C’era un volta la bici e c’è ancora. E c’era una volta il primo campione italiano della storia del nostro ciclismo che rispondeva al nome di Giuseppe Loretz e parlava milanese. L’eroico pedalatore di un ciclismo che ancora forse ciclismo non era ma una stagione di pionieri che si muovevano e gareggiavano su mezzi a due ruote che erano più un’ipotesi di bicicletta, fu il primo a mettersi sulle spalle la maglia tricolore nel 1885. Nato a Milano nel 1860 e dipendente della Pirelli s’impose nei Campionati italiani su strada del 1885, che allora si chiamavano «campionati di Resistenza», montando un biciclo equipaggiato con le gomme prodotte dalla sua società. Vinse sul percorso Milano-Cremona-Milano di 160 km, impresa che ripetè l’anno dopo e che svanì di un nulla, battuto negli ultimi metri da Geo Davidson.

Storie d’altri tempi. Storie lontane che però restano vive e in questi giorni diventano un splendida mostra ad Alessandria Città delle Biciclette in una retrospettiva dedicata al Biciclo che è stata inaugurata alla fine del mese scorso a Palazzo Monferrato. «Quei temerari sulle macchine a due ruote. L’età del biciclo 1870 – 1890» prende a prestito il titolo da una celebre pellicola degli anni Sessanta «Those Magnificent Men in Their Flying Machines», nel cui cast figura anche Alberto Sordi, per raccontare gli albori della storia europea della bicicletta.

E tra i protagonisti c’è appunto Giuseppe Loretz con la sua carriera ciclistica che si svolse tra il 1878 e il 1887, periodo durante il quale partecipò a 53 gare, vincendone 31 e classificandosi secondo in 11 occasioni. Nel 1884 si aggiudicò il primo Campionato Italiano di ciclismo su pista, svoltosi a Torino nell’ambito dell’Esposizione Generale Italiana. La competizione si tenne in Piazza d’Armi, su una pista in terra battuta appositamente allestita e denominata per l’occasione «Velodromo». Il premio per il vincitore era una coppa in bronzo dorato offerta dal Principe Amedeo di Savoia-Aosta. Loretz vinse anche i titoli nazionali nelle specialità di resistenza nel 1885 e triciclo nel 1886. Fu primo in tutto per quel che riguarda il tricolore e lo si può affermare poiché per quanto riguarda l’assegnazione del titolo di «Campione d’Italia» in altri sport, il primo campionato italiano di calcio si svolse solo nel 1898, con la vittoria del Genoa. Pertanto, il titolo conquistato da Loretz nel 1884 rappresenta una delle prime assegnazioni di un campionato nazionale nella storia dello sport italiano.

La carriera professionale di Loretz lo vide impegnato inizialmente come tecnico presso la Pirelli & C. a Milano. Successivamente, trasferitosi a Torino, lavorò presso l’azienda farmaceutica Schiaparelli e la società di cavi elettrici dell’ingegnere Tedeschi, futura fabbrica di pneumatici CEAT, dove divenne dirigente. La sua passione per il ciclismo lo portò a distinguersi nelle competizioni velocipedistiche dell’epoca, utilizzando mezzi come il biciclo e il triciclo.