06Dic 15
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La Le Pen vince mentre la destra nazionale zappa gli orticelli, lavora sodo per mettere da parte i soldi e fuggire in Francia. A giudicare dalle bacheche di Facebook, pare di vedere Alleanza Nazionale vincere le “politiche” Così, mentre Gad Lerner crea scioglilingua meravigliosi, tra un maalox e l’altro, in cui non si capisce bene chi fascistizzi o sfascistizzi cosa, sono lontani anni luce i futuristi italiani che invadevano di avanguardia la Francia uscendo col loro manifesto su Le Figaro. Sembrano passati anni luce quando nasceva il Front National ad immagine e somiglianza del Movimento Sociale Italiano. Se un tempo […]
Il blog di Emanuele Ricucci © 2026
27Nov 15
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C’è un uomo che ne ha coniato l’origine, ne ha offerto nomenclatura, finalmente, ha dato loro un nome affinché non si scambiassero mai più per arte, specie contemporanea: sgunz! Quell’uomo è Angelo Crespi, fine critico d’arte e lucidissimo intellettuale. Se ti svegli una mattina e hai un’irrefrenabile voglia di trafugare più di 200 ostie consacrate, per poi gettarle a terra e comporre la parola “pedofilia”; poi allontanarti esterrefatto, rimirare la scritta, ricordarti di avere ventisette anni, sentirti genio, iconoclasta, eretico, eterno ed organizzare mostre qua e là per esporre la ‘dicitura’ da te creata, fatta di particole sacre: ecco, questo […]
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25Nov 15
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Scrittore, patriota, romanziere. Cinema, teatro, per cui ha scritto e recitato. Ragionando per stereotipi, tecnicamente, avrebbe dovuto far ammattire l’uomo, e la donna, di destra, in tutti i sensi: un moderno samurai giapponese, omosessuale, muscoloso ma gentile, erudito e pieno d’amor patrio. Avrebbe dovuto ed invece Yukio Mishima è un riferimento che apre la testa, riduce al minimo la banalità e forse anche per questo risiede di diritto nell’olimpo delle colonne culturali di una destra smaliziata ma pienamente cosciente della sua identità, grazie alla sua vasta produzione letteraria ma, soprattutto, al suo esempio umano. Eppure ridurlo ad uno stereotipo, etichettarlo […]
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19Nov 15
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A tre giorni dal sangue del Bataclan, spostarsi non è questione semplice. Riuscire a scindere la psicosi dal pericolo reale, non è questione semplice. Metti che a tre giorni dal sangue del Bataclan devi andare a Milano con un mezzo pubblico, che so un treno. Al terrore, certamente, non bisogna cedere nulla, neanche un metro; piegarsi su se stessi significherebbe offrire l’ennesimo assist ai disgraziati barbuti, soprattutto dopo che l’Europa si è sbattezzata, ha preso una botta in testa ed ha aperto le cosce al denaro, al pensiero unico, alla (dis)integrazione. E questo, gli uomini del califfo lo sanno, eccome se lo sanno. […]
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17Nov 15
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Ma sono l’unico ad essersi rotto un po’ le palle? La Francia bombarda l’Isis. Noi ci bombardiamo d’angoscia. Aggiornamenti continui, uno ogni due minuti, ti ricordano che potrebbe arrivarti addosso una pallottola di AK47, che qualcosa potrebbe saltare per aria. Inviati, collegamenti, ricostruzioni, news. Urla, strilli. Poi ancora mappe, titoli, sottotitoli, breaking news. Opinioni, opinioni, opinioni di esperti di tattica militare, di politologi, di scienzoidi. Tempi da riempire. Soluzioni reali, immaginifiche. Mistificazione totale. Bar. Milano, zona Porta Genova. Esci pensando a quando giocavi all’asilo con gli amichetti in pantaloncini, torni con rinnovato terrore addosso: per sbaglio la tv era accesa, […]
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15Nov 15
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D’istinto… Da Youporn si esce, da Facebook anche. Dai loop è difficile. Girano in tondo e in tondo e in tondo come le palle di chi ci sta ancora con la testa in mezzo a questo caos. Figuriamoci dal blocco di pigrizia mista a voglia di rivoluzionare tutto in due virgola quattro secondi, lo stesso tempo che Google impiega ad offrire risultati alla richiesta di qualsiasi cosa. A questa gioventù, d’altronde, non viene chiesto di salvare il mondo, viene chiesto, quantomeno, di sentirselo proprio, non come uno scomodo lascito. Dove sono i volti delle nuove leve del futuro occidentale, europeo, solo […]
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14Nov 15
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Reagisci Europa, l’occidente ha fallito, schifosamente fallito, piegato dalla tolleranza. La colpa è nostra. Troppo volte ci siamo scusati per chi siamo, dimenticati di chi siamo. Ma la colpa, Europa, non sarà delle destre, dei razzisti. Reagisci Europa, svegliati dal torpore. Non ti fermare ora prendi l’iniziativa o sarà troppo tardi. Reagisci Europa, continua ad essere ciò che sei e difendi i tuoi confini con fierezza, senza vergogna. Vergogna, perché? Da quando difendere la propria gente è una vergogna, da quando è questione fuori tempo, fuori moda, in che modo il progresso, l’avvenire debbano impedirti di accorrere in soccorso dei […]
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13Nov 15
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Nell’epoca dell’estremo materialismo caldo e coccoloso che pianta su un divano, falsamente felici e rende immobilfermo ad accarezzare schermi, spaventa, forse, il ritorno alle proprie trascurate responsabilità coscienziali, ai propri valori morali positivi, alla propria dimensione spirituale, evidentemente. Dall’oppio dei popoli alla giustificazione dei popoli, chissà. Che il cristianesimo, da queste parte, tremi e rischi la fine per opera dei ‘cristiani stessi’ (senza fare di tutta l’erba…), farisei nel tempio, non è una novità. Che l’Europa ignori le proprie radici cristiane, non è una novità. Che vaticanizzando Dio, lo si uccida, che cercarlo solo nelle Chiese e nelle offerte, nei moralismi tardoantichi o negli […]
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09Nov 15
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Una piccola missiva, tra coetanei della stessa generazione. A te, che scendi in piazza per devastare la dignità. Caro coetaneo esponente dei centri sociali, lascia stare, non ti convertire, non tornare sulla buona strada. Continua a fare come fai che di bravi ragazzi che aprono il portfolio per farsi un curriculum così a gratis è piena l’Italia. Continua a vedere tutto com’è: tutti razzisti, tranne te, tutti violenti, tranne te, tutto inutile tranne te, continua così. Uno come te, appunto, alla società civile, già fiaccata e massacrata dall’illegalità, mascherata da legalità, la tua lotta anacronistica, retrò, muffosa non serve né […]
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04Nov 15
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Marcello Veneziani è un provocatore. Sì, basta. È ora di dirlo. È un provocatore perché si permette di scrivere agli italiani quanto ami l’Italia e non solo, è andato oltre. Si permette, addirittura, di girare il Paese per manifestarlo, sì, lui in persona, pubblicamente e per davvero. Marcello Veneziani è un provocatore di nostalgia, quel rimedio attivo e salvifico all’indurimento della propria coscienza nazionale, allo spegnimento dell’identità intima e di popolo tra i balzelli retorici di Messere LoRenzi il piccolo, nel cui regno, amare l’Italia è roba per vecchiastri intristiti. Marcello Veneziani è un attentatore. Attento a difendere l’amor patrio, attenta […]
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