Fascisti ovunque. Ecco chi sono e perché sono il male (più del green pass)

Sarei sempre stato curioso di chiedere a Virginia Raggi chi fu Alessandro Pavolini o Nicola Bombacci, al limite Ettore Muti. Poi, mi sarei ripromesso di invitarla a pranzo a Trastevere, cercando di capire perché mai Roma, a cui il fascismo diede molto in termini architettonici e urbanistici (consiglio la lettura di “La Roma di Mussolini. La più completa ricostruzione delle trasformazioni della città durante il regime fascista”, di Paolo Sidoni per Newton Compton Editori), quantomeno per lo spazio occupato con una precisa visione,  non meritasse un museo del Fascismo – come lei stessa ebbe a dire chiaramente -. Misi sul […]

  

L’unica maglietta rossa che riconosco è quella dei Vigili del Fuoco. I simboli che muoiono, l’inefficacia populista e la follia progressista

Un prodromo necessario per entrare nel tempio del buonsenso, le cui sfumature coglierete nel corso di queste righe. L’unica maglietta rossa che mi parla di vita, l’unica capace di proteggere il buono degli uomini, l’unica che può fermare l’emorragia di umanità è quella ritratta in questa foto (tratta da Modenatoday), quella dei Vigili del Fuoco. Guardate questa foto e chiedetevi ciò che evoca. Ciò che vi evoca. A cosa vi fa pensare se non a un senso continuo dell’esistenza. Perché in queste poche lettere iniziali vi sia una riflessione, una provocazione, un invito a raccogliere i simboli e incarnarvi negli […]

  

Gene Gnocchi, quella non è satira: è merda!

Claretta Petacci è un maiale. Ah, che belle risate. E che riflessione arguta. Ma quale satira? Questa è merda. Pura, purissima merda chic, partorita dalla mente del democraticissimo progresso secondo cui non ci sono vincoli, nella comunicazione, né tabù; e la moralità, il buon senso, il buon gusto, ci stanno stretti, come antichi orpelli ormai in disuso. Cosa voleva dire Gene Gnocchi, ora che prova a difendersi – “Mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato ma rivendico diritto di satira” (Huffington Post) -, o che provano miseramente a difenderlo – come Selvaggia Lucarelli, che dall’alto delle sue forme intellettuali […]

  

Spegni la Fiamma, accendi la Fiamma. Se la destra si dà all’archeologia mentre l’Italia marcisce

Indiana Jones e il mistero dell’arca dell’Alleanza (Nazionale). Solo un archeologo poteva andare a caccia della grande arca dell’Alleanza (Nazionale). Solo un archeologo poteva andare a trattare di archeologia (politica). Spettri, evocazioni, ricordi, grandi regnanti, polvere e piramidi sommerse dal tempo. Egitto, direte voi: no, destra italiana. Esattamente, la destra della destra o la destra alla destra, non potete sbagliarvi. Non quella moderata, ehm, aspetta sì, moderata ma conservatrice, moderna in realtà ma più vicina ai padri di quanto si creda; o meglio, nazionale ma antieuropeista. No, aspetta, non proprio antieuropeista, antimondialista, per un’Europa diversa. Vabbè, insomma, quella che un […]

  

Distruggere gli orticelli e far rinascere la destra, ora!

06 giugno 2016: il caos. Ormai si vota, si pensa cavalcando l’onda emotiva, senza base, né radice. Non importa come il Pd si sia ridotto (tra Banca Etruria, mafia capitale, politiche sull’immigrazione, indagati vari, ricchi premi e cotillons), non importa che il M5S sia una sorta di gioco di ruolo alla Orwell, lobotomizzante. Non importa più nulla ormai. Roma casus belli. Chi scriverà i discorsi al sindaco Raggi? Dalla funivia si vedrà meglio l’abusivismo edilizio, quei due tossici mentre si bucano, si potrà capire dove sono le buche o le buste dell’immondizia così da riuscire a fare per bene lo […]

  

Il futuro della destra? Il feudalesimo e le guerre tra vassalli. Tristezza.

Si può uscire dal feudalesimo? Soprattutto, si vuole farlo? Agli occhi dell’elettore medio, povero portatore d’acqua con le orecchie, povero attaccatore di manifesti notturni, salvadanaio di insulti all’uscita del metrò nell’atto eroico, oggigiorno, della distribuzione del volantino elettorale, la bagarre incredibile che si sta generando tra i personaggi in cerca d’autore della destra italiana – di Pirandelliana memoria -, come appare? Di certo, non come uno sprint entusiasmante ed incoraggiante alla guerra – come quando Almirante riempiva piazza del Popolo a Roma, come quando ci fu Fiuggi nel ’95 o come quando Berlusconi scendeva in politica -, piuttosto come una […]

  

I “camerati” della Lega: neri per caso?

In principio fu il celodurismo e “io un accordo con chi va con i fascisti non lo firmerò mai, in questo caso addio”, era il 1994. Poi, con “loro”, ci cadde dentro. In principio bisognava salvare la Lega dall’estinzione. Il carroccio di un tempo ha mutato volto. Dall’indipendentismo, dal federalismo ad una rivisitazione in chiave nazionalista, e non solo. Meno quartierismo, più penisolismo. Insomma, la vecchia generazione del “Roma Ladrona”, storicamente capitanata dallo Sciur Bossi, ha inevitabilmente allentato il passo prima culturale, strutturale poi elettorale, per fare spazio a Matteo Salvini, uno che, evidentemente, ha l’hobby dei (riusciti) restauri e l’armadio pieno […]

  

Quei colonnelli che non saranno mai generali

Forse, questa volta, è stata tolta la plastica dal divano. Avete presente quella sottile patina triste, brutale ed impolverata che ogni zia tirchia e cagacavolo teneva sui divani per proteggerli dall’incombente usura del tempo e del deretano? Quel palliativo vecchio, muffoso e stantio che ricopriva l’elegante sofà, lo soffocava e, di certo, non lo proteggeva dal tempo che passa, dalla fine dei suoi giorni. Ecco, forse quella patina plastificata è stata tolta dal divano. Intanto è ufficiale: Gianfranco Fini sarà sindaco di Montecarlo. Svincolato da tutto, potrà dedicarsi al ruolo derivante dalla solenne investitura. Fini è finito e con lui […]

  

Meloni, Renzi, Boldrini & co: chi sono i fasci e chi gli antifasci?

In principio era il politburo della Boldrinova. Ella, prima di abbracciare la Chiesa, incontrando la parola di Monsignor Galantino, divenendo così la Santa patrona dei voti e deliparaculi e prima di buttare giù obelischi, ebbe la visione di mutar l’italico idioma affinché fosse rispettoso della donna: non più presidente bensì presidentA, non più avvocato bensì avvocatA. Non più cazzaro bensì cazzarA In questo cacciucco istituzionale, si fa fatica a distinguere i tratti. Come si fa a riconoscere in Alfano un Ministro dell’Interno ma, soprattutto, un uomo di destra, quantomeno, di centro destra? Lo stesso individuo che ha un criterio di […]

  

Il blog di Emanuele Ricucci © 2021
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