Non è stato ancora abbattuto il Meazza ma tutt’intorno ci sono già le macerie. Macerie politiche che raccontano quanto abbia lasciato il segno la lunga notte in consiglio comunale dove si è votata la venditaai fondi americani proprietari di Milan e Inter. Il sindaco Sala a botta calda non aveva usato troppi giri di parole per commentare un “sì” tormentato, conscio degli strascichi che avrebbe lasciato: “Sono cinico- aveva detto- ma conta risultato”. E ieri in apertura della Milano Digital Week, ha ribadito il concetto: “Tra un po’ eleggerete il prossimo sindaco e ricordatevi che a Milano serve un sindaco che abbia coraggio e metta a rischio la propria credibilità. Perché noi siamo stati vittima dell’idea che Milano è ferma, ma quella dello stadio è la decisione più difficile che qualunque comune italiano ha preso nell’ultima fase e che dimostra che noi vogliamo andare avanti. Si può sbagliare o no ma realtà come Milano hanno sempre bisogno di una prospettiva. Se poi quello che si fa non piace, i cittadini voteranno in un altro modo…”.

Tira aria pesante anche a destra, con malumori per la decisione di Fi che, ad eccezione di Alessandro De Chirico, non ha bocciato la delibera. “Il sindaco di Milano Sala prova ancora una volta a scaricare le responsabilità sugli altri, ma i fatti parlano chiaro: la sua maggioranza è spaccata- commenta Alessandro Verri, capogruppo della Lega a Palazzo Marino- La verità è che non cambierà nulla: nessun assessore della giunta peggiore che Milano abbia avuto dal dopoguerra verrà rimosso, nonostante gli enormi problemi che la città vive ogni giorno, a partire dall’urbanistica. In merito a San Siro, respingiamo al mittente le accuse del sindaco: il nostro voto non era contro o a favore di Sala, ma nel merito della delibera. La nostra contrarietà nasceva dal contenuto, dalla mancanza di trasparenza e condivisione. La prossima volta, se la maggioranza tiene davvero a Milano, dovrebbe lavorare in maniera seria, aprendo il confronto sul progetto e sulle trattative, invece di rinchiudersi nelle segrete stanze”.

Lo abbiamo visto anche con l’uscita sgrammaticata politicamente del vice sindaco Scavuzzo che, in conferenza stampa, ha dichiarato il provvedimento inemendabile come se ci trovassimo nella peggior atmosfera sovietica di vecchia memoria”