei giornali, non mi era nuova. Magari Roth ci è tornato più volte sopra, vai a sapere? Però eravamo […]

  

Quando i misteri ministeriali erano tutti da ridere

Il lockdown (dovuto alla pandemia), il ricorso massiccio allo smartworking e l’accelerare nel trasferire sul piano telematico il numero maggiore possibile di adempimenti burocratici e amministrativi ha senza dubbio modificato radicalmente i rapporti tra il cittadino e la Pubblica amministrazione. Possedere uno spid (e soprattutto saperlo usare) diventa quasi segno di onnipotenza. E quel piccolo utente/cittadino, che tanto miserrimo e indifeso si sentiva di fronte al gigantesco Moloch della macchina amministrativa, è diventato più grande e più forte. Fino al punto di muoversi sulle sue gambe. Anche lo stile del linguaggio burocratico ha dovuto prendere atto di questa trasformazione antropologica. […]

  

Goffredo Parise logopedista dell’anima

Alla letteratura spesso chiediamo di confortarci. Altrettanto spesso però chiediamo ai testi letterari di concederci un’immersione nelle più profonde regioni dell’umano, quelle che difficilmente, chi come noi nuota sulla superficie della realtà, riesce a scandagliare. Altrettanto spesso chiediamo ai libri di migliorarci o, meglio, di aumentare il nostro tasso di umanità. Se prendiamo in mano, a esempio, i Sillabari di Goffredo Parise di certo riusciamo in quest’ultima funzione. I racconti, raccolti in due riprese tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Ottanta, vengono pubblicati inizialmente sulle pagine del Corriere della Sera e ambiscono, secondo la spiegazione dello […]

  

Virginia Woolf e quella luce terapeutica

È una delle domande che sento più spesso quando si parla di romanzi e di letteratura: “Mi consigli un bel libro?” Domanda diretta e purtuttavia alquanto vaga. Capace soltanto di disorientare l’interlocutore. Magari il destinatario del consiglio offre qualche elemento in più (un giallo, una storia d’amore, un romanzo storico). Fino al momento della fatidica aggiunta: “un libro che mi aiuti” (si presume a superare un momento di crisi o semplicemente a passare nel miglior modo possibile il tempo). Il consiglio, quindi, dovrebbe essere una sorta di ricetta medica (dieci pagine della Austen dopo i pasti aiutano la digestione; Dostoevskj […]

  

Il cane di Bulgakov e le ipocrisie sovietiche

Quando hai un libro del cuore vuoi sapere tutto del suo autore. O quanto meno cerchi avidamente negli altri suoi titoli suggestioni altrettanto forti di quelle che ti hanno fatto innamorare del primo. Non è ovviamente interessante che il mio libro del cuore sia Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov. Spero lo sia, invece, questo post nel quale racconto di un nuovo innamoramento e di una nuova folgorazione. Mi sono recentemente imbattuto nei suoi racconti. I primi che questo scrittore a tempo pieno (con una laurea in medicina nel cassetto) ha scritto a metà degli anni Venti. L’edizione che […]

  

Tondelli, Ligabue e la fine del mondo

L’ho scelto per caso. Non avevo letto molto di suo. E sicuramente non questo romanzo. Pescando dallo scaffale la bella edizione delle Opere di Pier Vittorio Tondelli (1955-1991) nei Classici Bompiani (con la puntuale e garbata cura di Fulvio Panzeri) la scelta è caduta proprio su Rimini. E’ stato il suo penultimo romanzo ma anche quello che gli ha regalato a un tempo maggiori soddisfazioni per il successo di pubblico e maggiori amarezze per la tiepida accoglienza della critica. Comunque già il tema del racconto è invitante per chi da più di un anno non va al mare e non […]

  

Calvino pentito ma non troppo

Abolite le mezze stagioni, archiviate le abitudini più radicate, esistono poche certezze. Una di queste è la presenza del Calvino della Trilogia degli antenati nell’elenco delle letture estive dei nostri ragazzi. Visto che faccio un’enorme fatica a capire i nostri ragazzi e a cogliere gli aspetti salienti del loro immaginario, ho voluto rileggere uno di questi libri. Immaginando di essere un quindicenne di oggi per vedere l’effetto che fa. E così ho riaperto Il visconte dimezzato (posseggo l’edizione del giugno del ’90, la prima pubblicata da Mondadori dopo l’acquisizione dei diritti delle scrittore scomparso prematuramente nel 1985). Se fossi un […]

  

Così Pasolini ha “sconfitto” Dickens

Devo fare ammenda. Pubblicamente. Devo fare ammenda della superbia delle mie convinzioni. E devo fare ammenda per la mia debole memoria. Questo post è un atto riparatorio nei confronti di uno dei più celebri romanzi di Pier Paolo Pasolini: Ragazzi di vita (Garzanti). Devo questa pubblica ammenda a causa di un mio pregiudizio che ha fortemente compromesso la crescita culturale di mio figlio (liceale). La lettura di questo testo di Pasolini, pubblicato nel 1955 e da allora mai uscito dalle librerie (e già questa è una medaglia ), è diventato un compito a casa per la classe di mio figlio […]

  

Montanelli, Orazio e i tifosi della “Maggica”

E’ uno dei film del momento. Il primo re di Matteo Rovere sta mettendo d’accordo pubblico e critica. Pur essendo un’operazione ambiziosa (gli attori recitano in latino arcaico)  ha ricevuto un consenso generalizzato. Tanti ragazzi stanno affollando le sale che proiettano la storia del primo re di Roma, la storia insomma della fondazione di quella che diverrà  prima la capitale dell’Impero romano e poi l’ombelico del mondo cristiano.  Personalmente non condivido la scelta (filologica) di adottare il latino arcaico. La storia sarebbe stata godibile altrettanto con l’italiano. Forse, questo scelta aiuta i giovani spettatori a ricostruire nel loro immaginario una […]

  

Il Proust d’America fa a pezzi la famiglia

“Non credo che la memoria menta per motivi futili. Il fatto è che la memoria tratta l’assoluto, i riassunti; tratta forme di conoscenza portatili, e così finisce per drenare cose che assomigliano più a motti, ad aforismi e ad apoftegmi che non a momenti reali”. Ci può essere sentenza più proustiana di questa? Se non è dell’autore della Recherche (e non lo è infatti), almeno è di qualcuno che quel testo ha davvero letto con estremo profitto. Tanto che questa stessa frase potrebbe essere il compendio esegetico più corto e più lucido che su quel capolavoro della letteratura novecentesca possa […]

  

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