La storia del palaghiaccio Agorà di Milano purtroppo è nota e, per chi ha una certa età ricorda la fine che fece il Palazzo dello sport davanti a San Siro danneggiato dalla grande nevicata del 1985 e poi lasciato morire e abbattuto. L’Agorà, con le olimpiadi invernali alle porte, avrebbe dovuto, nel Paese del buonsenso, essere al centro delle attenzioni è invece fuori uso da più di due anni. Una storia triste che tutto questo tempo ha visto  il tempio dei «Devils», teatro di sfide Tricolori e non solo, diventare tristemente prima un bivacco, poi un rifugio per senzatetto e, dopo l’occupazione di un centro sociale,  anche finire completamente rovinato anche da un incendiato. E’ stato lasciato lentamente «morire» da un’amministrazione che in qualche caso ha raccolto eredità compromesse ma che avrebbe avuto in questi anni tutto il tempo per rimediare e invece non lo ha fatto.

Però ora forse si vede una luce in fondo al tunnel. La società Ice Friends, che ha presentato a giugno una proposta di partenariato pubblico privato al Comune per riqualificare e gestire l’impianto, ha illustrato nei giorni scorsi in Commissione a Palazzo Marino il progetto (ancora non definitivo) della «Nuova Agorà». Un piano da 4,8 milioni di euro. La società per recuperare l’investimento chiede di poter gestire l’impianto per 30 anni. Dietro alla newco c’è l’Accademia del Ghiaccio che gestisce l’omonimo palazzetto a San Donato Milanese. Modello che si vuole replicare a Milano, con una pista delle stesse dimensioni e il binomio pattinaggio su ghiaccio e ristorazione per attirare non solo gli sportivi e appassionati ma anche il quartiere, le famiglie.  La maggior parte delle risorse – 1,2 milioni sui 4,8 – è destinata alle opere edili interventi sulle strutture esistenti e adeguamenti architettonici. È prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico, per autoprodurre energia elettrica e contenere i costi che nei palazzetti del ghiaccio sono esorbitanti e hanno già messo in crisi il vecchio gestore. Al primo piano sono previsti area benessere ed estetica, bar e ristorante, nuovi servizi igienici, al piano terra intorno alla pista spalti, sala stampa, servizi skybox, tribuna d’onore e vip, al piano interrato anche una palestra.

Sembra una svolta ma è necessario essere prudenti. Dal 2023 infatti sono andati deserti due bandi e un progetto di partenariato pubblico privato. Se tutto andràcome deve andare la giunta voterà l’interesse pubblico a novembre e a quel punto verrà aperta (per 60 giorni) la gara sul progetto di Ice Friends, con diritto di prelazione.