“Giro e Sanremo tornino a Milano”: le mezze verità del sindaco Sala
Ridendo e scherzando si dicono tante verità. E allora, a un «Giorno da Pecora» il programma di RadioUno condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, Giuseppe Sala ha provato a dire la sua sul fatto che Milano, la città ciclabile, che pedala, che ha messo la bici al centro, in realtà abbia perso il grande ciclismo sportivo. Giro d’Italia e «Sanremo» sono andati in «fuga» e, vista l’andatura che il sindaco e la sua giunta stanno tenendo in testa al gruppo, sarà difficile andare a prenderli, andare «chiudere il buco» si dice per chi sa di ciclismo.
«Certo, l’anno prossimo il Giro deve tornare in città …. » ha spiegato Sala annunciando anche che tra un paio settimane, come fa da anni, con un gruppo di amici pedalerà da Milano a Zoagli per ben 215 chilometri e che, quando finirà il mandato, sempre in bici vuole andare a Palermo. Ma un conto è la passione, altro gli «affari». «Il Giro deve tornare a Milano e lo sa anche Urbano Cairo che incontrerò la prossima settimana ha continuato il sindaco. Negli anni addietro ci siamo un po’ messi a discutere sui soldi perchè lui ha il braccino corto e anche io…Ma adesso no. Il Giro deve tornare ma non con una tappa che arriva in volata. Ci vuole una tappa importante, tipo una cronometro… E la stessa cosa vale per la Sanremo che sta partendo da Pavia. Dobbiamo tornare alla Milano-Sanremo con la partenza dal Vigorelli»
E fin qui tutto bene. Anzi benissimo. Ma un conto è dirle le cose un altro è farle. Milano con il Giro, con la Sanremo ma anche con tanti altri grandi eventi sportivi dalla maratona e giù di lì non ha mai avuto un rapporto idilliaco. Gli eventi fanno parte di trattative tra chi organizza e ha il sacrosanto diritto di «tirare sul prezzo» e andare dove più gli conviene, e chi li ospita che invece deve far di tutto (e di più) per non farseli scappare. Ognuno fa i suoi conti ma l’amministrazione milanese non stende tappeti rossi: dai limiti di viabilità, agli straordinari dei «ghisa», ai mugugni ambientalisti sull’impatto ambientale. E poi c’è l’opportunità politica, il consenso che un evento crea o toglie. Molti milanesi vedono come il fumo negli occhi i blocchi del traffico per una maratona, figurarsi per una cronometro che paralizzerebbe la città. Ecco perchè riportare Giro e Sanremo a Milano non è solo una questione di soldi. E soprattutto se si corrono ormai altrove non è tutta colpa di Urbano Cairo. Ridendo e scherzando si dicono tante verità. Non tutte…
