Nel racconto della Pasqua c’è un aspetto che merita di essere rimesso al centro: il benessere non coincide solo con la rinuncia, ma anche con la scelta di un dolce fatto bene, pensato per essere condiviso e capace di dare piacere senza banalità. In quest’ottica, le proposte 2026 non parlano soltanto di festa. Parlano di qualità degli ingredienti, di lentezza nella lavorazione, di ricette che cercano equilibrio nel sapore e nell’identità.

A colpire, prima di tutto, è il ritorno di una pasticceria che punta sulla personalità. BreraMilano1930, con la collezione di colombe «Anni ’30», lavora sul doppio registro del gusto e dello stile: da una parte la maestria della lievitazione e la scelta di ingredienti premium, dall’altra un’estetica che richiama l’eleganza grafica di un’epoca precisa. Ne esce un dolce che non vuole essere solo buono, ma anche riconoscibile, con un incarto che racconta un’idea di raffinatezza e con una lavorazione che resta fedele alla tradizione.

Più sorprendente nella forma, ma sempre centrata sul piacere dell’assaggio, è la Fagianella® di Borsari. Qui la Pasqua si allontana dal solo simbolo della colomba e si apre a un lievitato dalla struttura soffice e avvolgente, nato per reinterpretare i grandi dolci delle feste. Le due varianti, una alla pesca con copertura al cioccolato e granella di zucchero, l’altra al cioccolato fondente, puntano su una golosità piena ma non casuale. Le 72 ore di lievitazione, il lievito naturale e la cura per la materia prima danno sostanza a un prodotto che cerca nella bontà la sua prima credibilità.

Sul fronte dei grandi classici, Giovanni Cova & C. continua invece a presidiare il terreno della colomba tradizionale, quella che non ha bisogno di effetti speciali per farsi ricordare. Uova fresche, mandorle, cristalli di zucchero e una ricetta che resta ancorata ai codici più riconoscibili della ricorrenza costruiscono un profilo rassicurante, quasi affettivo. Non è un dettaglio che la colomba classica con canditi e mandorle intere abbia convinto anche nel test d’assaggio di Altroconsumo per equilibrio, piacevolezza e consistenza soffice e scioglievole: segno che la bontà, quando è ben eseguita, continua a farsi notare.

Tra le novità più interessanti c’è poi Pan di Pace® di Antica Pasticceria Muzzi, che prova a dare al dolce pasquale anche un valore simbolico. La forma a foglia di ulivo richiama infatti un messaggio di pace, ma il punto forte resta nel profilo del prodotto: ingredienti essenziali, lievitazione naturale, assenza di farciture e canditi, olio extravergine di oliva Verde Umbro® al posto del burro e una glassa alle mandorle che aggiunge croccantezza. Qui il benessere non va inteso come promessa salutistica fuori misura, che sarebbe fuori fuoco, ma come ricerca di semplicità, riconoscibilità degli ingredienti e gusto pulito.

In fondo è questa la linea che unisce le proposte di quest’anno. Non la corsa all’eccesso, ma l’idea che un dolce di Pasqua possa ancora essere un piccolo rito di piacere consapevole. Buono da portare in tavola, bello da regalare, capace di evocare memoria e insieme di offrire qualcosa di nuovo.

Stare bene significa anche concedersi il gusto delle feste, scegliendo prodotti che sappiano unire qualità, identità e autentica bontà.

Tag: , , , , , ,