Brandelli d’Italia. Dalla politica, al calcio, l’Italia è un’ impotenza mondiale

Brandelli d’Italia, l’Italia s’arresta, e in ogni principio, qui monta tempesta. Dov’è la vittoria? si svegli dal coma, riprendersi Roma, il grande amor. Stringiamoci a coorte, nella malasorte, Stringiamoci a coorte, ancora più forte. Rialzati Italia, ritorna molesta, ti prego, oh mia terra, rialza la testa.   Gli uomini insufficienti, e gli uomini piccoli. I primi entrano sbattendo la porta nella storia di un popolo; i secondo in punta di piedi la cambiano. Non perdere la fiducia. La fiducia in questa terra, guidata da uomini insufficienti. Che attraversano un momento, un momento solo, e non possono annullare la lingua che […]

  

L’Italia crepa, ma il problema sono ancora i fascisti. Facciamo “Piazza pulita” delle banalità.

Mentre tutto muore, qui, in questo letamaio di omertosi, di accontentati, di scesi a compromessi e mai risaliti; di nani che proiettano ombre di giganti, di corrotti e arrestati, indagati, e poveracci che si scannano davanti alla porta rotta di un ufficio di periferia per avere una casa popolare, mentre una partita Iva un figlio, in quest’unica, misera esistenza, se lo sogna, qualcuno sfata il mito e salva il mondo, e lo fa in diretta tv, su La7: durante il fascismo, è provato da alcune ricerche fatte ad hoc, i treni NON partivano in orario, ma soprattutto, non si poteva […]

  

Abbiamo bisogno di credere, per non crepare in un’orgia di robot

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E in questo spazio, non sarà la logica letterale, ma il significo sentimentale, del credere. Non sarà solo ritenere vero qualcosa, ma quel processo che mantiene gli uomini tali, e gli impedisce, ancora per un po’, di diventare replicanti. La scorsa notte ho acceso un lumino e ho lasciato che la sua fiamma ardesse nel camino per indicare ancora una volta ai miei morti la strada. Di seguire la luce. Unica casa prima e dopo la morte. Chi è andato avanti prosegue, e nella prosecuzione, nel cammino, nella continuità, nel continuo movimento sta la vita, la generazione e la rigenerazione. […]

  

Da Funari, Buscaroli e Zahreddine, ad Asia Argento. Viaggio nella morte della trasgressione

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Prendi il rap, magari Fedez. Prendi Asia Argento. Volevamo fare il mondo perfetto e va a finire che ci ribelliamo ai nostri fantasmi. Non è obbligatorio fare la fine di Tupac Shakur, morto ammazzato in una pioggia di proiettili a Las Vegas. Non è obbligatorio fare il rap. Non è detto che serva a qualche cosa, non è detto che sia alla portata. Ciò che l’italianità tocca, deprime. Dal Re Mida al Re Merda. Non tutto si può italianizzare, perché la nostra filosofia mediterranea è più adatta ai grilli che cantano le odi dei poeti antichi, che a tante giravolte della modernità […]

  

Fedeli, Boschi, Di Maio, Bizzarri, Fiano. La civiltà della casualità distruggerà l’Italia

Le parole di Luca Bizzarri sono una cosa seria. Fermi. Dove andate con la fantasia? Il comico che “legalizzerebbe tutto”, non solo la Cannabis, come ebbe modo di dire due anni fa, neo- direttore del Palazzo Ducale di Genova, tra le più prestigiose istituzioni artistiche d’Italia, commenta così su Facebook l’inizio delle attività culturali al Ducale, che lo vedono capitano: “Si comincia così. La prima mostra come presidente di Palazzo Ducale è questa, vi prego abbiate la pazienza di leggere queste poche righe. Quando mi hanno detto Rubaldo Merello la mia reazione è stata esattamente quella di molti di voi. […]

  

Che Guevara di destra o di sinistra? Basta crepare di passato e banalità! Il presente ha bisogno di noi: meno archeologi e più esploratori

