Pucon in molti non sanno neppure dov’è.  America Latina, Cile, una lunga lingua di terra percorsa tra mille peripezie dalla Carretera Austral, la spina dorsale del Sudamerica, la strada che il  generale Pinochet costruiva e i cileni distruggevano che arriva fin laggiù dalle sue parti in quella Patagonia che è davvero il Sud del Mondo. Terra che corre fianco a  fianco dell’Argentina, più verde dell’ Irlanda,  più ghiacciata che al Polo. Terra di Daniel Fontana, campione una volta argentino e oggi azzurro che a 38 anni , dopo due olimpiadi, dopo un argento mondiale,  dopo tante  vittorie e qualche delusione  ha ancora gambe, cuore e testa per giocarsi un ironman.  Mezzo per la verità ma di quelli tosti.  Pucon Daniel Fontana sa perfettamente dov’è:   qui ha esordito nel 1994 quando aveva solo 18 anni e qui ha già vinto nel 2005 e nel 2011.   Ma a 38 anni senti la rabbia che sale, conosci la strada e sai cosa ti aspetta per arrivare dove vuoi.  Così il capitano della Dds di Settimo milanese domattina riparte. Un nuovo assalto ad un titolo che è solo la prima tappa di un anno importante, di viaggio più lungo verso le Hawaii e verso la prima vittoria italiana in un Ironman.  Forse anche per questo, forse per preparare questa gara, forse per far sì che i sogni diventino il più possibile realtà l’azzurro è volato in Argentina i primi di dicembre, come ogni inverno. Tra General Roca e Bahia Blanca dove c’è la sua storia, la sua famiglia e gli amici di sempre. “Pucon è da diverse stagioni una tappa fissa del mio calendario agonistico- racconta Fontana-  Amo questi luoghi e conosco bene le caratteristiche e le asperità di un percorso non semplice e che bisogna saper bene interpretare. Ho gestito al meglio le ultime sei settimane di allenamento in Argentina, la mia terra, e sono riuscito a rigenerarmi mentalmente e fisicamente dopo una lunga stagione agonistica che si è appena conclusa. Ancora una volta sarò al via con grandi nomi del triathlon long distance mondiale e quindi non bisognerà dare nulla per scontato. Sono comunque qui per fare bene e per non accontentarmi. Questo dovrà essere per me il migliore inizio possibile di una stagione nella quale gareggiare al top dell’elite mondiale di specialità”.  Quest’anno la gara di Pucòn sarà durissima. Di stagione in stagione la concorrenza aumenta e la lotta per le prime posizioni è sempre più feroce. “Io ho staccato molto tardi quest’anno- racconta l’azzurro della Brooks-avendo gareggiato fino a novembre e quindi arrivo qui in Cile con solo cinque settimane di preparazione reale e specifica. Non importa. Cercherò di farmi bastare i 20 anni di triathlon che ho nelle gambe. Anche se va detto che ho lavorato molto in queste settimane con una media  18 km di nuoto, 350 di bici e 60/70 di corsa circa”.  Ma domani non sarà facile .  Al via del 70.3 di Pucon ci saranno atleti di tutto rispetto e il capitano della Dds dovrà fare i conti con loro. A cominciare dallo spagnolo Marcel Zamora, più volte vincitore dell’Ironman di Nizza e due volte oro nella durissima prova di Embrun e da Reinaldo Colucci, medaglia d’oro ai Giochi Panamenricani del 2011 e vincitore uscente qui a Pucon.  MaFontana si dovrà guardare anche da Luke Mckenzie, già vincitore nel 2008 dell’Ironman in Giappone e nel 2009 e 2010 in Malesia, China e Brasile e vicecampione del mondo a Kona lo scorso anno e da Michael Lovato, terzo in Cile lo scorso anno. Insomma sarà una bella battaglia. Che comincerà domattina alle 11.30 ora italiana e si potrà seguire in diretta streaming sul sito dell’Ironman di Pucon. (www.ironmanpucon.com/es/noticias/herbalife))

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