Böll apripista su un sentiero per Escursionisti Esperti
Quando si apre una guida sui sentieri di montagna si trova nella legenda di ogni percorso una nota che descrive le difficoltà del tracciato (per la sua pendenza, per la presenza di ferrate e per la lunghezza). I simboli sono semplici: PT (per tutti), E (escursionisti), EE (escursionisti esperti). Si potrebbe tentare una guida anche per i romanzi (soprattutto per i classici). Si potrebbe suggerire una breve sinossi, qualche dettaglio sullo stile e sul contesto e poi terminare con la legenda (per quelli che vogliono subito andare al sodo della loro compatibilità con il testo). PT ovvero un romanzo che parla a tutti e lo fa con un linguaggio piano e privo di asperità. E invece è un testo adatto a chi ha già voglia di qualcosa di più coraggioso. Indicato a chi vuole aprirsi a nuovi orizzonti ma a piccoli passi. Senza tanti sperimentalismi o difficili giochi metaletterari. EE può invece essere affrontato da chi non ha avuto paura di confrontarsi con i capolavori più ostici della letteratura (da Joyce a Pynchon, passando per Proust e Gadda) e cerca continuamente di arrivare sull’ultimo confine conquistato dalla parola letteraria. Ovviamente la letteratura (quella ovviamente con la L maiuscola) è difficile irregimentarla in solo tre categorie. Ci saranno poi i sottoinsiemi e ognuno vanterà una gradazione differente di difficoltà.
Foto di gruppo con signora pubblicato da Heinrich Böll nel 1971, un anno prima cioè di vincere il Nobel per la letteratura, per me appartiene di sicuro a uno dei sottoinsiemi che coprono la distanza tra Escursionisti (letterari) ed Escursionisti (lettori) esperti. L’ho appena terminato di leggere nella versione approntata da Italo Alighiero Chiusano per Einaudi.
Un gran romanzo godibile non soltanto come inchiesta (con tanto di verbali e testimonianze) sulla vita di una donna Leni Gruyten ma anche come lucido affresco sugli aspetti più sconvolgenti della storia della Germania tra gli anni Venti e gli anni Sessanta (con un lungo soffermarsi sulle peggiori pagine del nazismo e della seconda guerra mondiale).
Böll cercava l’oggettività; quindi, ha volutamente limitato il raggio d’azione dell’io narrante affidando la storia di questa donna borghese, passionale e anticonformista a ciò che di lei hanno capito e visto tutte le persone che l’hanno incontrata e conosciuta. Un romanzo corale dove i punti di vista sono infiniti. Un metodo che ha consentito di regalare quadri e suggestioni davvero notevoli e di forte impatto. La stessa scena, lo stesso personaggio, visto da occhi e da prospettive differenti contribuisce a costruire descrizioni davvero “a tutto tondo”, dove entrano in campo non soltanto le sfumature di carattere e personalità dell’osservato ma anche gli stati d’animo e la soggettività di chi osserva.
Si potrebbero raccontare (e ovviamente citare) innumerevoli brani ed episodi per dimostrare quanto questo romanzo rappresenti una pietra miliare nella storia letteraria del Novecento europeo per aver dato un nuovo metodo di indagine sul personaggio uomo. Grazie a Leni Böll ci ha regalato un character ricchissimo di dati e connotati eppure sfuggente perché la vita ci cambia e non consente mai ad altri di prevedere le nostre mosse. Mi limito a una sola citazione: “Leni, ciò che faceva lo sapeva sempre soltanto mentre lo faceva. Doveva materializzare ogni cosa. Non dovremmo dimenticare che in quel tempo aveva esattamente ventun anni e mezzo. Era – dobbiamo ripeterlo – una persona fortemente condizionata dalle sue secrezioni e perciò dalla sua digestione, del tutto incapace di sublimare checchessia”. Avere ventun anni quando cadono le bombe americane su Dresda e Francoforte non è facile. Quando per fare avere un momento di intimità devi nasconderti nelle cappelle mortuarie, quando si litiga anche per pochi grammi di polvere di caffè, la tua vita non può essere affidata a un’idea o a un’ideologia. Non c’è niente di programmabile. Si vive di istanti e di istinti. E la descrizione di un volto nella folla anonima degli sfollati diventa un caleidoscopio di angolature e colori. E lo scrittore Böll fa così da apripista per un sentiero che porta a una vetta impervia ma dalla cui sommità si può godere una vista indimenticabile. E poco importa se il percorso è per E(scursionisti) o per E(scursionisti) E(sperti).
