Milano-Roma non è un derby. Ma lo è diventato.  E allora Roma capitale ma Milano locomotiva economica; a Roma governo e ministeri ma a Milano la Borsa; a Roma “la grande bellezza” ma Milano “più vicina all’Europa…”. E poi Raggi e Sala che se la giocano sulle buche, sulle olimpiadi, su tutto ciò che spesso è solo un buon motivo per finire sui giornali.  Mancava ( ma se ne poteva fare volentieri a meno) il derby delle maratone. Da un paio d’anni la maratona italiana viaggia sui binari dell’alta velocità. Milano-Roma, in meno di tre ore che, per tanti appassionati runner sarebbe il sogno della vita sui 42 chilometri. Ma i sogni sono una cosa e la realtà un’altra.  E la realtà è  che Milano e Roma, quarta e prima maratona italiana, si corrono nello stesso giorno. E’ storia vecchia, ma fa sempre un po’ riflettere la capacità tutta italiana di complicarsi la vita, di  rendere problematiche le cose, di inventarsi ogni volta un buon motivo per discutere, baccagliare e fare polemica.  Bastava fare un salto oggi all’Expo della Milano Marathon in Fiera per rendersi conto di che evento sia diventata, di quanto lavoro ci sia alle spalle, dell’immagine che può rendere alla città. E a Roma è esattamente la stessa cosa. Il fatto che si corrano nella stessa domenica non giova a nessuno. Anzi. E’ una follia che serve solo a disperdere risorse ed energie e a dare  la solita immagine di un Paese diviso per campanili. A far sì che appassionati, famiglie al seguito, sponsor siano costretti a scegliere: o di qua o di là… Basterebbe solo un po’ di buonsenso per capire che dividersi gli iscritti in una sfida inutile non serve a nessuno soprattutto se nella stessa domenica più di 40mila maratoneti corrono anche a Parigi.  In questo derby non vince nessuno e non si pareggia: si perde e basta…