A pagina 342 del romanzo-saggio La fine del mondo di Francesco Pecoraro (Ponte alle Grazie)  trovo una sorta di citazione. Sembra un aforisma. Il narratore lo sfrutta per giustificare la sua ansia e la sua pavidità. Che poi è l’ansia e la pavidità della maggioranza delle persone. “Ha coraggio – spiega il narratore – chi non ha immaginazione”. Google mi corregge la sentenza. E la attribuisce a Charles Bukowski: “Il codardo è uno che prevede il futuro. Il coraggioso è privo di ogni immaginazione”. Dopo aver concluso la lettura di questo romanzo atipico, di questa confessione esistenziale, di questo viaggio […]