L’era dell’ultima religione: dall’eugenetica alla pandemia

C’è un filo sottile che collega certo ecologismo ideologico, ben rappresentato dalla più recente icona del progressismo liberal, Greta Thunberg, e una forma di cieca e assoluta fiducia nella tecnologia e nella scienza, che permane anche quando queste ultime non riescono a dare certezze, come è avvenuto, purtroppo, durante la pandemia globale di Coronavirus tutt’ora in corso. Ambientalismo e scientismo acritico sembrano infatti presentarsi, anche e paradossalmente in un’epoca segnata, più che dalla laicità, da un diffuso atteggiamento laicista, come due tra i molteplici aspetti di una nuova forma di pseudo-religiosità, caratterizzata, come le vere religioni, da un approccio assolutamente […]

  

Greta e la geopolitica. Cui prodest?

“Cité­-jardinistes”. Con questo termine Renè Guenon, nella sua opera “Il Teosofismo. Storia di una pseudo-religione”, indicava, negli anni Venti del XX secolo, quel milieu sostanzialmente liberal-paganeggiante (ma di un paganesimo essenzialmente sintetico e anti-tradizionale), antenato del contemporaneo ambientalismo. Non è quindi strano che certo ecologismo sia in qualche misura consustanziale all’elite mondialista e liberal-globalista. Non bisogna pertanto stupirsi se, all’attuale fenomeno Greta Thunberg, si accodano figure come il principe monegasco Pierre Casiraghi o i soliti attori di Hollywood. Tuttavia, oltre a ben rappresentare il retroterra ideologico di circoli elitari più o meno occulti, il fenomeno Greta può aprirsi anche a ulteriori chiavi di […]

  

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