20Feb 26
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Ogni volta che riprendo in mano un classico della nostra letteratura penso ai melomani. Alla loro passione. Al loro entusiasmo nel sedersi in galleria e assistere per l’ennesima volta all’allestimento di un’opera. Se sono fortunati si tratta di un nuovo allestimento. Che consentirebbe loro di far confronti sulle diverse impostazioni della regia, della scenografia e anche della direzione orchestrale. Se non sono così fortunati potranno sempre aspettare con trepidazione quei “passaggi” che hanno sempre scaldato i loro cuori, quei vocalizzi e quei virtuosismi che li hanno sempre riempiti di meraviglia e vedere quanto il tempo ha mutato il loro stesso […]
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27Gen 26
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Finalmente un libro che divide e fa discutere. D’altronde è a questo che dovrebbero servire le opere di ingegno. Il libro in questione è l’ultimo romanzo di Ian McEwan (Quello che possiamo sapere, Einaudi). In questo blog si dovrebbe parlare principalmente dei romanzi “che restano”. Quelli che superano la prova anche del trasloco. Quelli che non vengono mai tolti dagli scaffali della libreria domestica perché sempre attuali, perché divenuti col tempo dei classici contemporanei, perché il loro messaggio riesce a parlare a ognuno di noi in modo diverso ma sempre efficace, e perché non si sa mai: magari un giorno […]
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05Gen 26
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Non serve sottolineare qui che Arbasino ha un posto di diritto tra i longseller e ancor più tra i classici contemporanei. Soprattutto per il suo Fratelli d’Italia che Feltrinelli riporta in libreria nella prima edizione (quella appunto di Feltrinelli del 1963, seguita poi da altre edizioni arricchite e pubblicate da Einaudi e da Adelphi). Un’edizione, quella ora accessibile anche ai “nuovi lettori” del Maestro di Voghera, impreziosita da una lunga e ghiotta postfazione di Giovanni Agosti. Un libro che ha fatto tremare gran parte dei frequentatori dei salotti dell’intellighenzia dei primi anni Sessanta perché ne ridicolizzava tic e piccole manie. […]
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24Giu 25
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Chissà se qualche critico di vaglia o qualche illustre accademico abbia studiato la devozione del lettore nella letteratura. La ricezione letteraria ha avuto un discreto successo nell’ultimo scorcio del Novecento. Eppure, anche in quel campo si dice poco della “devozione” del lettore. Quel sentimento, o disposizione d’animo, che è direttamente correlata alla produzione di un determinato scrittore. Quando una poetica, uno stile, le tematiche scelte e affrontate, tornano come una rassicurante promessa mantenuta, il lettore non se ne compiace e basta. Il lettore mette la sua passione in quelle parole nelle quali ritrova il mondo che aveva accantonato – ma […]
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02Mag 25
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Nel parlare di un romanzo o nel recensire un testo letterario raramente si usano espressioni di ammirazione. Spesso si considera sufficiente l’apprezzamento. Il perché è presto detto. L’ammirazione ci mette in una prospettiva di subalternità nei confronti dell’autore mentre l’apprezzamento è più un riconoscimento di qualità, che spesso si elargisce da pari a pari. A mia memoria non ricordo un testo critico dove l’esegeta usi l’espressione “nutro per questo testo e per il suo autore una profonda ammirazione”. Dopo la lettura di Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar (Einaudi, con la pregevole traduzione di Lidia Storoni Mazzolani) la prima sensazione […]
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12Nov 24
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Ho appena finito di leggere L’uomo senza qualità nella vecchia edizione Einaudi (con la splendida traduzione di Anita Rho). Era da tanto che mi ripromettevo di colmare questo gap. D’altronde il romanzo di Robert Musil è definito un classico del Novecento, una delle opere più importanti della letteratura mondiale, frutto del lavoro di un’intera vita proprio come lo sono stati l’Ulisse di Joyce e Alla ricerca del tempo perduto di Proust. Mi limito qui a dire che questa lettura è stata un’impresa davvero faticosa. Ben più stancante dell’Ulisse e senz’altro meno seduttiva del romanzo di Proust. Qui manca l’irriverenza e […]
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31Ott 24
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C’è una distanza siderale tra il Pablo della famosa canzone di Francesco De Gregori e il Pablo protagonista di una dei romanzi brevi che compongono il trittico Certe sere Pablo di Gabriele Pedullà (Einaudi). Eppure hanno raggiunto la propria “fama” negli stessi anni. Quegli anni Settanta legati ormai indissolubilmente alla militanza politica, al terrorismo e alla patina ideologica che tutto avvolgeva in un abbraccio spesso soffocante. Il primo, il Pablo del “Principe”, è una vittima. Un povero operaio emigrato, morto in un cantiere poco attrezzato. Il secondo è un capopopolo, un “primo della classe” che negli anni della “militanza obbligata” […]
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25Giu 24
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Possiamo azzardare un postulato: la letteratura fa della vita una prolissa teoria di trascurabili momenti interrotta improvvisamente da accadimenti e coup de théatre che scartano dal prevedibile. E tutto questo allo scopo di farci mutare punto di vista, oppure semplicemente allo scopo di sorprenderci mostrandoci il fascino racchiuso nello scarto alla regola. Più sanno mostrarci con maestria e vivida immaginazione questi momenti topici, più gli scrittori vengono da noi incensati e lodati. Penso, tra i tanti, soprattutto agli autori che si sono specializzati nei racconti. E tra questi soprattutto alle autrici come Alice Walker, Margaret Atwood o Alice Munro. L’idea […]
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Riccardo Duranti
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24Mag 24
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Siamo tutti d’accordo che i romanzi di formazione sono imprescindibili. Romanzi adatti a tutti. Indicati, ovviamente e soprattutto, per i giovani. Efficaci, però, anche per chi giovane non si sente più. Indicano, come sappiamo, un percorso di crescita. Raccontano la lenta ma inesorabile conquista della coscienza della realtà e del sé. Ci suggeriscono itinerari, ci disvelano segreti e soprattutto offrono esempi cui confrontarsi. Perché di questo soprattutto si ha bisogno quando si legge: conquistare il nome delle cose e dei sentimenti per poterli governare meglio per poterli sfruttare meglio. Terminata la lettura de La luna e i falò, però, mi sono […]
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10Feb 24
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L’insegnante ideale, l’ideale maestro, lo tratteggia Julian Barnes nel suo ultimo romanzo Elizabeth Finch (Einaudi, traduzione di Susanna Basso). Non ideale in senso assoluto. Bensì per i nostri tempi incerti, resi ancor più ingarbugliati dal predominio delle fake news, dal potere totalitario dei social, e dalla perfida e sottile prepotenza del politicamente corretto. Barnes ce lo dice con chiarezza: abbiamo tutti bisogno di Elizabeth Finch. La protagonista del romanzo? Non proprio. Semmai l’ossessione mentale dell’autentico protagonista: Neil. Gli amici e i parenti (che comunque gli vogliono bene) lo definiscono “il re dei progetti incompiuti”. Ed è tipico di un’anima in […]
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