Un nuovo protocollo per gli incontri ravvicinati del terzo tipo

Il 17 Novembre 1869 fu inaugurato il canale si Suez, una grande opera pensata e realizzata da noi Europei. Essere schierati dalla parte dei valori occidentali, e contro la correttezza politica che li sta uccidendo, non significa rifiutarsi di guardare in faccia la realtà: ovunque abbiamo esportato la nostra cultura, ci siamo comportati come cavallette. All’alba dell’era spaziale, qualche spigolo (eufemismo) nel nostro approccio con civiltà diverse dobbiamo smussarlo prima di combinare altri guai. Fino ad ora il nostro trend è stato quello di arrivare in un nuovo continente, soffocare le popolazioni locali, per poi adottarne nomi e tradizioni, crogiolandoci […]

  

Liberté, Égalité… ma che fine ha fatto la Fraternité?

A volte il terzo elemento di un “trio” è solo un artificio retorico. Dei tre tenori ricordiamo Luciano Pavarotti e Placido Domingo, ma dimentichiamo sempre il nome di José Carreras. Ringraziamo i tre re Magi per l’oro e l’incenso, ma ci importa poco o nulla della mirra. Della Rivoluzione Francese salviamo libertà ed eguaglianza, ma trattiamo come uno Sputnik alieno la fratellanza. L’11 Novembre 1947 Winston Churchill citò la famosa frase (non sua) sulla democrazia, peggior forma di governo eccezion fatta per tutte le altre. Oggi quel concetto è più che mai attuale, visto che la principale democrazia mondiale è […]

  

Uomini e topi

Nella vita di tutti i giorni diamo quasi tutto per scontato, ma in realtà registriamo micro situazioni che messe insieme compongono un quadro pieno di dettagli. La sfida è riuscire a recuperare nella memoria tutti i pezzi, per poi metterli insieme come un puzzle. Tempo fa lessi un articolo su due topi in continenti diversi: il topo brasiliano vinceva un premietto ogni volta che risolveva un certo problema. C’erano elettrodi collegati al suo cervello, e altri elettrodi allacciati al cervello di un topo statunitense che raccoglieva le attività cerebrali del suo collega brasiliano. Pur senza avere le stesse stimolazioni visive […]

  

L’ossimoro sovranista

L’11 Novembre 1503 (Calendario Gregoriano), Giuliano della Rovere fu eletto papa col nome di Giulio II. «Se non avesse avuto uno smisurato concetto di sé, Giulio II non avrebbe chiesto a Raffaello di affrescargli da cima a fondo le pareti del suo nuovo appartamento» (Francesca Bonazzoli, in Lode dei Megalomani). Quindi l’opera del grande pittore non sarebbe esistita se il papa di Albisola, anzichè essere affetto da delirio di grandezza, fosse stato un francescano umile e altruista. Quasi un ossimoro! M’interessa anche l’ossimoro o il paradosso dei sovranisti mondiali che ammiccano, si cercano, s’invitano, si danno pacche sulle spalle, creano […]

  

Libia 2011, il crollo di un regime

Non siamo in grado di capire quando finisce un amore, figuriamoci prevedere il crollo di un regime! Il 9 Novembre 1989, “cadde” il Muro di Berlino, e per una notte i tedeschi diventarono il popolo più felice della Terra. Quel giorno il cancelliere Helmut Kohl era a Varsavia, segno che non aveva la percezione che la situazione stesse per precipitare. Secondo Theo Waigel, allora ministro delle finanze, il 9 Novembre tutto accadde un po’ per caso. Eppure già da un paio di mesi i tedeschi dell’Est fuggivano ad Ovest attraverso l’Ungheria, dopo che il governo di quel Paese aveva aperto […]

  

Presidenza della Repubblica, opinioni di un boomer

Il 4 Novembre 1956 i carri armati sovietici entrarono in Ungheria per sedare la rivolta che era scoppiata contro la dittatura. Giorgio Napolitano allora era una giovane rotellina del partito comunista italiano, e si schierò, per un eccesso di realpolitik, dalla parte degli invasori. Alla fine i morti per ristabilire lo status quo si contarono a migliaia. Il fatto che nel 2011, da Presidente della Repubblica, Napolitano fosse stato il più convinto sostenitore dell’intervento militare in Libia, apre il dibattito sul confine sottile tra realpolitik e spirito splatter. Fu proprio con Giorgio Napolitano al Quirinale che il ruolo di Capo […]

  

Lockdown bianco, rosso & Verdone

Durante i mesi di convivenza forzata ventiquattro ore su ventiquattro, molte coppie sono scoppiate; di questo si è scritto e si è parlato. Quello di cui non si fa cenno è una statistica molto più inquietante: l’innesto della personalità di Furio dentro quella di Magda. Furio e Magda erano i protagonisti di un episodio del film Bianco Rosso e Verdone. Lui era un uomo puntiglioso, maniacale e ossessivo, praticamente una caricatura dei mariti cavillosi, pignoli e precisini. Lei seguiva come un’alienata i ritmi della quotidianità dettati da Furio, ma appena si chiudeva in spazi privati, il suo mondo interiore faceva […]

  

Il pensiero positivo è il “genitore 1” del politicamente corretto

E’ sparita la parola depressione, intesa come crisi economica. In economia esistono solo più recessione, stagnazione e ripresa che dal 1990 in Italia si misura in frazioni di percentuali di crescita. Eppure, durante il lockdown per il covid eravamo entrati in un “double whammy” di crisi della domanda e dell’offerta, equivalente a una specie di D-Day inverso, coi nazisti che sbarcano in Inghilterra. Qualche tempo fa lessi una metafora figurata per dare l’idea delle dimensioni dello sbarco in Normandia: allineando prua contro poppa 6.483 navi lunghe 50 metri, la flotta alleata avrebbe coperto 320 km lineari, più o meno la […]

  

Anno 1979, la svolta radicale dell’Islam

Il 26 Ottobre 1919 nasceva il futuro ultimo Shah di Persia. Sergio Romano colloca Mohammad Reza Pahlavi nella stessa categoria dei due principali modernizzatori islamici (Mohammed Ali, fondatore dell’Egitto moderno, e Kemal Atatürk, creatore della Repubblica turca), senza però averne il carattere. Il 16 Gennaio 1979, lo Shah fuggì dall’Iran, caso più unico che raro di un regime crollato per eccesso di denaro investito male. L’oceanica liquidità generata dallo shock petrolifero, anzichè modernizzare il paese, provocò inflazione galoppante, corruzione e rivolta popolare. Altri eventi cataclismici nel 1979 plasmarono in modo molto negativo i decenni successivi. Il primo Febbraio, Ruhollah Khomeini […]

  

Il rito della lettura dei giornali e il valore di un «Si, boh!»

Quando per l’informazione c’erano solo i giornali (tralascio, per esigenza retorica, tv e radio), seguivamo un percorso obbligato da pagina 1 a pagina 32, come nella casa delle streghe ai baracconi di carnevale. Anche quando volevamo solo conoscere i risultati della serie A, era comunque necessario sfogliare le varie sezioni del giornale. In un ipotetico giorno di Settembre del 1978, saltavamo dalla prima pagina alla cronaca, poi politica e gli interni in cerca dello sport. Negli esteri, magari sorvolavamo distrattamente sugli accordi di Camp David, ma in quella frazione di secondo i protagonisti di quell’evento rimanevano impigliati nella nostra retina: […]

  

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