Modena: in Italia è vietato dare un nome alle cose. La battaglia (delle parole) che stiamo perdendo.

Ed ecco qua: prima generazione, sesta generazione, più italiano di tuo nonno, meno straniero di un piemontese, ma laureato qui, nato qui. Italiano, straniero, marziano, indefinito. Indefinibile. Qualcuno ha le gambe amputate, altri declinano. Provochiamo. Non si può parlare di terrorismo, non si può sfogare rabbia civile che ogni giorno viene accumulata subendo, inermi, la bulimia di informazione, che ci confonde, si attorciglia su opinioni autoritarie che ormai hanno sostituito le idee autorevoli, sulle emozioni che dominano la ragione. Non si può nemmeno lontanamente sfiorare l’idea di potersi confrontare sull’efficacia reale — quella della prossimità, dei quartieri, delle vie notturne, […]

  

La sinistra pensa ai rave, le partite Iva pensano al suicidio tra le bollette. Cara destra non legittimare l’infantilismo della sinistra

Il trappolone sotto al Cuppolone. Ora tutto il quartier generale della destra pensante e operante è chiamato a Roma per governare il Paese. E sotto al sole del Cuppolone dovrà dimostrarsi matura. Nell’attesa che si declini la triade santa che Sgarbi neosottosegretario alla Cultura ha evocato (più cultura nella politica, patrimonio e conservazione), quest’ultima deve interrompere il loop rigenerante dei poveri orfani di Chomsky e Marcuse, dei nipoti zoppi di Gramsci e Marx: andare da A a B, dalla costruzione alla provocazione, che è distrazione. La destra condanna i rave? La sinistra ne fa IL caso politico, sociale, quotidiano, culturale, […]

  

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