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(IN FOTO: 2017. Silvana e Luigi dedicano un pensiero alla morte di Ernesto Guevara, avvenuta 50 anni fa esatti. “Degno” caso di non aderenza al presente) La civiltà del necrologio. Che guarda sempre l’orologio, perché ha un pessimo rapporto col tempo. Tempo, che deve dare per forza qualcosa, qualche frutto tangibile (poco importa se maturo, fradicio o ancora acerbo), ora, velocemente: in fretta! La civiltà del necrologio che vuole andare troppo avanti, su Plutone, non sa giocare al presente, – 5 milioni di poveri in Italia guardano in tv la sonda arrivare sul pianeta inesplorato -, e vive di lontani […]

  

Insegnanti, parlamentari, che fate lo sciopero della fame per lo Ius Soli: la fame non è un ricatto politico, è una grave emergenza. Vergognatevi!

Evidentemente era finito il caviale. Tanto valeva cominciare uno sciopero della fame. Come quelli di Pannella, ma senza la dignità epica della battaglia, della frizione, dell’abitudine militante. La casualità mi preoccupa. A livello di iniziativa, a livello di gesti. E fare lo sciopero della fame per stimolare l’applicazione dello Ius soli, da parte di insegnanti e parlamentari, è un gesto casuale, occasionale, decisamente stupido e irrispettoso. Nella brutta epoca in cui, di fame, in Italia, si può morire ancora. E per davvero. Tutto questo mi preoccupa. Mi preoccupa vedere tanti professori di sinistra affamati in un’aula di soli bambini. Di […]

  

Sei contro lo Ius Soli? Sei fascista, razzista, e rischi pure l’ “autismo”. Leggere per credere

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La realtà non esiste più. Ormai, al suo posto, vi è un pesto di narrazione, cortocircuitismo e nonsense. Sarebbe come a dire che chi è contro lo Ius Soli è un triangolo bislacco da mare. Ma come caspita scrive bene Massimo Recalcati. Il Repubblichin…pardon, Repubblicano, – con le parole e le definizioni non ci si capisce più nulla ormai, alla faccia di Nanni Moretti -, nel senso di intellettual-militante di Repubblica, il giornale del futuro, nell’edizione di ieri del quotidiano ci delizia di barocco e buon senso, in una soluzione narrativa che intercorre tra San Francesco d’Assisi e Filippo, l’addetto […]

  

Quei figli di un dio minore che la storia ha dimenticato. Il comunismo in bianco e nero.

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Echi lontanissimi, in tempi di caccia alle streghe, di legge Fiano. In tempi di negazione e rivalutazione storica superficiale. Di fragilità infantile, in cui spaventa un accendino con la faccia di Mussolini. Echi lontanissimi. Così rarefatti da sembrare un’orribile favola. Un incubo, una carezza distratta e ricomincia di nuovo il sonno profondo. L’eterno sonno della dimenticanza. Echi lontani, come le voci di Palden Gyatso, monaco tibetano che per ben 33 anni ha subito ogni sorta di vessazione fisica nelle galere cinesi, perché “il Tibet appartiene ai tibetani”. O come quella, tra follia e regime, di Andrea Bertazzoni, comunista italiano che nel […]

  

Basta con la nauseante retorica radical chic: l’uomo nero non è un santo, così come l’uomo bianco

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Mi sono stufato di sentirmi sempre un po’ bastardo. Di andare a dormire la sera col pensiero di svegliarmi razzista. Di essere un bianco che “ha tutto” (ho una Fiat Punto intestata e sto in affitto, null’altro, se non una famiglia e tanto lavoro, tante grandi soddisfazioni, e molta stima), alla faccia di chi scappa e non ha niente. Che può aggiungere un posto a tavola ad ogni ora del giorno o della notte in cui arriva l’ospite; magari con l’intenzione di lasciarlo proprio il posto a tavola e mettersi a servire l’ospite, spacciando la cosa per grande ospitalità. Chi […]

  

Il blog di Emanuele Ricucci © 2017