Milano punta sulla mobilità green ma ignora un bando da 41milioni
Chi vive 0 lavora a Milano sa bene quanto in questi ultimi anni l’amministrazione di Palazzo Marino si sia concentrata sul tema della mobilità. Mobilità green, ciclabili, una vera e propria “guerra” al trasporto privato disincentivato in tutte le sue forme con i ticket d’ingresso di Area C, con i divieti di Area B, con le multe ( Il Comune di Milano lo scorso anno ha incassato oltre 204 milioni) con il prossimo stop dall’autunno 2025 alle moto Euro 0,1 e 2 e per le Euro 3 dal 2028. L’obbiettivo dichiarato è rendere la mobilità più sostenibile possibile, abbattere l’inquinamento e mettere Milano al passo di tante altre grandi città europee che in questo senso si sono mosse prima e meglio. Fa specie allora sapere che un bando di 41 milioni che metteva a disposizione fondi per rendere più accessibili le stazioni ferroviarie e favorire (come piace alla giunta Sala) gli spostamenti dei pendolari con treno e bus lasciando a casa l’auto sia stato completamente ignorato.
C’era un bel pacchetto di risorse europee a disposizione. Regione Lombardia ad agosto 2024 ha lanciato un bando da 41 milioni di euro, aperto a Rfi e a una serie di Comuni lombardi selezionati, tra cui Milano che addirittura poteva partecipare con progetti che riguardassero tutte le stazioni della città. Progetti per razionalizzare i piazzali esterni, potenziare la rete ciclopedonale verso gli scali, realizzare nuovi spazi per il bike e car sharing, parcheggi per le biciclette e velostazioni nonchè interventi infrastrutturali per l’interscambio tra diversi mezzi di trasporto. L’obiettivo di Regione: «incrementare la qualità e l’efficienza della mobilità attiva e dei trasporti pubblici», migliorare «la sicurezza e l’affidabilità del servizio» e «disincentivare l’uso dei mezzi privati».
Una bella varietà di opzioni per la mobilità green. Si tratta del bando «Multimodale Urbano» lanciato il primo agosto 2024 con un termine inizialmente fissato al 18 ottobre e poi prorogato al 18 novembre. In palio contributi fino a 20 milioni di euro a fondo perduto e fino al 100% del valore delle spese ammesse. Il 13 gennaio Regione ha pubblicato le domande ammesse, diciotto su ventuno. Ci sono i Comuni di Sesto San Giovanni, Rho, Brescia, Cremona, Treviglio, Ponte San Pietro, Abbiategrasso, Mantova, Lissone, Lodi, Como. Lecco, Varese, Busto Arsizio, Morbegno, Bergamo, Desio e Monza. Fuori Caronno Pertusella, Verdellino e Codogno perchè le aree proposte non erano attinenti al bando o per motivi tecnici. Il Comune di Milano? Non pervenuto. Zero proposte e (ovviamente) zero contributi.
«Delle due l’una, e sarebbero entrambe gravi – tuona il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Bestetti -: o la giunta Sala non si è accorta del bando, è stata superficiale, disattenta, e ha fatto perdere un’occasione importante alla città, o ha scelto apposta di non partecipare per qualche motivo politico, forse per non riconoscere pubblicamente che Regione sui temi della mobilità alternativa è molto concreta». Si trattava di un bando molto interessante, con una forte dotazione finanziaria impostato proprio per realizzare interventi con progetti per «migliorare l’accessibilità alle stazioni, l’integrazione tra trasporto pubblico e ferroviario, l’utilizzo del bike sharing.