Il Tour è il Tour: ed è sempre un’altra cosa…
Il Tour è il Tour. Anche quando annoia, quando scorre lento, quando sembra scontato che lo vinca Tadej Pogacar, anche quando ( apriti cielo) santificava il “mostro” texano che oggi non si può più neanche nominare… Il Tour è il Tour sempre, anche quando si svela con parecchio anticipo come oggi. Da Barcellona a Parigi con passerella finale sugli Champs Elysees, ca va sans dire… Il Tour de France 2026 si presenta così al Palazzo dei Congressi della Capitale francese e alcuni punti fermi già ci sono: la partenza del 4 luglio da Barcellona con una crono a squadre che mancava dal 2019, la seconda tappa tra Tarragona e Barcellona con la tripla salita del Montjuïc e il terzo giorno partenza da Granollers verso la Francia. E poi la doppia salita dell’Alpe d’Huez in due tappe consecutive nell’ultimo fine settimana, un ritorno sui Vosgi con l’ascesa la salita del Plateau de Solaison nella 15a tappa, il Tourmalet, il Galibier e un’altra tappa finale sulla salita di Montmartre a Parigi, proprio come l’anno scorso con quello spettacolo assoluto che furono capaci di regalare Pogacar e Van Aert .
Sarà l’edizione numero 133 con, 21 tappe con 3.333 chilometri toccando tutti e cinque i principali massicci montuosi francesi , Pirenei, Massiccio Centrale, Giura, Vosgi e Alpi con un dislivello il dislivello positivo che supererà i 54.000 metri. Sarà a prescindere da ciò che accadrà e da chi vincerà il solito grande evento mondiale, corsa di campioni, sfida che vale soldoni e prestigio tanto quanto un Supebowl, un’olimpiade o una finale di Champions. Evento che muove un Paese, che lo ama, lo segue, lo racconta, ci investe e gli dà le prime pagine dei giornali e non solo dei giornali: altro che calciomercato, vacanze vip di calciatori e veline, tradimenti e matrimoni. Bisogna farsene una ragione: le altre sfide sembrano da strapaese al confronto, quindi inutile strapparsi le vesti, insistere con i paragoni impietosi, provare a spiegare, dolersi, arrabbiarsi. Se altrove la corsa langue un motivo ci sarà. Il Tour è il Tour. Ed è sempre un’altra cosa…
