Tecnologia con il cuore: il benessere digitale passa da scuola e famiglia
Se parliamo di salute e benessere, ormai, dobbiamo mettere in agenda anche quello digitale. Non perché lo smartphone sia il cattivo della favola, ma perché, quando l’online diventa arena, le ferite sono reali. È il senso di #cuoriconnessi, il progetto con cui Unieuro e Polizia di Stato lavorano da 10 anni su cyberbullismo e uso consapevole della rete.
Il Safer Internet Day 2026 lo ha celebrato con una formula che dice molto del momento che viviamo. Al mattino, all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, oltre 1.200 studenti in sala e 241.000 collegati in streaming da tutta Italia. Sul palco, con il giornalista Luca Pagliari, anche creator e voci vicine ai ragazzi: Emily Shaqiri e Alessandro Tomatis, con la partecipazione in sala di Pier Glionna, Anastasia di Lorenzo e Nate Iacono. Tradotto: se vuoi farti ascoltare, devi parlare la lingua giusta, senza scimmiottarla.
Il punto forte è l’approccio narrativo. Il settimo libro della collana #cuoriconnessi è diventato lo spunto per leggere storie, ascoltare testimonianze, far emergere emozioni. Come quella di Katia e Nello Cascone, genitori di Alessandro, che hanno trasformato un dolore in impegno. E c’è un dettaglio interessante: le audiostorie, quest’anno, sono arricchite anche dalle letture di Giusy e Martina Di Fratta, Samu Mara e Iris Di Domenico. Non è un vezzo, è un modo per tenere aperto il canale, soprattutto con chi, di solito, spegne l’audio degli adulti.
Poi arriva la novità più “benessere” di tutte: nel pomeriggio, alle 18.00, per la prima volta un incontro dedicato ai genitori. Perché la tecnologia, diciamolo, spesso la gestiamo come la dieta di lunedì: buoni propositi, poi mercoledì è già “solo cinque minuti”. E invece qui il messaggio è operativo. Il Capo della Polizia Vittorio Pisani ha ricordato quanto conti il confronto con genitori e insegnanti per cogliere indici sintomatici e trasformare i suggerimenti in «pillole educative» di prevenzione.
Bruna Olivieri, Country Manager di Unieuro, ha segnato il cambio di passo: «Oggi festeggiamo un traguardo che ci riempie di orgoglio: dieci anni di #cuoriconnessi.Un decennio in cui Unieuro insieme alla Polizia di Stato ha dimostrato che quando pubblico e privato credono davvero in qualcosa, riescono a costruire progetti straordinari. In questi anni abbiamo distribuito gratuitamente 2 milioni e mezzo di copie dei nostri libri nei negozi, online e attraverso i Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (COSC). Libri che hanno raggiunto decine di migliaia di insegnanti e studenti di tutta Italia e che sono diventati a loro volta preziosi veicoli di confronto e di riflessione, in classe e a casa. Con #cuoriconnessi non parliamo ai ragazzi dall’alto e non giudichiamo ma ascoltiamo e raccontiamo le loro storie. Solo oggi sono 241.000 gli studenti collegati in streaming e 1.200 quelli in sala con noi. Crediamo che una tecnologia priva di cuore abbia poco a fare con il progresso: per questo motivo dobbiamo tenere il passo e continuare a condividere storie e testimonianze per aiutare giovani e adulti a rendere il mondo digitale sempre più accogliente e inclusivo.”
In chiave benessere, il takeaway è semplice e concreto:
1) Ascolto prima del giudizio: spesso il silenzio è un sintomo, non una fase.
2) Regole condivise: meglio poche, chiare, rispettate anche dagli adulti.
3) Spazi di disconnessione: non come punizione, ma come igiene mentale.
4) Chiedere aiuto: a scuola, a professionisti, alle istituzioni, prima che la situazione scappi di mano.
Alla fine, «una tecnologia priva di cuore» non è progresso. È rumore. E il benessere, online come nella vita, comincia quando qualcuno decide di ascoltare davvero.
