Bagnarsi nel “fiume” arbasiniano dell’opera aperta

Come è vero che non ci si bagna mai nello stesso fiume, altrettanto vero è che non si rilegge mai lo stesso libro.  Soprattutto se è un buon libro, aggiungerei.  Soprattutto se è un classico. I classici, infatti, hanno sempre qualcosa da insegnare. Lo si è detto mille volte: sono quei libri che parlano a tutti e che superano la prova del tempo. Però la frase “non si rilegge mai lo stesso libro” ha un significato anche più semplice. L’americano Stanley Fish nel 1980 pubblico il saggio C’è un testo in questa classe? L’interpretazione nella critica letteraria e nell’insegnamento (pubblicato […]

  

Ma come parlava Bertrand Russell?

Non si vive di soli classici. I grandi libri restano il faro più luminoso nella tempesta della vita. Si ha bisogno, però, anche di altro. Per esempio dei memoirs. Soprattutto di quelli scritti da premi Nobel che non hanno peli sulla lingua quando si trovano a riempire le pagine dei propri diari. Non si può, infatti, non sapere che in tutti gli scritti (anche quelli occasionali) gli autori e i “nomi noti” si trattengono e si autocensurano almeno un po’.  Perché “non si sa mai”. La verità è nel verso poetico, nella prosa lirica e sicuramente nel tuffo dell’abisso dal […]

  

Joseph Roth e la pazienza “miracolosa”

Nell’attesa che la pandemia si trasformi in una più innocua influenza endemica bisogna maturare dentro di noi una forte dose di pazienza. La “pazienza di Giobbe“ con cui sopportare ristrettezze, regole ferree, distanziamento sociale e mascherine. In un simile “clima” può essere utile, infatti, rifarsi alla celebre figura biblica. Magari attualizzata come quella proposta da Joseph Roth nel romanzo che prende il nome proprio dal celebre patriarca le cui virtù ed esempio sono esaltati dalla Bibbia. Mi è capitato in mano in questi giorni l’ultima edizione di Giobbe, la diciannovesima che Adelphi ha mandato in stampa da quando, nel 1977 […]

  

Una torre d’avorio sopra le macerie del senso comune

Immaginiamo un gaudente invitato nella cucina di un grande cuoco. Questi non solo rivela i segreti della propria arte ma, in un afflato di generosità, mostra alcuni piatti arrivati dai suoi più illustri colleghi.  Li fa assaggiare al felice, fortunato e goloso gaudente e poi racconta nei dettagli come e perché si è arrivati alla “sintesi” del piatto. L’uomo seduto a tavola assaggia tali prelibatezze mentre accanto a lui, con voce morbida e profonda lo chef racconta la genesi del piatto e la ragione della scelta degli ingredienti. Non credo che per gli appassionati della tavola ci possa essere qualcosa […]

  

Sotto le dita di Glenn Gould tutti soccombiamo

Ho appena finito di rileggere Il soccombente di Thomas Bernhard (Aldephi). E la prima cosa che ne ho ricavato è un dubbio. Chiuso il libro ho iniziato a dubitare che la lettura sia un’attività solitaria. Può esserlo, certo. Può però non esserlo. Perché dal confronto con altri lettori sullo stesso testo si possono ricavare spunti “esegetici” affato imprevisti. Di sicuro il loro punto di vista è molto diverso dal nostro e uno scambio non può che arricchirci. Se sono tornato sopra le celebri pagine di Bernhard lo devo a Gaja Lombardi Cenciarelli. La nota scrittrice e raffinata traduttrice (Wharton e Atwood, […]

  

Il lirismo “liberal” di Isherwood

Quando uscì la commedia Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell in tanti trovarono nell’episodio dell’orazione funebre il più alto e romantico momento del film. A declamare i versi di una celebre poesia di Wynstan Auden un giovane omosessuale (l’attore John Hannah) che ricordava con struggente commozione il compagno appena scomparso (Simon Callow). Chissà quanto è stata involontaria la scelta di suggerire come amore assoluto quello omosessuale, mentre le storie (a lieto fine) degli altri personaggi della storia venivano liquidate in pochi fotogrammi alla fine della pellicola con riferimenti piuttosto prosaici. Quella scena mi viene in mente ora che chiudo […]

  

Chi ama i cani non legga Kundera

Non ci si bagna mai nello stesso fiume. Stesso discorso per i libri. Ovvero i classici,  i cosiddetti evergreen. Non si legge mai lo stesso libro. Una legge scontata. Siamo noi lettori a essere sempre diversi ed è per questo che il testo che abbiamo davanti ci dirà sempre qualcosa di nuovo.  Mi è capitato l’altro giorno riprendendo in mano L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera. Lo lessi poco più di trent’anni or sono quando fu lanciato in maniera affatto anomala dalla trasmissione Quelli della notte con Renzo Arbore e Nino Frassica. Il giovane Roberto D’Agostino inserì il romanzo, pubblicato soltanto […]

  

Gabbani, la scimmia nuda e il karma di Pirsig

Tra  i tanti meriti che vanno ascritti alla canzone che ha vinto l’ultimo festival di Sanremo (Occidentali’s Karma di Francesco Gabbani) c’è anche quello di aver riportato in libreria un libro simpatico, intelligente e gustoso come La scimmia nuda dell’etologo di fama mondiale Desmond Morris. D’altronde di riferimenti nel testo della canzone ce ne sono tanti, per condire al meglio il gioco dei rimandi e delle allusioni che il pubblico e i giornali si sono divertiti a condurre.  Ai più però è sfuggito un rimando a mio avviso altrettanto importante. Il karma di cui abbonda il ritornello della canzone di […]

  

Franzen e quella doppia copertina

A chi frequenta le librerie può capitare in questi giorni di imbattersi in un “fenomeno” editoriale molto significativo. In Italia, infatti, è arrivato Purity il nuovo romanzo di Jonathan Franzen.  Non nella versione italiana, che Einaudi sta finendo di approntare, ma nell’edizione inglese e in quella americana. Si tratta di due editori distinti che hanno scelto per l’ultimo lavoro dell’autore de Le correzioni due copertine affatto differenti. Quella americana (per i tipi di Farrar, Straus & Giroux) è bianca con il titolo e il nome dell’autore dello stesso corpo editoriale (color celeste) e in mezzo l’immagine sfocata di una ragazza). Quella […]

  

Leggere Kundera al tempo dei selfie

Ci sono letture che si ripetono, magari per caso a distanza di anni e con profitto. E questo perché ci sono libri, storie, romanzi, che offrono sempre una valido sostegno alla nostra comprensione del presente. Capaci, insomma, di illuminare l’oggi anche se sono stati scritti e pubblicati in epoche lontane. Ed è così che, riprendendo in mano L’ignoranza di Milan Kundera, mi sono accorto che questo libro, pur prendendo a spunto l’ormai celeberrima caduta della cortina di ferro per creare una storia di sogni infranti, confessioni e riflessioni, è ancora molto attuale. Il romanzo è uscito 2001 (Adelphi). E’ il […]

  

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