INTERNATIONAL CANNES TRIATHLON 2015Giulio Molinari c’è. C’è da un pezzo ormai tra le prime ruote del triathlon che conta. C’è a suon di vittorie, con un 2014 da incorniciare e con un inizio di 2015 che fa ben sperare  dopo il trionfo di aprile a Cannes davanti a due mostri sacri come i tedeschi Jan Frodeno e  Sebastian Kienle e quelli più recenti nelo sprint di Torino e nell’olimpico di Caldaro. Giulio Molinari c’è e ci sarà domenica nella terza edizione del Challenge di Rimini che è gara di cartello e che lo vedrà “lottare” con una nutrita pattuglia di pretendenti alla vittoria finale. Dagli azzurri Massimo Cigana, Jonathan Ciavattella, Alberto Casadei, Alberto Alessandroni ed Emiliano Cuccì, al ceco Filip Ospaly, allo svizzero Ruedi Wild. Il carabiniere novarese è al suo debutto in terra di Romagna e sarà una prima dove avrà molti cocchi puntati addosso. A cominciare da quelli dei suoi avversari che cercheranno di scucirgli dal body il titolo di Campione Europeo all’ETU Challenge Half Distance Triathlon European Championships conquistato lo scorso anno a Paguera-Mallorca in Spagna. Non sarà facile. E sarà un campionato europeo che potrebbe anche decidersi sul filo di lana.

E’ la sua prima volta al Rimini Challenge?
“Sì,per me è un debutto”
E quindi non sa che gara sarà…
“No, invece lo so benissimo. Sarà una gara tirata e senza grandi distacchi. Perchè al via ci sono atleti forti e specialisti nelle varie discipline. Quindi si andrà forte in mare, forte in bici e forte nella mezza maratona”
Chi teme?
“Ripeto, sono tutti forti…”
Ha provato il percorso cicilistico?
“Sì, due volte. La prima durante il raduno con la nazionale, l’altra da solo…
E quindi?
“E quindi è parecchio impegnativo. Nella prima metà ci sono due due strappi molto duri. Il primo più pedalabile, mentre il secondo più secco”
Duri quanto?
“Duri tanto da montare un 39×25 se si vogliono conservare un po’ di gambe per quello che arriva dopo. Anche se un 11 va tenuto perchè sicuramente serve”
Poi però finita la salita si girà la bici e si torna verso il mare?
“Non proprio. Nella seconda parte la strada è sicuramente più dolce e scorrevole ma servono gambe per spingere rapporti e fare velocità. Quindi se uno non ha risparmiato qualcosina prima si trova in difficoltà e rischia di piantarsi. E poi a una ventina di chilometri dall’arrivo c’è ancora una salita anche se rispetto alle precedenti è più facile e breve. Più o meno un chilometro”
Può bastare sembra…
“Si è un bel percorso su cui si può fare la differenza. Ma bisogna fare attenzione. Anche perchè tornando verso Rimini spesso si incontra vento contrario e in alcuni tratti l’asfalto  è parecchio rovinato”
Consigli?
“Non esagerare nella prima parte e bere molto”
Tutto ciò detto da un tratleta che va fortissimo in bici ma arriva dal nuoto?
“Sì è vero. Ho cominciato in terza media con qualche garetta agonistica in vasca e  qualche anno dopo ho iniziato a fare più seriamente: ed è arrivato anche qualche buon risultato. Poi in terza, quarta superiore ho cominciato ad interessarmi al triathlon”
Qual è stata la scintilla?
“Non c’è stata una vera e propria scintilla è stato più un lento innamoramento. Mi piaceva l’idea di fare tre sport anzichè uno ma soprattutto ero affascinanto da quel mondo, dall’ambiente. Vedevo le gare e mi piaceva perchè a certi livelli gli eventi avevano un vero respiro internzionale. E poi mi piaceva l’idea di poter viaggiare per correre…
E così ha deciso di mettersi a fare sul serio…
“Più o meno. La svolta è arrivata nel 2008 quando sono entrato, dopo la maturità e dopo il concorso, nell’Arma dei carabinieri e nel gruppo sportivo”
Lì ci sono le condizioni ideali per gareggiare…
“Si, si parte da lì  poi ognuno ci mette del proprio”
Allenamenti, fatica, determinazione e magari un nuovo allenatore
” Con Andrea D’Aquino rispetto alle passate stagioni qualcosa è cambiato. Il metodo è differente e la preparazione è più varia. Al di là degli aspetti più strettamente tecnici cerco di dare molto più ascolto alle mie sensazioni. Sto più attento ai tempi di recupero e ai segnali che arrivano dal mio fisico…”
Che per Rimini dicono?
“Che sarà dura….”
 

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