In bici, insieme. In bici a Milano o sul lago di Lugano, in Val d’Ayas, ai piedi del Monterosa, in Garfagnana. In bici spesso, appena si può, pedalando per riempire quei «vuoti» che ti fanno chiedere quali sono i confini che rincorrono i tuoi occhi e la tua mente. Piero Moroni e suo figlio Tommy, che soffre di autismo in bici condividono da sempre strade, sterrati, viaggi. «È stato un modo per crescere insieme- spiega Moroni, 60enne medico milanese- Pedalare è la mia passione e ho cercato da subito di trasmetterla a Tommy da quando, piccolissimo, ha iniziato a muoversi con le rotelle e poi, più grande, con delle ruote più grosse tipo quelle da carrozzina che lo sostenevano. Oggi ha 27 anni e praticamente è in grado di seguirmi ovunque con una buona autonomia». Non è stato facile, ma una conquista quotidiana fatta a piccole tappe, con piccoli progressi. «All’inizio abbiamo dovuto superare innanzitutto i problemi di equilibrio- spiega Moroni- Non solo. Tommy ha dovuto imparare a guidare la bici, a frenare, a ripartire. I primi tempi pedalavamo solo in fuoristrada, con la mountainbike su sterrati senza auto. Poi abbiamo provato a muoverci anche su strade ovviamente poco trafficate e qui Tommy ha dovuto imparare a riconoscere i cartelli, la segnaletica stradale, i pericoli…». Un lungo viaggio quello di Piero Moroni con suo figlio Tommy, un’avventura che ha legato un padre e un figlio e che certamente ha fatto crescere entrambi. Ma che ora vuole diventare anche qualcosa in più nel dare un po’ di speranza a chi con l’autismo ci deve fare i conti quotidianamente perchè, il solo gesto del pedalare, porta benefici non solo alle capacità motorie e la coordinazione dei ragazzi ma favorisce l’interazione sociale e il loro senso di indipendenza. Il 12 aprile Tommy e suo padre e tanti altri ciclisti che si uniranno alla pedalata organizzata da Cycling4Autism ( l’associazione creata da Moroni) e Angsa, l’ Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo, partiranno da San Siro per raggiungere a Novara, il Centro per l’autismo Enrico Micheli e sostenere così il progetto «AmbaradAut», una casa per i ragazzi che soffrono di questo disturbo. «Non so quanti saremo, pero tanti, anche perchè chiunque voglia potrà partecipare- spiega Moroni- Pedaleremo su strade secondarie passando scegliendo dove ci sono soprattutto le ciclabili. Arrivati nel centro Micheli a Novara saremo accolti dalla musica dei Tamburi Uniti, ci sarà un pranzo e poi verranno illustrati i progetti che sosteniamo. Ma il senso di questa pedalata è soprattutto il messaggio rivolto alle famiglie che hanno ragazzi autistici, il desiderio di far conoscere loro che ci sono opportunità nello sport, nel ciclismo che si possono cogliere, che c’è il modo di renderle concrete, di spazzare via paure e timori».