Milano come Los Angeles, il palazzo della Regione Lombardia come il Dolby Theatre per una lunga notte da Oscar. Milano capitale dello sport, quello vero come il triathlon per un gran galà che domani sera vedrà sfilare gli atleti più forti di uno sport che fa per tre e che sta diventando un po’ la nuova frontiera del fitness. Nuotare, correre e pedalare tutto d’un fiato e tutto raccontato in uno show per scoprire chi, nella stagione scorsa, è stato il migliore, il più forte o solo il più fortunato. Una kermesse che Dario Nardone giornalista, atleta e direttore della rivista Fantatriathlon, una bibbia in questo settore, ha inventato e voluto trasformando la prestigiosa sala convegni di palazzo Lombardia in una luccicante zona cambio in cui sfileranno il miglior presente e il miglior futuro di questa specialità. «Una bella sfida nata molti anni fa quasi per gioco sul web quando abbiamo chiesto ai nostri lettori di indicarci i migliori atleti della stagione e che pian piano è cresciuta ed è diventata grande -racconta Nardone - Ora siamo qui e non sembra quasi vero. E mi fa piacere che questo appuntamento cada proprio nel decimo compleanno della rivista on line. E’ quasi un segno del destino». Tutto in un sera quindi. Anzi in una serata di gala dove a fare gli onori di casa ci saranno tanti uomini di sport. Da Antonio Rossi uno che di ori al collo pagaiando sulla sua canoa se n’è messi diversi e ora fa l’assessore in Regione, al presidente della Federazione italiana di triathlon Luigi Bianchi che ha dato il patrocinio alla manifestazione, al presidente del Coni lombardo Pierluigi Marzorati, l’ingegnere volante che ha scritto un bel pezzo di storia del basket azzurro quando a Cantù andavano di moda la birra e la sua maglia numero 14.  Ma il palco di palazzo lombardia sarà anche una «zona cambio» molto in stile Deejay una radio che con lo sport (e col triathlon) ha da sempre un feeling particolare. Con Linus, maratoneta e ciclista, a fare il bravo presentatore in attesa di decidere quando tuffarsi in un’avventura che lo sta aspettando, con Aldo Rock a raccontare le sue storie credibili (e incredibili) di «uomini che faticano e che non mollano mai» e con il regista di «Deejay Chiama Italia» Alex Farolfi (lui pure runner, ciclista e nuotatore) a curare musiche e filmati. Una notte degli Oscar con il meglio di questo sport che tanti (sbagliando) credono ancora solo per «marines», a contendersi una statuetta che vale una stagione. Dal carabiniere Alessandro Fabian, già tra i migliori ai Giochi di Londra e al quale il nostro triathlon olimpico affida buona parte delle speranza di salire sul podio ai giochi di Rio tra due anni a Daniel Fontana, l’azzurro-argentino della DDs di Settimo Milanese che è tra i migliori Ironman mondiali in circolazione e che quest’anno sogna di diventare il primo italiano a vincerne uno. Ma la compagnia è ottima. A cominciare dall’altro azzurro Alessandro Degasperi (Us Trento) altra nostra punta di diamante nelle gare di lunghissima distanza a Daniel Hofer, Davide Uccellari, Massimo Cigana tanto per fare qualche nome. E, quasi irriconoscibili, in abito da sera e tacchi al posto della muta e delle scarpe da corsa, ci saranno anche tante brave (e belle) fanciulle a sfilare sul palco della sala regionale: da Anna Maria Mazzetti ad Alice Betto, da Martina Dogana a Sara Dossena a Micol Ramundo a cui è affidata la conduzione tecnica. Tutto già deciso, vincitori e vinti. Ma per conoscere i nomi dei più forti scelti dalla giuria guidata da Marco Sbernadori, il papà del triathlon italiano, con Andrea De Luca, voce del ciclismo Rai, e Fabio Vedana uno dei tecnici più apprezzati in circolazione ovviamente bisognerà aspettare domani sera. «Milano non è l’America» cantavano qualche anno fa i Timoria e Palazzo Lombardia non sarà il Dolby Theatre di Los Angeles ma la formuletta di rito resta sempre la stessa: «The winner is…»

 

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