09Dic 18
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In quell’angolo di cielo riservato ai visionari e ai futurologi da qualche tempo c’è una certa agitazione. Lo spirito del conte Ilarione Pettiti di Roreto non ha requie. Agitando il riposo dei suoi celesti colleghi, l’aristocratico piemontese continua ad imprecare, moccolare, maledire. Insomma è incazzatissimo. Al padre nobile delle ferrovie del Regno di Sardegna non va proprio giù la triste commedia che si sta consumando proprio nel municipio di Torino, la sua città. Da lassù Ilarione si chiede come sia possibile che a distanza di centovent’anni dalle sue epiche battaglie per le strade ferrate — quanta fatica […]
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27Nov 18
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Per noi, ragazzi invecchiati del secolo scorso, il fumetto rimane una passione. Un antico amore. Infanzia, adolescenza, giovinezza (e qui mi fermo…) sono state puntualmente scandite dalle “nuvole parlanti”: Walt Disney, Topolino, Paperino e co. E poi, Bonelli, con Tex e Zagor; le “Sturm Truppen” di Bonvi, le tavole di Battaglia e Manara, Crepax e Valentina e il grande Hugo Pratt. Una fucina di tratti e sogni in cui s’intrecciavano il fumetto seriale nostrano — “l’Intrepido”, “il Monello”, “Lanciostory” — con autori francesi, belgi, argentini: Asterix e Luky Luke, Hergè e Moebius, Dago e l’Eternauta… Ricordi. Da anni nessuno più […]
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18Nov 18
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Da lassù, lo spettro di Aldo Moro continua ad agitarsi. Per chiedere giustizia, ma soprattutto verità. Una verità che questa democrazia senza qualità continua, pervicacemente, a negare. In primis agli uomini della scorta trucidati in quella fredda mattina del 16 marzo, il giorno del rapimento. Poi a lui, assassinato dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978 in qualche buco oscuro della capitale. E poi, a tutti coloro che si ostinano a voler capire cosa è veramente successo in via Fani. Perché il caso Moro rimane ancor oggi un mistero, un enigma. Anche quarant’anni dopo. Nel tempo sul cadavere del premier […]
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05Nov 18
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Sorpresa! Solo il 26 per cento dei francesi ha ancora fiducia in Emmanuel Macron. Ancora un piccolo sforzo e il beniamino dei “dem” nostrani, supererà i record negativi toccati dall’insopportabile François Hollande, il più inviso presidente della Quinta repubblica. Un disastro pieno, senza appello. Ma cosa sta succendo a Parigi? Tante cose e tutte spiacevoli. Da anni il Paese è in crisi profonda: il tracollo dello stato sociale — l’état providence — ha prodotto un massiccio indebitamento pubblico e una pressione fiscale pesantissima (ultimo balzello l’aumento del 15 % del prezzo della benzina e del 23% del diesel). Per di […]
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30Ott 18
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Salve, buondì a tutti. Ecco Selene Ticchi, la poveretta che si è presentata il 28 ottobre a Predappio sulla tomba di Benito Mussolini con una maglia con la scritta “Auschwitzland“. Olè. Tanta, troppa carne ma poca, pochissima materia grigia. Sulla maglietta (taglia xxl) erano raffigurati l’ingresso del campo di sterminio nazista e i caratteri della Disney, quasi a voler suggerire un parallelo fra il lager e il parco di Topolino. Pazzie. Intervistata dal quotidiano bolognese Il Resto del Carlino, la donna — già militante di Forza Nuova — ha provato a giustificarsi. E la spiegazione ha del grottesco: “Ho indossato […]
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25Ott 18
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C’era una volta l’Africa Orientale Italiana, l’AOI. Il piccolo impero dell’ultima delle grandi potenze d’Europa. Una costruzione effimera, fragile ma non indegna. Anzi. A differenza dei blocchi britannici e francesi e dei loro prolungamenti olandesi, belgi e portoghesi (i tedeschi furono eliminati nel 1918), l’esperienza italiana — dal 1869 sino al 1942 e, poi, nel decennio d’amministrazione fiduciaria della Somalia (1950-60) — ebbe una sua originalità e un successo limitato ma significativo. Ovviamente, vi furono luci e ombre, successi e fallimenti, efferatezze e progresso: un mescolone arci-italiano di sentimenti, progetti, velleità, opere. Al netto, l’AOI rimane uno dei pochi capitoli […]
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21Set 18
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Inge Feltrinelli è morta. Adieu. Aveva la sua età e la vita è stata (molto) generosa con lei. Terza moglie di Giangiacomo Feltrinelli, aveva ereditato parte della fortuna del suo lunatico consorte defunto dopo l’imbarazzante esplosione a Segrate. Piccolo passo indietro. Nel 1972, il magnate pasticcione divenne marmellata maneggiando dinamite su un terreno di sua proprietà. Un giochino pericoloso in nome della “rivoluzione proletaria” e altre puttanate. Il PCI (gente seria) lo aveva allontanato per tempo considerandolo un pericoloso avventurista, ma per la grassa borghesia milanese il Giangi ( per l’occasione il “compagno” Osvaldo) divenne un “eroe”, un “martire”. Al […]
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14Set 18
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Nonostante gli imbarazzanti vigilantes del pensiero unico in questo strambo 2018 qualcuno finalmente è tornato ad indagare, scrivere e discutere della defunta RSI di Mussolini. Con serietà e serenità. Ci riferiamo al libro di Sergio Tau “La repubblica dei vinti”, impreziosito da un’emozionante prefazione di Buttafuoco, e all’ultima fatica di Pansa “La repubblichina”. Due lavori diversi ma importanti che offrono una diversa angolazione sulla tragedia della guerra civile 1943-45. L’8 settembre — la fuga del re, la viltà di generali e ammiragli, il liquefarsi dello Stato — rappresentò per una generazione cresciuta nel mito della “terza Roma”, dei “destini imperiali” […]
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01Set 18
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In questa stramba estate trascorsa tra porti prima chiusi e poi aperti, ministri “cattivisti” ed ex ministri “buonisti”, politici guasconi e pessimi magistrati, rare sono state le voci ragionanti. Certo, gridare, rumoreggiare, insultare, semplificare piuttosto che riflettere e analizzare un fenomeno epocale come le migrazioni africane è sicuramente più facile e, sull’immediato, pagante. A destra come a sinistra. Da qui le strampalate kermesse sinistrose di Catania e Milano o le “grida” (ricordate Manzoni?) governative e le boutades “navaliste” di certi destrosi ignari di ogni nozione di Diritto del mare. Eppure in questo tsunami di sciocchezze e banalità si scorge anche […]
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06Ago 18
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Vi sono pellicole che è meglio che gli italiani non vedano. Film che raccontano storie tragicamente vere ma ancora molto fastidiose, terribilmente imbarazzanti. È il caso di “The last witness” (L’ultimo testimone) del regista polacco Piotr Szkopiak imperniato sugli opachi retroscena del secondo dopoguerra. Per l’esattezza sulle menzogne che circondarono la strage di Katyn, la sanguinosa mattanza in cui caddero assassinati quindicimila ufficiali polacchi caduti prigionieri dell’Urss— in quel tempo alleata della Germania hitleriana — nell’invasione del 1939. La responsabilità del massacro, come ammise Gorbaciov cinquant’anni più tardi, fu tutta di Stalin. Per ordine diretto del Cremlino i miliziani dell’Nkvd […]
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