“Wout van Aert  è stato sottoposto a un’operazione chirurgica che ha dato un risultato positivo. Dagli esami effettuati risultano la frattura dello sterno, quella della clavicola e diverse costole rotte. Non è possibile valutare quando Wout potrà tornare in sella alla sua bici. Le prossime settimane saranno dedicate al suo recupero. Non potrà partecipare quindi alle Classiche primaverili ed è incerta la sua partecipazione al Giro d’Italia. Nelle prossime settimane prenderemo una decisione in base al suo recupero. A nome di Wout, ringraziamo tutti per il supporto. Ora si spera possa continuare il suo recupero serenamente…”.  Il comunicato della Visma Lease a Bike non lascia spazio a troppe interpretazioni: la stagione di Wout van Aert comincia nel peggiore dei modi e in un certo senso finisce proprio dove il campione belga quest’anno aveva deciso di cominciarla cioè da quelle classiche del Nord, Fiandre in particolare, a cui puntava e a cui aveva  dedicato tutta la preparazione che l’aveva portato a cambiare abitudini, programmi e obbiettivi, ciclocross compreso. Se tutto andrà come  il mondo del ciclismo si augura potrebbe essere di nuovo in sella con una condizione accettabile per il Tour de France che probabilmente non aveva messo in programma di correre ma che ora potrebbe diventare uno dei suoi obbiettivi per rientrare in gruppo. “Difficilmente sarà al Giro…” spiega il comunicato della Visma e anche se dovesse esserci non potrebbe esserci al 100 per cento  perchè con una clavicola, uno sterno e nove costole rotte la convalescenza è,  anche per una atleta della sua forza, verosimilmente lunga. Mancherà Van Aert. Mancherà alle Fiandre e alla Roubaix perchè il suo annunciato duello con Mathieu Van der Poel è il valore aggiunto di sfide che già di per sè sono epiche ed affascinanti, così è stato negli ultimi anni e così si spera possa esserlo ancora per molto. Ma è inutile nasconderlo: il ciclismo da sempre si fonda sulle grandi rivalità e la storia di questi due campioni è quella che sta catturando la fantasia e il cuore dei tifosi. Una rivalità che dal ciclocross alle grandi classiche vive di grandi duelli, grandi vittorie e grandi sconfitte ma anche di un grande rispetto che aggiunge valore a valore. Mancherà al Giro d’Italia e ai tifosi che non vedevano l’ora di seguire il belga sulle nostre strade, di applaudirlo e di ammirarlo. Sì perchè Van Aert il Giro non lo avrebbe vinto ma sicuramente infiammato come già ha fatto al Tour, considerando che uno dei pochi campioni oggi capace di vincere e di essere protagonista nelle fughe, in salita, in volata. E mancherà a tutto il ciclismo in questi mesi perchè mancheranno la sua classe assoluta, il suo carisma,  la sua generosità e il suo essere spesso sfortunato protagonista. E forse è proprio  questo che lo rende così amato: in bocca al lupo.