Dialoghi sull’Alimentazione: quando il cibo diventa metodo
Alla Treccani è nata la prima edizione dei “Dialoghi sull’Alimentazione”, promossi da Fondazione Istituto Danone e SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana). L’occasione è anche un omaggio ad Andrea Ghiselli, nel giorno della sua nascita, il 17 febbraio, e al suo stile: rigore scientifico e divulgazione senza scorciatoie.
Il filo conduttore è chiaro: in un’epoca di sovrainformazione, non basta “parlare di nutrizione”, serve proteggere il metodo. Lorenzo Morelli Presidente Scientifico della Fondazione Istituto Danone, lo ha detto senza giri di parole: «In un’epoca in cui la disinformazione si diffonde con rapidità, è essenziale tutelare la credibilità del metodo scientifico», ricordando che investire nei giovani significa anche costruire fiducia e competenze per il futuro.
Il tema della serata, le Linee Guida per una Sana Alimentazione, è stato affrontato come un “bene pubblico”: strumenti utili alla prevenzione, ma vivi, non scolpiti nella pietra. Laura Rossi (ISS) ha sottolineato che «Non sono statiche ma soggette a un processo continuo di revisione», e che l’eredità più forte di Ghiselli non è solo nei testi, ma nel metodo, «una scienza solida, condivisa e capace di parlare alle persone».
Dietro le Linee Guida, però, c’è un lavoro che parte da basi tecniche spesso poco note al grande pubblico. Anna Tagliabue (SINU) ha richiamato il ruolo dei LARN e il peso del lavoro collettivo: «Per l’ultima edizione, la quinta, c’è dietro un lavoro importante. E’ arrivata a 800 pagine con il supporto di 100 esperti». Dal dato al piatto, il passaggio chiave è la traduzione: numeri e nutrienti diventano alimenti, porzioni, abitudini.
Ma il vero banco di prova è un altro: cosa succede quando la scienza incontra la vita reale? Marino Niola, Antropologo, divulgatore scientifico, Università di Napoli Suor Orsola Benincasa ha fotografato bene il clima culturale: sul cibo cerchiamo spesso un “salvagente” o un “colpevole”. «Chiediamo ossessivamente qual è il cibo salvavita e qual è invece il cibo killer», avvertendo che questa logica “religiosa” rende fragile il rapporto con l’alimentazione e spalanca la porta a semplificazioni e false certezze. Per lui, la chiave sta in una comunicazione autorevole, lontana sia dai toni salvifici sia da quelli apocalittici.
La prospettiva si allarga quando entra in scena il sistema alimentare. Ana Islas Ramos Funzionario per la Nutrizione, Divisione dell’Alimentazione e Nutrizione FAO ha ricordato che le Linee Guida, per incidere davvero, devono fare un doppio salto: «Non possono limitarsi a informare i consumatori: devono anche orientare politiche, programmi ed investimenti nel sistema alimentare», includendo sostenibilità sociale, economica e ambientale. Insomma, non basta dire “mangia meglio” se poi l’ambiente in cui scegliamo non aiuta a farlo.
In chiusura, un messaggio che torna utile anche fuori dai convegni: meno magie, più continuità. Più scuola, più strumenti pratici, più tempo “buono” per il cibo, più lotta alla disinformazione. E più fiducia nel lavoro paziente che rende le evidenze comprensibili.
Nel segno di questa continuità è arrivato anche il Premio Andrea Ghiselli 2026, assegnato alla Dott.ssa Sofia Lotti (Università di Firenze) per la tesi “Chronodiet”: un modo concreto per ricordare che la scienza, se vuole contare, deve anche saper passare il testimone.


